PIEMONTE PINOT NERO BIOLOGICO DOC "RIVELLA" 2023 (664 BOTTIGLIE PRODOTTE) - CASCINA GALARIN
Abbinamenti, La finezza aromatica, la freschezza e la trama tannica del Rivella 2023 lo rendono un rosso estremamente gastronomico, capace di accompagnare preparazioni eleganti senza rinunciare a piatti di maggiore intensità. È magnifico con anatra, piccione, faraona, coniglio arrosto e carni bianche saporite, dove la delicatezza del Pinot Nero riesce a valorizzare la succulenza delle carni senza sovrastarne il gusto. La componente floreale, speziata e leggermente terrosa crea un'affinità particolarmente riuscita con funghi porcini, risotti ai funghi e preparazioni impreziosite dal tartufo. Ottimo anche con filetto di vitello, roast beef, agnello e selvaggina da piuma, mentre la freschezza permette di accompagnarlo a salumi raffinati e formaggi di media stagionatura. Per un abbinamento più territoriale, è particolarmente interessante con agnolotti del plin al fondo d'arrosto o tajarin ai funghi, piatti capaci di valorizzarne contemporaneamente il frutto e la componente più profonda.
Alcol, 13%
Annata, 2023
Denominazione, Piemonte DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Rivella 2023 di Cascina Galarin è un'interpretazione raffinata e profondamente artigianale del Pinot Nero, capace di raccontare una delle varietà più affascinanti al mondo attraverso il carattere delle colline piemontesi. Nasce a Castagnole delle Lanze, in un territorio sospeso tra Langhe e Monferrato, dove la famiglia Carosso ha scelto di dedicare a questo vitigno una piccola produzione, lavorata con particolare attenzione alla delicatezza del frutto e alla naturale eleganza della varietà. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, tipico del Pinot Nero. Il profilo aromatico è fine e progressivo: ribes rosso, lampone, ciliegia e piccoli frutti di bosco si intrecciano a rosa, violetta e delicate sfumature speziate. Con l'ossigenazione emergono richiami di erbe aromatiche, sottobosco e leggere sensazioni terrose, accompagnati da una componente più profonda e minerale. Al palato è armonioso, elegante e sorprendentemente strutturato, con tannini ben definiti ma raffinati, una freschezza vivace e un frutto succoso che mantiene grande precisione. La fermentazione con i grappoli interi contribuisce a conferirgli una particolare complessità aromatica e una trama gustativa più articolata, mentre l'affinamento in rovere francese accompagna il vino senza comprometterne la naturale finezza. Il finale è lungo, fresco e delicatamente speziato, con ritorni floreali e fruttati che ne sottolineano la personalità. Un Pinot Nero piemontese di grande carattere, capace di combinare eleganza, profondità e una piacevole energia.
CURIOSITÀ:
Il Rivella 2023 è prodotto da 100% Pinot Nero biologico proveniente da un vigneto situato nel comune di Castagnole delle Lanze, a circa 200 metri di altitudine, con esposizione nord-est e terreni prevalentemente argilloso-calcarei. La scelta di questa esposizione è particolarmente interessante per un vitigno delicato come il Pinot Nero, perché permette di ricercare una maturazione equilibrata e di preservare freschezza e finezza aromatica. La famiglia Carosso, alla guida di Cascina Galarin, lavora queste colline da generazioni e ha ottenuto la certificazione biologica a partire dalla vendemmia 2016, consolidando una filosofia agricola fondata sul rispetto della biodiversità e sulla valorizzazione delle caratteristiche naturali dei vigneti. La vinificazione del Rivella segue un percorso decisamente particolare: dopo un'accurata selezione durante la vendemmia, i grappoli vengono mantenuti interi, senza diraspatura, e pigiati tradizionalmente con i piedi. La fermentazione avviene in tini di legno, accompagnata da una macerazione sulle bucce di circa 10 giorni. Successivamente il vino svolge la fermentazione malolattica e prosegue la propria maturazione in botti di rovere francese, dove acquista maggiore complessità e armonia senza perdere l'identità del frutto. L'imbottigliamento avviene senza filtrazione, durante i giorni di luna calante, secondo una pratica che riflette l'approccio artigianale della cantina. A rendere particolarmente interessante questa annata è soprattutto la sua rarità: nel 2023 sono state prodotte soltanto 664 bottiglie, una quantità estremamente limitata che testimonia la dimensione quasi sartoriale di questo progetto. Rivella rappresenta così una delle interpretazioni più originali della produzione di Cascina Galarin, un Pinot Nero che unisce tecniche tradizionali, sensibilità contemporanea e una precisa identità territoriale.
