CHARLES DUFOUR

COTEAUX CHAMPENOIS BLANC AOC "VIN DE COMPTOIR" - CHARLES DUFOUR

Prezzo di listino €71,90 Prezzo di vendita€85,00risparmi €13,10

Abbinamenti, Da provare con delicati piatti di pesce dagli antipasti ai secondi piatti
Alcol, 11%
Annata, NV
Denominazione, Coteaux Champenois AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Bianco 60%, Chardonnay 30%, Pinot Nero 10%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un luminoso giallo dorato dai riflessi brillanti. Il bouquet è elegante e complesso, con profumi di pera Williams, mela renetta, pesca bianca e agrumi maturi, accompagnati da raffinate note di fiori bianchi, miele delicato, nocciola, erbe aromatiche, pietra focaia e gesso, che esprimono con precisione l'identità minerale della Côte des Bar. Al palato è teso, profondo e perfettamente equilibrato. La morbidezza del Pinot Blanc, la tensione dello Chardonnay e la delicata struttura apportata dal Pinot Noir si fondono in un sorso armonioso, sostenuto da una vibrante acidità e da una marcata sapidità minerale. Il finale è lungo, asciutto e persistente, con eleganti richiami agrumati, gessosi e leggermente speziati.

CURIOSITÀ:

Il Coteaux Champenois Blanc "Vin de Comptoir" di Charles Dufour è una rarissima interpretazione della Champagne in versione ferma, un vino che rende omaggio alla tradizione più antica della regione, quando i vignaioli producevano vini tranquilli ben prima della nascita dello Champagne. Charles Dufour, figura di riferimento della nuova generazione di vigneron della Côte des Bar, interpreta questa denominazione con il suo stile essenziale: agricoltura biologica, fermentazioni spontanee e minimo intervento in cantina. Il risultato è un bianco di straordinaria autenticità, capace di raccontare la Champagne attraverso una prospettiva diversa, dove il terroir è il vero protagonista. La cuvée è composta da 60% Pinot Blanc, 30% Chardonnay e 10% Pinot Noir, provenienti da vecchie vigne coltivate nei dintorni di Landreville, su suoli kimmeridgiani ricchi di marne e calcari, gli stessi che caratterizzano la vicina Chablis. Le uve vengono raccolte esclusivamente a mano e vinificate con fermentazione spontanea tramite lieviti indigeni, senza chiarifiche né filtrazioni. L'affinamento avviene in vecchie botti di rovere, preservando la purezza del frutto e la straordinaria espressività del terroir.

