ARIANNA OCCHIPINTI

SICILIA NERO D'AVOLA DOC "SICCAGNO" 2022 - ARIANNA OCCHIPINTI

Prezzo di listino €29,50 Prezzo di vendita€33,00risparmi €3,50

Abbinamenti, La struttura, la freschezza e la componente speziata del Siccagno 2022 lo rendono particolarmente adatto a una cucina mediterranea ricca di sapori, ma anche a preparazioni più importanti. È eccellente con agnello al forno, arrosti, carni rosse alla griglia, brasati e selvaggina, dove il tannino e la naturale acidità riescono a bilanciare la succulenza delle carni. Trova una sintonia particolarmente interessante con la tradizione siciliana: pasta alla Norma, involtini di carne, caponata, melanzane ripiene e preparazioni arricchite da pomodoro, olive ed erbe aromatiche permettono di valorizzare il carattere mediterraneo del vino. Ottimo anche con ragù di carne, salsiccia, funghi e formaggi stagionati, soprattutto pecorini dalla buona intensità. La componente balsamica e speziata lo rende inoltre particolarmente piacevole con piatti insaporiti da rosmarino, timo e altre erbe della macchia mediterranea. Servito intorno ai 16-18 °C in un calice ampio, merita qualche minuto di ossigenazione per permettere al frutto e alle sfumature più profonde di esprimersi completamente.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Sicilia DOC
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nero d'Avola 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Siccagno 2022 di Arianna Occhipinti è una delle interpretazioni più personali e affascinanti del Nero d'Avola siciliano, un vino che nasce nel territorio di Vittoria e che riesce a coniugare la generosità mediterranea del vitigno con una freschezza e una finezza tutt'altro che scontate. Lontano dalle versioni più concentrate e muscolari della varietà, Siccagno ricerca soprattutto equilibrio, profondità e trasparenza espressiva, lasciando emergere il carattere delle sabbie calcaree della Sicilia sudorientale. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso, attraversato da vivaci riflessi violacei. Il bouquet è ricco e progressivo: amarena, prugna matura, mora e ribes nero si intrecciano a violetta, pepe nero e liquirizia, mentre con l'ossigenazione emergono sfumature di macchia mediterranea, mirto, tabacco ed erbe aromatiche. In bocca possiede una bella struttura, ma sorprende soprattutto per l'energia del sorso: il frutto è succoso e ben definito, sostenuto da una freschezza decisa e da tannini presenti, ancora giovani e leggermente incisivi. La componente speziata accompagna tutta la progressione gustativa, mentre il finale è lungo, asciutto e piacevolmente amaricante, con ritorni di frutta scura, erbe mediterranee e liquirizia. L'annata 2022, caratterizzata da un'estate calda e asciutta, ha conservato una buona vitalità grazie alle riserve idriche accumulate nei terreni durante la primavera. Ne nasce un Nero d'Avola di grande personalità, capace di esprimere il calore della Sicilia senza rinunciare a tensione, eleganza e una notevole capacità di evoluzione.

CURIOSITÁ:

