VALLEE D'AOSTE PETITE ARVINE DOC 2023 - ANSELMET
Abbinamenti, Perfetto da bere con uova e torte salate, antipasti pesce affumicato, formaggi freschi, sushi e sashimi, tartare di pesce.
Alcol, 14%
Annata, 2023
Denominazione, Valle d'Aosta DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Valle d'Aosta (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, 100% Petite Arvine
NOTE SENSORIALI:
Di colore giallo brillante con netti profumi citrini, di mela cotogna e richiami di zafferano e melissa. Al palato il gusto è ben bilanciato, fresco ed avvolgente. Si apprezza per il suo profilo minerale che riporta alla roccia in un torrente di montagna.
CURIOSITÁ:
Da due parcelle (Saint Pierre e Villeneuve) a 800-900 metri s.l.m. impiantate intorno al 2000
Anselmet +
Anselmet è una delle cantine che meglio raccontano il carattere della viticoltura di montagna della Valle d’Aosta. La famiglia è legata alla vite da secoli e porta avanti una storia costruita tra piccoli vigneti, forti pendenze e varietà locali, in un territorio dove il lavoro dell’uomo deve continuamente adattarsi alle condizioni imposte dalle Alpi.
Le origini viticole degli Anselmet sono molto antiche e testimoniano un rapporto con il vino che attraversa diverse generazioni. La storia moderna dell’azienda prende però forma con Renato Anselmet, che negli anni Settanta comincia a trasformare quella che era essenzialmente una produzione familiare in un’attività sempre più attenta alla qualità e alla valorizzazione delle proprie vigne.
Negli anni Novanta entra in azienda il figlio Giorgio Anselmet, dando nuovo impulso al progetto. La sua visione parte dalla volontà di comprendere più profondamente le potenzialità della Valle d’Aosta, recuperando antichi vitigni locali e sperimentando allo stesso tempo con varietà capaci di adattarsi alle particolari condizioni climatiche della regione.
La cantina ha sede a Villeneuve, in una posizione strategica per seguire vigneti distribuiti in differenti zone della valle. La frammentazione delle parcelle è una delle caratteristiche della viticoltura valdostana: piccoli appezzamenti si alternano lungo pendii e terrazzamenti, spesso in luoghi dove la meccanizzazione è difficile e molte operazioni devono ancora essere eseguite manualmente.
L’altitudine è uno degli elementi determinanti. Le vigne crescono in condizioni molto differenti a seconda della quota e dell’esposizione, permettendo alla famiglia di individuare per ogni varietà il luogo più adatto. Le importanti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono maturazioni graduali e aiutano a conservare freschezza e intensità aromatica nelle uve.
Anche la geologia contribuisce alla complessità del territorio. La formazione delle Alpi ha creato una grande varietà di terreni, spesso poveri, sassosi e caratterizzati da differenti componenti minerali. Ogni vigneto può quindi comportarsi in maniera diversa e richiede un lavoro specifico, costruito attraverso l’esperienza e l’osservazione delle singole annate.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto Anselmet è la valorizzazione del patrimonio varietale valdostano. Petit Rouge, Fumin, Cornalin e Mayolet convivono con altre uve coltivate storicamente sulle montagne della regione, permettendo di conservare una biodiversità viticola che rappresenta una parte importante dell’identità della Valle d’Aosta.
Accanto alle varietà autoctone trovano spazio anche vitigni internazionali, interpretati però attraverso una sensibilità profondamente alpina. Chardonnay e Pinot Noir, ad esempio, trovano nelle altitudini e nelle escursioni termiche della valle condizioni capaci di conferire ai vini una personalità molto diversa rispetto a quella sviluppata in territori più caldi.
In cantina non viene seguito un unico metodo per tutte le etichette. Acciaio, legno e differenti periodi di affinamento vengono scelti in funzione delle caratteristiche dell’uva e della singola vendemmia. L’obiettivo rimane quello di accompagnare il vino senza perdere la freschezza e la tensione che rappresentano alcuni dei caratteri più riconoscibili della viticoltura valdostana.
Il lavoro di Giorgio Anselmet ha contribuito anche alla riscoperta di varietà che nel corso del Novecento avevano rischiato di scomparire. Recuperare queste uve significa preservare non soltanto un patrimonio genetico, ma anche una parte della storia agricola della regione e delle tradizioni delle comunità che per secoli hanno coltivato le pendici della valle.
Oggi Anselmet rimane una realtà profondamente familiare, cresciuta senza perdere il rapporto diretto con il vigneto. La produzione racconta la Valle d’Aosta attraverso numerose varietà e parcelle, mostrando quanto un territorio geograficamente piccolo possa racchiudere una sorprendente diversità di espressioni.
Anselmet rappresenta così una storia di montagna, famiglia e viticoltura eroica. Dai vitigni autoctoni alle varietà internazionali, ogni vino nasce dal confronto con altitudine, pendenze e forti escursioni termiche, seguendo una filosofia che cerca di trasformare le difficoltà dell’ambiente alpino nel carattere più autentico e riconoscibile della produzione.