Charles Dufour

Charles Dufour è uno dei vignaioli che meglio rappresentano il rinnovamento contemporaneo della Côte des Bar, territorio meridionale della Champagne nel quale negli ultimi vent’anni una nuova generazione ha iniziato a mettere al centro parcella, agricoltura biologica e vinificazioni poco interventiste. Nato nel 1982 in una famiglia di viticoltori dell’Aube, Charles lavora a Landreville, nella Vallée de l’Ource, e comincia il proprio percorso nel 2006 occupandosi inizialmente delle vigne della madre Françoise Martinot; nel 2010 prende in mano il patrimonio ricevuto dal padre e sviluppa definitivamente il proprio domaine. La conversione biologica era stata avviata già nel 2007 e dal 2010 le uve sono certificate biologiche: l’Association des Champagnes Biologiques indica oggi 4 ettari certificati, mentre altre fonti considerano un patrimonio complessivo più ampio, nell’ordine di 5-6 ettari, includendo le differenti vigne familiari lavorate da Charles. Le parcelle sono distribuite principalmente tra Landreville, Celles-sur-Ource ed Essoyes e poggiano sui caratteristici terreni argillo-calcarei del Giurassico superiore della Côte des Bar. Il Pinot Noir domina il vigneto con circa il 60%, seguito da Chardonnay per il 30% e Pinot Blanc per il restante 10%: proprio quest’ultima varietà, storicamente presente nell’Aube ma oggi decisamente minoritaria in Champagne, costituisce uno degli elementi più interessanti del lavoro di Dufour. In vigna l’approccio è radicalmente orientato alla vitalità del terreno: nessun erbicida o pesticida chimico, conduzione biologica e pratiche vicine alla biodinamica, con l’obiettivo di ottenere uve mature e sane che richiedano il minimo intervento possibile in cantina. È proprio qui che emerge con maggiore chiarezza la personalità di Charles. Le fermentazioni vengono affidate ai lieviti indigeni, gran parte dei vins clairs fermenta e matura in pièces di rovere, i vini non vengono né chiarificati né filtrati e l’utilizzo della solforosa è estremamente ridotto o completamente assente in diverse cuvée. Anche per la seconda fermentazione Charles utilizza lieviti provenienti dal proprio vigneto, mentre la liqueur de tirage viene preparata utilizzando vino aziendale e zucchero di canna; i dosaggi finali sono molto bassi e numerose selezioni vengono commercializzate senza dosage. La cuvée simbolo è Bulles de Comptoir, Champagne che cambia leggermente identità ed etichetta a ogni uscita e riunisce Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Blanc provenienti principalmente da Landreville, con contributi di Celles-sur-Ource ed Essoyes. Alla base dell’annata viene aggiunta una parte di réserve perpétuelle iniziata nel 2010 e conservata interamente in legno, creando un legame continuo tra vendemmie differenti; nelle edizioni recenti la fermentazione avviene spontaneamente in botte, il vino rimane lungamente sulle fecce e viene imbottigliato con dosaggi minimi e senza aggiunte significative di solforosa. Bulles de Comptoir è diventata negli anni una sorta di diario della cantina: ogni numero racconta una nuova vendemmia e viene accompagnato da un’etichetta differente, spesso realizzata in collaborazione con artisti, sottolineando il carattere libero e volutamente non standardizzato del progetto. Accanto a questa cuvée Charles ha sviluppato una serie di interpretazioni parcellari e monovarietali che mostrano la diversità del suo patrimonio. Avalon è dedicato allo Chardonnay di Essoyes, mentre Le Champ du Clos ha portato in primo piano il Pinot Blanc, vinificato autonomamente e dimostrando quanto questa varietà quasi dimenticata possa generare Champagne complessi e territoriali. Le Haut de la Guignelle, Le Corroy e altre micro-cuvée approfondiscono ulteriormente il rapporto con singole parcelle, mentre il progetto Bistrøtage nasce dalle vigne legate alla madre Françoise Martinot: si tratta di vini provenienti da un patrimonio familiare distinto, generalmente legati a una singola vendemmia, vinificati senza solforosa aggiunta e senza dosage. Negli ultimi anni la ricerca si è estesa anche ai Coteaux Champenois e a una nuova lettura delle riserve storiche familiari; dal millesimo 2021 Charles ha inoltre avviato una seconda réserve perpétuelle recuperando vecchi Champagne millesimati prodotti dal padre Robert tra il 1982 e il 2009, creando un ponte particolarmente affascinante tra il lavoro delle generazioni precedenti e quello attuale. Charles Dufour rappresenta così una delle espressioni più libere della Côte des Bar: Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Blanc, terreni giurassici, agricoltura biologica, fermentazioni spontanee, pièces borgognone, assenza di filtrazione, solforosa ridottissima e dosaggi minimi sono gli strumenti attraverso cui costruisce vini profondamente vinosi, energici e volutamente lontani dall’idea di uno Champagne tecnicamente standardizzato. Dietro questa apparente libertà esiste però una conoscenza precisa delle vigne e una forte continuità familiare: il patrimonio del padre, quello della madre Françoise Martinot e le vecchie riserve di Robert Dufour vengono oggi reinterpretati attraverso una sensibilità completamente contemporanea. Bulles de Comptoir ne rappresenta la sintesi più immediata, mentre le cuvée parcellari, Bistrøtage e i Coteaux Champenois mostrano il lato più sperimentale del progetto. È proprio questa capacità di mettere insieme memoria familiare e libertà assoluta di vinificazione ad aver trasformato Charles Dufour in uno dei nomi più riconoscibili della nuova Côte des Bar.