Il Siccagno 2022 è prodotto da 100% Nero d'Avola proveniente dalle contrade Bombolieri e Fossa di Lupo, nel territorio di Vittoria, dove Arianna Occhipinti ha costruito il proprio progetto vitivinicolo a partire dal 2004. I vigneti si trovano a circa 280 metri di altitudine e sono caratterizzati da terreni nei quali sabbie chiare e componenti calcaree contribuiscono a definire la particolare freschezza dei vini. Le piante hanno un'età media di circa 35 anni, sono allevate ad alberello e cordone speronato e raggiungono una densità di circa 6.000 ceppi per ettaro. La conduzione è biologica certificata, accompagnata da pratiche biodinamiche e da una particolare attenzione alla biodiversità, elemento centrale nella filosofia agricola di Arianna. La vendemmia avviene generalmente nei primi giorni di ottobre, con una selezione delle uve finalizzata a preservare maturità e integrità del frutto. In cantina la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e si svolge in vasche di cemento, con una macerazione sulle bucce di circa 25 giorni. Il vino viene successivamente trasferito in grandi botti di rovere austriaco da 30 ettolitri, dove rimane per 24 mesi, prima di completare la maturazione con ulteriori 2 mesi in bottiglia. L'utilizzo di recipienti di grandi dimensioni permette di accompagnare lentamente l'evoluzione del Nero d'Avola senza sovrapporgli un'impronta aromatica marcata del legno. Particolarmente interessante è anche l'origine del nome: Siccagno richiama il termine dialettale siciliano utilizzato per descrivere un'uva particolarmente concentrata, cresciuta in condizioni di scarsa disponibilità d'acqua. È un riferimento alla capacità della vite di adattarsi al clima mediterraneo e di produrre frutti ricchi di sostanza, ma anche alla volontà di Arianna di interpretare questa concentrazione attraverso uno stile più fresco, elegante e territoriale. Siccagno rappresenta così una delle etichette fondamentali della cantina, accanto al Frappato e al Cerasuolo di Vittoria, e racconta perfettamente la visione di una produttrice che ha contribuito in maniera decisiva alla valorizzazione della viticoltura artigianale siciliana.

