ROERO ARNEIS DOCG "SARA" 2024 - CARLO GIACOSA
Abbinamenti, Si abbina piacevolmente con carni bianche e piatti di pesce ma è ottimo anche come aperitivo.
Alcol, 13%
Annata, 2024
Denominazione, Roero Arneis DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Arneis 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice il "Sara" 2024 mostra un giallo paglierino brillante con delicati riflessi verdolini. Il bouquet è fresco e immediatamente riconoscibile, con fiori bianchi, agrumi e frutta a polpa bianca che emergono con grande pulizia. Mela, pera e pesca bianca incontrano progressivamente scorza di limone e leggere sensazioni floreali, costruendo un profilo elegante più che esuberante. Al palato è secco, sapido e minerale, ma il lavoro sulle fecce fini gli dona una piacevole sensazione di volume e morbidezza che bilancia perfettamente la freschezza. Il bâtonnage rende il centro bocca più pieno e armonioso, mentre la componente minerale accompagna il vino verso un finale pulito e persistente, nel quale ritornano agrumi e frutta bianca. È proprio il contrasto tra freschezza e rotondità a renderlo particolarmente riuscito: immediato da bere, ma tutt'altro che semplice nella costruzione.
CURIOSITÀ:
Il Roero Arneis DOCG "Sara" 2024 di Carlo Giacosa è l'espressione bianca di una storica realtà familiare di Barbaresco, conosciuta soprattutto per le sue interpretazioni del Nebbiolo ma capace di lavorare l'Arneis con la stessa sensibilità tradizionale. Il vino nasce da Arneis in purezza, coltivato su terreni calcareo-argillosi con affioramenti sabbiosi, una combinazione particolarmente adatta a questo vitigno perché permette di ottenere vini profumati e fragranti, ma contemporaneamente dotati di una marcata impronta sapida. Le viti sono allevate a Guyot modificato ad archetto. In cantina l'approccio è orientato alla conservazione della freschezza, ma con un passaggio tecnico particolarmente interessante: dopo una pressatura soffice, il mosto fermenta a temperatura controllata tra 15 e 17 °C; terminata la fermentazione viene effettuato un primo travaso per eliminare le fecce più grossolane, mentre il vino continua ad affinare sulle fecce fini. Queste vengono periodicamente riportate in sospensione attraverso bâtonnage ogni due o tre giorni, aumentando volume, morbidezza e complessità gustativa senza ricorrere al legno. Il risultato è un Arneis che conserva tutta la fragranza varietale ma possiede una bocca più ampia e armoniosa del classico bianco di pronta beva.
Carlo Giacosa +
La cantina Giacosa è il racconto di una famiglia che, da quattro generazioni, vive e interpreta il Barbaresco con passione, dedizione e profondo rispetto per il territorio di Barbaresco. Le sue radici affondano negli anni ’50, quando la famiglia Giacosa conduce un’azienda agricola e produce vino principalmente per consumo personale, vendendone una parte sfusa. È il 1955 quando Donato Giacosa diventa socio fondatore della Produttori del Barbaresco, cooperativa nata grazie all’iniziativa di Don Fiorino Marengo e di 19 viticoltori locali. Un’esperienza pionieristica che segna profondamente la visione della famiglia e contribuisce alla crescita qualitativa del territorio. Alla fine degli anni ’50, Carlo Giacosa sceglie di rinunciare a una carriera nell’aeronautica per dedicarsi ai vigneti di famiglia. Dopo un periodo di lavoro come cantiniere presso la cooperativa, inizia la costruzione dell’attuale cantina e nel 1967 compie una scelta decisiva: non conferire più le uve nebbiolo alla cantina sociale, ma produrre Barbaresco con il proprio marchio. Sono anni di grande fermento, in cui questo vino conquista notorietà e prestigio a livello internazionale. Negli anni ’90 la cantina si distingue per una visione lungimirante: Carlo è tra i primi a puntare con decisione su genuinità, selezione in vigna e valorizzazione dei cru, intuendo l’importanza del legame profondo tra vitigno e territorio. Il diradamento diventa uno strumento fondamentale per garantire qualità e costanza produttiva, come dimostra la vendemmia 1997. Nel 2006 avviene il passaggio di testimone a Maria Grazia, figlia di Carlo, presente in cantina fin da giovanissima e oggi guida dell’azienda. Con lei la tradizione si fonde con uno sguardo moderno e progettuale. Dal 2014 entra in azienda anche Luca, quarta generazione, che sceglie di proseguire il percorso familiare. Negli ultimi anni la cantina ha investito nell’acquisto di nuove vigne, nell’ampliamento e ammodernamento dei locali di vinificazione e nell’apertura di una sala degustazione, uno spazio accogliente e conviviale dove condividere i vini con clienti e amici. Il logo aziendale, che raffigura la veduta di Barbaresco con la sua iconica torre, simboleggia il legame indissolubile tra la famiglia, il paese e il suo grande vino. Una storia di continuità, scelte coraggiose e amore per la terra, che rende la cantina Giacosa una realtà solida e autentica nel panorama del Barbaresco.