CANTINA DI CUNÉAZ

VINO ROSSO CON I RASPI "PIC TEN" 2022 - CANTINA DI CUNÉAZ

Prezzo di listino €25,90

Abbinamenti, Perfetto in abbinamento a salumi valdostani, carbonade, selvaggina da piuma, formaggi d’alpeggio o cucina di montagna ricca di erbe aromatiche e spezie.
Alcol, 13%
Annata, 2022
Denominazione, Vino Rosso
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Valle d'Aosta (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Blend di uvaggi autoctoni e internazionali a bacca rossa

NOTE SENSORIALI:

All’olfatto sprigiona piccoli frutti rossi croccanti, melograno, erbe alpine, pepe, radici e leggere sfumature balsamiche. In bocca è vibrante, dinamico, succoso, con tannini nervosi ma fini e una freschezza montana che accompagna il sorso fino a un finale sapido e speziato. Un rosso fuori dagli schemi, gastronomico e di forte personalità, capace di raccontare tutta l’autenticità della viticoltura alpina più artigianale.

CURIOSITÁ:

“Pic Ten” è uno dei vini più identitari e radicali della Cantina di Cunéaz: un rosso valdostano artigianale che nasce da una visione libera e contadina, dove il lavoro sui raspi diventa elemento centrale nella costruzione del vino. Il nome richiama il “pic”, il tradizionale attrezzo agricolo di montagna, simbolo della viticoltura eroica valdostana fatta di fatica, pendenze e lavoro manuale. Prodotto da vecchie vigne coltivate in altura tra i versanti della Valle d’Aosta, questo vino viene vinificato con una presenza importante di grappoli interi e raspi, scelta che dona energia, tensione e una trama speziata estremamente riconoscibile. La fermentazione spontanea e gli interventi minimi in cantina lasciano emergere un carattere vivo, diretto e profondamente territoriale.

Cantina Di Cunéaz

La Cantina di Cunéaz Nadir nasce a Gressan, alle porte di Aosta, in una dimensione familiare, minuscola e profondamente legata alla viticoltura di montagna. È una realtà nata ufficialmente nel 2009, ma fondata su una storia agricola precedente, fatta di vigne curate prima dal nonno e poi dal padre di Nadir, per anni destinate soprattutto all’autoconsumo. Qui il vino è prima di tutto custodia: custodia di vecchi vigneti valdostani, di parcelle ripide, di vitigni locali spesso rari e dimenticati, di una memoria contadina che rischierebbe di scomparire. I vigneti si trovano tra Gressan e Jovençan, in un contesto alpino dove la vite vive di escursioni termiche, suoli poveri, muretti, fatica manuale e rese naturalmente contenute. La produzione è artigianale, limitata, sincera. In cantina si lavora con l’idea di accompagnare il vino più che costruirlo: fermentazioni spontanee, interventi ridotti, affinamenti semplici e rispetto assoluto della materia prima. Tra i protagonisti ci sono varietà storiche della Valle d’Aosta come Petit Rouge, Vien de Nus, Fumin, Vuillermin e altri vitigni autoctoni che raccontano un territorio unico, lontano dalle mode e dalle produzioni standardizzate. I vini di Cunéaz hanno un’anima schietta e montanara: non cercano potenza fine a sé stessa, ma energia, freschezza, verticalità e identità. Sono bottiglie che parlano di altitudine, di mani, di famiglia e di una Valle d’Aosta autentica, piccola nei numeri ma enorme nel carattere.