CHATEAU LEOVILLE BARTON

SAINT-JULIEN GRAND CRU CLASSE' 2016 MAGNUM - CHÂTEAU LEOVILLE BARTON (100/100 PARKER)

Prezzo di listino €490,00 Prezzo di vendita€620,00risparmi €130,00

Abbinamenti, Perfetto con arrosti importanti, lombata di manzo, selvaggina da piuma, agnello al forno, brasati eleganti e formaggi stagionati di grande intensità. Ideale anche da meditazione, per godere appieno della sua magnificenza.
Alcol, 13%
Annata, 2016
Denominazione, Saint-Julien AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Mèdoc (Francia)
Temperatura di servizio, 18/20°
Vitigni, Cabernet Sauvignon 86%, Merlot 14%

NOTE SENSORIALI:

Al naso esplode in un caleidoscopio di ribes nero, mora, prugna scura, violetta, tabacco fine e grafite. Toni di cedro, spezie nobili e un tocco di cioccolato fondente completano un bouquet di rara complessità. Il sorso è profondo, setoso e impeccabile: tannini perfettamente fusi, freschezza vibrante, struttura imponente ma finemente scolpita. La persistenza è interminabile, pura espressione del Cabernet Sauvignon nelle sue vette più alte.

CURIOSITÁ:

Il 2016 di Château Léoville Barton è una delle espressioni più straordinarie mai prodotte dalla storica tenuta di Saint-Julien, consacrato dal rarissimo 100/100 di Robert Parker. Un vino che incarna alla perfezione l’eleganza classica del Médoc, unita a una profondità quasi monumentale. La proprietà, tra le più rispettate della Rive Gauche, firma qui un capolavoro di armonia, potenza e longevità, destinato a sfidare i decenni con una classe senza tempo.

