DOMAINE LABRUYERE

CHAMPAGNE BLANC DE NOIRS GRAND CRU "PARADOXE" - DOMAINE J.M. LABRUYÈRE

Prezzo di listino €97,50 Prezzo di vendita€117,00risparmi €19,50

Abbinamenti, La struttura del Pinot Noir, la cremosità della lunga permanenza sui lieviti e il dosaggio Extra Brut rendono Paradoxe uno Champagne particolarmente adatto alla tavola. È eccellente con tartare di tonno, salmone, crostacei e pesci dalla carne consistente, ma possiede sufficiente profondità per accompagnare rombo al forno, capesante scottate, astice e preparazioni di pesce alla griglia. La componente fruttata e speziata permette di spingersi anche verso carni bianche, maiale, anatra e pollame arrosto, soprattutto quando accompagnati da salse non eccessivamente ricche. Molto interessante anche con funghi, Parmigiano Reggiano e formaggi di media stagionatura, dove freschezza e sapidità riescono a bilanciare efficacemente la componente grassa.
Alcol, 12%
Annata, Sans Année
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Paradoxe di J.M. Labruyère è un Blanc de Noirs che mette al centro il Pinot Noir di Verzenay, uno dei Grand Cru più prestigiosi della Montagne de Reims, interpretandone contemporaneamente la struttura e la particolare finezza. Nel calice si presenta con un colore oro brillante, attraversato da leggere sfumature ramate, e un perlage fine e persistente. Il profilo aromatico è intenso ma preciso: ciliegia e piccoli frutti rossi si intrecciano a mela e frutta a polpa bianca, seguiti da scorza di agrumi, anice e spezie dolci. La lunga permanenza sui lieviti aggiunge progressivamente sfumature di brioche e frutta secca, mentre il piccolo contributo del legno amplia il quadro senza modificarne la purezza. In bocca è cremoso e avvolgente all’ingresso, per poi distendersi su una trama decisamente più tesa e sapida. La maturità del Pinot Noir dona volume e profondità, mentre agrumi e mineralità mantengono il sorso energico e verticale. Il dosaggio molto contenuto lascia emergere con grande chiarezza il carattere del territorio e accompagna verso un finale lungo, asciutto e persistente, nel quale ritornano ciliegia, scorza di limone e spezie. È uno Champagne gastronomico, strutturato ma elegante, che mostra perfettamente quanto il Pinot Noir di Verzenay possa coniugare forza e raffinatezza.

CURIOSITÀ:

Paradoxe è prodotto da 100% Pinot Noir proveniente esclusivamente da Verzenay, villaggio classificato Grand Cru nella Montagne de Reims e territorio particolarmente vocato per questa varietà. La versione attualmente proposta dalla Maison è un millesimato 2018 e nasce dall’unione di quattro parcelle: Espérance, che rappresenta il 40% dell’assemblaggio, Les Potences, La Chenille e Les Perthois, ciascuna presente per il 20%. Le viti hanno un’età media di circa 45 anni e affondano le radici in terreni argilloso-calcarei. L’annata 2018 fu caratterizzata inizialmente da un inverno mite e piovoso e da una primavera calda, seguiti da un’estate molto calda che portò a una maturazione particolarmente completa delle uve e a una vendemmia precoce, iniziata il 27 agosto. Le differenti parcelle vengono lavorate separatamente e soltanto successivamente assemblate, così da costruire un Blanc de Noirs capace di riunire le diverse sfumature del Pinot Noir di Verzenay. Soltanto il 4% del vino viene affinato in fusti di rovere, una percentuale volutamente minima che aggiunge complessità senza imprimere un carattere legnoso. Per la 2018 il tiraggio è avvenuto il 26 aprile 2019 e il dégorgement nel dicembre 2023, dopo oltre quattro anni di lenta maturazione sui lieviti. Il dosaggio finale è di appena 3,2 g/l, collocandolo nella categoria Extra Brut. Paradoxe fa parte delle quattro cuvée identitarie dello Champagne J.M. Labruyère insieme a Prologue, Anthologie e Page Blanche e racconta anche la particolare storia della famiglia Labruyère, originaria del Beaujolais e oggi presente con proprietà in Borgogna, Bordeaux e Champagne: un patrimonio di esperienze diverse che ha portato a Verzenay un approccio estremamente preciso, fondato sulla vinificazione separata delle parcelle e sulla valorizzazione del singolo terroir.