Cascina Galarin +

Cascina Galarin è una storica realtà familiare di Castagnole delle Lanze, sulle colline astigiane dove Langhe e Monferrato si incontrano. La sua è una storia profondamente contadina, che affonda le radici nel 1781 e attraversa oltre due secoli di lavoro tra vigne e cantina. È proprio alla fine del Settecento che gli antenati della famiglia Carosso costruiscono parte della cascina e degli spazi ancora oggi utilizzati dall’azienda, lasciando una testimonianza diventata nel tempo il simbolo stesso della proprietà: un antico gallo intagliato nel legno. Anche il nome Galarin arriva dal passato, dall’antico soprannome con cui la famiglia era conosciuta in paese, trasformato oggi nell’identità di una cantina che ha fatto della continuità generazionale uno dei propri valori fondamentali. Per lungo tempo l’attività rimane quella tipica delle famiglie agricole piemontesi, con la coltivazione delle vigne e una produzione destinata soprattutto alla vendita del vino sfuso. La svolta arriva alla fine degli anni Ottanta, quando Giuseppe Carosso sceglie di cambiare prospettiva e iniziare a imbottigliare direttamente. È il passaggio che segna l'inizio della Cascina Galarin contemporanea: maggiore attenzione alle singole vigne, ricerca qualitativa e volontà di dare un'identità precisa a ciò che fino ad allora era soprattutto il frutto del lavoro agricolo familiare. Oggi Giuseppe è affiancato dai figli Marco e Giovanni Carosso, nuova generazione di una storia iniziata più di duecento anni fa. Il loro ingresso non ha modificato l'anima familiare dell'azienda, ma ha portato nuove competenze e una sensibilità ancora maggiore verso il vigneto e l'ambiente. Padre e figli condividono ogni fase del lavoro, mantenendo quella presenza diretta tra i filari che continua a distinguere Cascina Galarin. Il vigneto è infatti il vero centro della filosofia aziendale. La famiglia Carosso parte dalla convinzione che la qualità non possa essere costruita artificialmente in cantina: deve nascere da piante equilibrate, terreni vitali e uve sane. Per questo il lavoro agricolo è progressivamente diventato sempre più rispettoso dell'ecosistema, eliminando erbicidi e pesticidi e favorendo l'inerbimento e la biodiversità naturale tra i filari. Questo percorso ha portato Cascina Galarin a ottenere, a partire dalla vendemmia 2016, la certificazione biologica. Una scelta che non rappresenta semplicemente un marchio da riportare sull'etichetta, ma la naturale evoluzione di una filosofia iniziata molto prima: lavorare cercando di interferire il meno possibile con gli equilibri naturali della vigna e preservare il patrimonio agricolo ricevuto dalle generazioni precedenti. Particolare attenzione viene dedicata alle vecchie vigne, considerate dalla famiglia una delle risorse più preziose della proprietà. Con il passare degli anni le radici raggiungono maggiore profondità, le piante trovano naturalmente il proprio equilibrio produttivo e diventano capaci di reagire con maggiore autonomia alle differenti condizioni climatiche. Sono proprio queste vigne mature a custodire una parte fondamentale della memoria agricola della famiglia e del carattere dei suoi territori. La posizione di Castagnole delle Lanze rappresenta un altro elemento determinante. Qui il paesaggio viticolo piemontese si trova idealmente sospeso tra Langhe e Monferrato, permettendo alla famiglia di lavorare con alcune delle varietà più rappresentative della regione. Nel corso degli anni il progetto ha inoltre superato i confini storici della cascina, arrivando fino alle grandi colline delle Langhe e a Monforte d'Alba, ampliando ulteriormente il patrimonio viticolo e l'esperienza della famiglia. Nonostante questa evoluzione, Cascina Galarin ha mantenuto una dimensione profondamente artigianale e familiare. Ogni scelta nasce dal rapporto diretto con le vigne e dall'esperienza accumulata vendemmia dopo vendemmia. La tecnologia viene utilizzata quando realmente utile, senza trasformarla nel centro del progetto: l'obiettivo rimane preservare le differenze tra varietà, vigneti e annate. Oggi Cascina Galarin rappresenta una bellissima sintesi tra storia contadina e viticoltura contemporanea. Dal 1781 a oggi sono cambiate generazioni, tecniche e conoscenze, ma il rapporto della famiglia Carosso con la terra è rimasto il filo conduttore dell'azienda. Giuseppe, Marco e Giovanni continuano questo percorso attraverso agricoltura biologica, tutela delle vecchie vigne e una presenza quotidiana in campagna. Il gallo che ancora oggi identifica Cascina Galarin racchiude perfettamente questa storia: un simbolo nato più di due secoli fa all'interno della vecchia cascina e arrivato fino alla generazione attuale. Una continuità rara, che rende Galarin non semplicemente una cantina di Castagnole delle Lanze, ma il racconto di una famiglia che dal 1781 vive, coltiva e interpreta le colline piemontesi.