Arianna Occhipinti

Arianna Occhipinti è una delle figure che hanno maggiormente contribuito a riportare Vittoria e il suo patrimonio viticolo al centro dell’attenzione internazionale, costruendo in poco più di vent’anni un progetto agricolo profondamente personale, fondato sul Frappato, sul Nero d’Avola e sulla straordinaria diversità dei suoli del territorio ragusano. Nata a Marsala e cresciuta a Vittoria, Arianna si avvicina molto presto al vino anche grazie allo zio Giusto Occhipinti, tra i fondatori di COS, esperienza che la porta a scegliere gli studi di Viticoltura ed Enologia a Milano. Nel 2004, poco più che ventenne, torna in Sicilia e inizia il proprio percorso con appena un ettaro di vigneto accanto a un vecchio palmento nella contrada Fossa di Lupo. È il nucleo dal quale tutto prende forma: vendemmia dopo vendemmia la proprietà cresce, raggiungendo oggi circa 30 ettari vitati e allargandosi alle contrade Bombolieri, Pettineo, Bastonaca, Santa Teresa, Serra d’Elia e Santa Margherita, senza perdere la volontà di leggere separatamente le differenti anime del territorio. La cantina si trova lungo la SP68, la strada provinciale Vittoria-Pedalino che è diventata quasi il manifesto dell’azienda e dà il nome a due delle etichette più conosciute. Non è una scelta casuale: questo tracciato ripercorre un’antichissima via utilizzata per collegare l’interno della Sicilia alla costa e attraversa ancora oggi le campagne del Cerasuolo di Vittoria, trasformandosi per Arianna nel simbolo del rapporto tra agricoltura, persone e territorio. Il paesaggio è quello della Sicilia sud-orientale, con muretti a secco, venti provenienti dagli Iblei e soprattutto un mosaico di sabbie rosse sotto le quali emergono calcare, tufo, gesso, marne e calcareniti. È proprio la relazione tra sabbia e calcare a costituire una delle chiavi interpretative dei vini: la prima contribuisce alla delicatezza del frutto e alla tessitura setosa, mentre la componente calcarea sostiene acidità, energia e profondità. Frappato e Nero d’Avola rappresentano il cuore storico del progetto, ma nel tempo il patrimonio si è ampliato anche a Zibibbo, Albanello e Grillo. La vigna è soltanto una parte di un progetto agricolo molto più ampio: l’azienda coltiva anche grano Tumminia e leguminose in rotazione, circa 15 ettari di oliveti secolari di Tonda Iblea e Nocellara del Belice, pere, agrumi, ortaggi, carrubi e altri alberi da frutto. La biodiversità non viene quindi considerata un concetto accessorio alla produzione vinicola, ma la struttura stessa dell’azienda. L’agricoltura è certificata biologica e viene condotta secondo principi biodinamici, senza interventi chimici di sintesi, cercando di mantenere il terreno vivo e di accompagnare la pianta piuttosto che forzarne il comportamento. Anche in cantina Arianna rifiuta l’idea di costruire i vini attraverso una tecnica dominante: le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni, le estrazioni sono generalmente delicate, la filtrazione viene evitata e cemento e grandi botti vengono utilizzati secondo varietà, parcella e annata. SP68 Rosso costituisce una delle introduzioni più immediate al suo pensiero e nasce dall’incontro tra Frappato di Vittoria e Nero d’Avola, tradizionalmente con una netta prevalenza del primo; SP68 Bianco unisce invece Moscato di Alessandria, cioè Zibibbo, e Albanello, con macerazione sulle bucce e affinamento in cemento. Il Frappato rappresenta probabilmente il vino più intimamente legato alla personalità di Arianna: proviene da Frappato di Vittoria in purezza, da vigne che raggiungono mediamente circa 35 anni, fermenta con lieviti indigeni e affronta una lunga macerazione prima dell’affinamento tra cemento e grandi botti di rovere austriaco. Siccagno porta invece al centro il Nero d’Avola, mentre Grotte Alte interpreta il Cerasuolo di Vittoria attraverso un registro più profondo e destinato all’evoluzione. Negli anni il lavoro è diventato sempre più preciso e la ricerca sulle contrade ha portato Arianna a superare progressivamente la semplice distinzione tra vitigni. Osservando il comportamento di Frappato e Nero d’Avola sulle diverse combinazioni di sabbia e calcare, ha individuato vigne specifiche a Bastonaca, Fossa di Lupo, Bombolieri, Santa Teresa e negli altri nuclei aziendali, fino alla nascita dei vini di contrada. Le selezioni BB, FL, PT e SM rappresentano il punto più avanzato di questo percorso: non più soltanto un vitigno o un assemblaggio, ma una singola provenienza trasformata in vino. Bombolieri poggia su una forte matrice calcarea; Fossa di Lupo riporta direttamente alle origini dell’azienda; Pettineo e Santa Margherita ampliano la lettura verso geologie e altitudini differenti. Santa Margherita, a Chiaramonte Gulfi, raggiunge circa 490 metri e permette ad esempio di lavorare il Grillo su marne calcareo-sabbiose, gesso, fossili e terreni argillo-calcarei, mostrando un volto completamente diverso rispetto alle vigne più basse di Vittoria. Il progetto di Arianna Occhipinti è quindi cambiato radicalmente rispetto a quel primo ettaro del 2004, ma senza perdere il principio che lo aveva originato. Oggi non è più soltanto una cantina, bensì un organismo agricolo complesso nel quale vigneti, ulivi, cereali, frutteti, orto e vegetazione spontanea convivono e contribuiscono allo stesso equilibrio. La crescita non ha portato verso l’omologazione: al contrario, più il patrimonio si è ampliato, maggiore è diventata l’attenzione alle differenze tra una contrada e l’altra. Frappato e Nero d’Avola rimangono le due voci fondamentali, interpretati con fermentazioni spontanee, cemento, grandi botti, estrazioni misurate e interventi ridotti, ma è soprattutto il territorio di Vittoria a essere diventato il vero protagonista. Arianna Occhipinti ha costruito così una delle identità più riconoscibili del vino siciliano contemporaneo: partita a poco più di vent’anni da Fossa di Lupo, ha trasformato una scelta personale in un progetto capace di raccontare sabbie rosse, calcare, antichi vitigni e biodiversità attraverso vini dalla forte impronta mediterranea, nei quali energia, trasparenza e carattere territoriale vengono prima di qualsiasi formula enologica.