Chateau Leoville Barton

Château Léoville Barton è una delle proprietà più prestigiose di Saint-Julien e uno dei casi più affascinanti di continuità familiare nella storia di Bordeaux: classificato Deuxième Grand Cru Classé nel celebre Classement del 1855, appartiene alla famiglia Barton da quasi due secoli e ancora oggi conserva un'identità profondamente indipendente. La storia della dinastia comincia nel 1722, quando l'irlandese Thomas Barton si trasferisce a Bordeaux e fonda un'attività di commercio del vino destinata a diventare una delle più importanti della città. È però il nipote Hugh Barton a legare definitivamente il nome della famiglia al Médoc: nel 1821 acquista Château Langoa Barton e nel 1826 rileva circa 50 ettari appartenenti all'antico e vastissimo domaine de Léoville, progressivamente frammentato dopo la Rivoluzione francese e complesse divisioni ereditarie. Nasce così Léoville Barton. Una particolarità rimasta praticamente unica tra i grandi cru bordolesi è che Hugh acquistò soltanto i vigneti e non un château con una propria cantina: possedeva già infatti gli edifici di Langoa Barton, costruiti nel 1758, e ancora oggi le uve di Léoville Barton vengono vinificate e i vini affinati nella proprietà di Langoa. Il nome “Château” Léoville Barton identifica quindi uno dei grandi terroir di Saint-Julien, ma il magnifico edificio che compare nell'immaginario della famiglia appartiene storicamente a Langoa Barton. Quando nel 1855 Napoleone III richiese la classificazione dei migliori vini della Gironda per l'Esposizione Universale di Parigi, Léoville Barton venne riconosciuto come Deuxième Grand Cru Classé, posizione che conserva ancora oggi. La proprietà attraversa successivamente le generazioni della famiglia fino a Ronald Barton, che dopo la Seconda guerra mondiale trova vigneti fortemente provati e dedica decenni alla loro ricostruzione. Nel 1983 affida il domaine al nipote Anthony Barton, figura diventata leggendaria nel Médoc per il carattere indipendente, l'eleganza personale e soprattutto per la capacità di mantenere Léoville Barton fedele a uno stile classico in anni nei quali molti château bordolesi cercavano maggiore concentrazione, estrazione e influenza del legno. Anthony contribuisce in maniera decisiva alla reputazione internazionale moderna della proprietà e alla sua morte, nel 2022, lascia un patrimonio perfettamente conservato alla figlia Lilian Barton Sartorius. Oggi la storia continua attraverso Lilian e i figli Mélanie e Damien Barton Sartorius, nuova generazione di una dinastia che mantiene il controllo diretto sia di Léoville Barton sia di Langoa Barton. Il vigneto di Léoville Barton comprende circa 50 ettari nel cuore di Saint-Julien, su una delle grandi croupes di graves garonnaises rivolte verso la Gironda. Sono terreni costituiti da profondi depositi di ghiaie trasportate dal fiume nel corso dei millenni, poggiati su un sottosuolo argilloso capace di trattenere riserve idriche e mitigare gli effetti delle annate più calde o siccitose. È uno dei terroir classici del Médoc e particolarmente adatto al Cabernet Sauvignon, che rappresenta circa il 77% del vigneto, affiancato dal 20% di Merlot e dal 3% di Cabernet Franc. L'età media delle viti è intorno ai quarant'anni, ma la parcella più vecchia risale al 1953; la densità viene mantenuta molto elevata, circa 9.100 ceppi per ettaro, attraverso una continua complantation che permette di sostituire individualmente le piante mancanti senza sacrificare intere vecchie parcelle. Il lavoro agricolo rimane profondamente tradizionale: tutti i vigneti vengono lavorati senza diserbo chimico, vengono utilizzati fertilizzanti organici e una parte crescente della superficie è condotta secondo pratiche biologiche. Dal 2012 la proprietà ha infatti avviato prove organiche su oltre il 12% del vigneto, estendendo progressivamente l'approccio. La vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano da una squadra che può raggiungere circa 120 persone, consentendo una prima selezione dei grappoli direttamente durante la raccolta. In cantina le uve vengono diraspate, selezionate accuratamente e trasferite per gravità in tini di legno termoregolati mantenendo separate le singole parcelle. La fermentazione alcolica dura generalmente tra sette e dieci giorni, mentre la macerazione complessiva si prolunga per circa tre settimane; rimontaggi ed estrazioni vengono modulati secondo vendemmia e singola cuvée, evitando di applicare una ricetta identica a tutte le masse. Dopo la svinatura, ogni lotto viene trasferito separatamente in barrique di rovere francese e il Grand Vin affronta normalmente tra sedici e diciotto mesi di affinamento, con circa il 60% di legno nuovo. I travasi vengono ancora realizzati secondo il tradizionale metodo bordolese “à l'esquive”, mentre le barrique vengono regolarmente colmate per limitare il contatto indesiderato con l'ossigeno. Château Léoville Barton rimane naturalmente il vertice della produzione e la sua composizione cambia secondo l'annata, mantenendo però il Cabernet Sauvignon come protagonista assoluto: il vigneto stesso è piantato per oltre tre quarti con questa varietà e nelle migliori vendemmie la sua percentuale nell'assemblaggio può superare ampiamente l'80% o il 90%. È proprio il Cabernet a definire la personalità storica del vino: cassis, cedro, grafite, tabacco, spezie e note floreali sostenute da una struttura tannica profonda e da una freschezza capace di accompagnare evoluzioni di diversi decenni. Il Merlot apporta volume e rotondità, mentre il Cabernet Franc viene utilizzato in percentuali minime per contribuire alla complessità aromatica. La Réserve de Léoville Barton rappresenta invece il secondo vino della proprietà e nasce principalmente dalle vigne più giovani e dalle parcelle o dai lotti che non raggiungono il livello richiesto per entrare nel Grand Vin; segue una vinificazione altrettanto rigorosa ma matura in barrique già utilizzate, offrendo un accesso più immediato allo stile di Saint-Julien. Léoville Barton è soprattutto uno degli esempi più puri del classicismo bordolese: non ricerca potenza fine a sé stessa né maturità esasperate, ma equilibrio tra Cabernet Sauvignon, graves, freschezza e tempo. Il terroir di Saint-Julien conferisce al vino quella particolare combinazione tra struttura e raffinatezza che storicamente distingue l'appellazione, collocata geograficamente e stilisticamente tra la potenza di Pauillac e la finezza di Margaux. La continuità familiare rende poi questa proprietà ancora più straordinaria: quando Léoville Barton venne classificato nel 1855 era già nelle mani dei Barton e, quasi duecento anni dopo l'acquisto di Hugh nel 1826, la stessa famiglia continua a custodirlo. Thomas, Hugh, Ronald e Anthony hanno costruito capitoli differenti della sua storia; Lilian, Mélanie e Damien stanno oggi portando avanti il successivo senza stravolgerne l'identità. Cinquanta ettari di grandi graves di Saint-Julien, una netta prevalenza di Cabernet Sauvignon, vendemmia manuale, vinificazioni parcellari e lunghi affinamenti in rovere costituiscono gli strumenti di uno stile rimasto sorprendentemente coerente attraverso le generazioni. È proprio questa fedeltà, unita alla capacità di produrre vini di eccezionale longevità, ad aver reso Château Léoville Barton non soltanto uno dei grandi Deuxième Cru del Médoc, ma una delle espressioni più autentiche e riconoscibili del Bordeaux classico.