Domaine Labruyere

La storia vitivinicola della famiglia Labruyère nasce nel 1850 a Romanèche-Thorins, nel cuore di quello che sarebbe diventato il cru Moulin-à-Vent, quando Jean-Marie Labruyère si stabilisce nel borgo di Les Thorins e acquista i primi vigneti. Da allora sette generazioni hanno progressivamente costruito uno dei patrimoni familiari più interessanti del vino francese, partendo dal Beaujolais e arrivando successivamente in Borgogna, a Bordeaux e infine in Champagne. Il passaggio fondamentale della storia contemporanea avviene nel 2008, quando Jean-Pierre Labruyère affida al figlio Édouard la guida delle proprietà viticole di famiglia. Édouard intraprende un profondo lavoro di valorizzazione dei singoli terroir insieme all’enologa Nadine Gublin, figura centrale anche al Domaine Jacques Prieur di Meursault, applicando a Moulin-à-Vent una filosofia fortemente ispirata alla precisione parcellare borgognona. Domaine Labruyère rappresenta ancora oggi la culla della famiglia e possiede alcuni dei terroir più significativi della denominazione. Il protagonista assoluto è il Gamay, coltivato sui caratteristici terreni granitici ricchi di quarzo che distinguono Moulin-à-Vent e che permettono alla varietà di raggiungere una struttura e una capacità di invecchiamento decisamente superiori all’immagine più semplice e immediata spesso associata al Beaujolais. Il patrimonio comprende parcelle come Le Carquelin e Champ de Cour, ma il vero gioiello della proprietà è Le Clos du Moulin-à-Vent, circa un ettaro situato immediatamente ai piedi dello storico mulino e unico monopole dell’intera appellation. Ogni parcella viene vinificata separatamente con un approccio più vicino alla grande Borgogna che alla tradizionale vinificazione del Beaujolais: vendemmia manuale in piccole cassette, doppia selezione delle uve, fermentazioni in vasche di cemento termoregolate e affinamenti prolungati in legno, generalmente tra 16 e 20 mesi. L’obiettivo è mostrare quanto il Gamay, quando proviene da grandi terroir e viene lavorato senza scorciatoie, possa generare vini profondi, minerali e longevi. Questa stessa concezione del vino porta la famiglia nel 2012 ad aprire un nuovo capitolo in Champagne, scegliendo la Montagne de Reims e in particolare Verzenay, uno dei diciassette villaggi classificati Grand Cru e uno dei territori storicamente più prestigiosi per il Pinot Noir. Nasce così Champagne J.M. Labruyère, nome scelto da Édouard come omaggio al fondatore Jean-Marie, suo antenato di sei generazioni prima. Il progetto viene costruito insieme a Nadine Gublin e al tecnico champenois Vincent Van Waesberghe, applicando alle vigne di Champagne la stessa attenzione parcellare maturata tra Moulin-à-Vent, Meursault e Pomerol. Tra il 2012 e il 2014 la famiglia acquisisce circa sei ettari nei Grand Cru di Verzenay e Verzy, con un patrimonio composto indicativamente per il 70% da Pinot Noir e per il 30% da Chardonnay. Le vigne comprendono lieux-dits particolarmente interessanti come Les Rochelles, Les Champs Saint-Martin, Les Longues Raies, Les Champs Romés e Les Potences. A Verzenay la Montagne de Reims crea condizioni climatiche particolari e la craie costituisce la matrice fondamentale dei suoli, permettendo al Pinot Noir di sviluppare contemporaneamente struttura, tensione e grande capacità evolutiva. La vendemmia è manuale e la selezione comincia direttamente in vigneto; le parcelle vengono lavorate separatamente e la vinificazione utilizza acciaio e legno secondo l’identità delle uve, con un'impostazione volutamente ispirata alla Borgogna. Il progetto non nasce infatti con l’obiettivo di costruire semplicemente uno Champagne riconoscibile attraverso un assemblaggio costante, ma di leggere le differenze tra i singoli terroir Grand Cru e produrre vini capaci di esprimere la personalità delle vigne di Verzenay e Verzy. Anche per questo la produzione rimane estremamente selettiva e la famiglia controlla direttamente tutte le fasi, dalla coltivazione alla vinificazione e all’affinamento. Champagne J.M. Labruyère e Domaine Labruyère rappresentano quindi due anime dello stesso pensiero: da una parte il Gamay di Moulin-à-Vent, dall’altra Pinot Noir e Chardonnay della Montagne de Reims, ma in entrambi i casi la parcella viene considerata l’unità fondamentale attraverso cui interpretare il territorio. Il filo conduttore è la famiglia Labruyère, presente nel vino dal 1850 e capace nel tempo di costruire un patrimonio che comprende anche Domaine Jacques Prieur in Borgogna e Château Rouget a Pomerol. Édouard Labruyère e Nadine Gublin hanno trasferito tra queste proprietà una stessa ricerca di precisione, adattandola però alle caratteristiche di ogni regione: granito e Gamay a Moulin-à-Vent, craie e Pinot Noir a Verzenay. Le Clos du Moulin-à-Vent e i lieux-dits Grand Cru della Montagne de Reims diventano così due espressioni apparentemente lontane ma unite dalla medesima filosofia: partire da grandi vigneti, vinificarli individualmente e lasciare che sia il terroir, più che una ricetta di cantina, a costruire l’identità del vino.