CHARTOGNE TAILLET

CHAMPAGNE EXTRA BRUT "SAINTE ANNE" BASE 2023 - CHARTOGNE TAILLET

Prezzo di listino €45,80 Prezzo di vendita€62,00risparmi €16,20

Abbinamenti, Ottimo come aperitivo, si accompagna bene con frittate, piatti di verdure mediamente strutturati e secondi a base di pesce, fritture leggere, crudité di mare.
Alcol, 12,5%
Annata, Base 2023
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, 50% Chardonnay, 40% Pinot Noir e 10% Meunier

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Brut Cuvée “Sainte Anne” di Chartogne-Taillet si presenta nel calice con un giallo paglierino luminoso e un perlage fine e continuo. Al naso esprime eleganza e profondità, con note di miele, pasticceria e crosta di pane che si intrecciano in modo armonioso, dando vita a un profilo raffinato e coerente. In bocca è equilibrato e preciso, sostenuto da una bella tensione minerale e da una sapidità persistente che accompagna il sorso con grande finezza. La struttura è solida ma mai pesante, capace di unire complessità e bevibilità. Uno Champagne che interpreta con delicatezza il proprio terroir, perfetto in abbinamento a piatti strutturati e ricchi di sfumature, ma anche ideale per chi cerca profondità ed eleganza nel calice.

CURIOSITÁ:

Lo Champagne Brut Cuvée “Sainte Anne” di Chartogne-Taillet è una delle etichette più rappresentative della maison, ottenuta da vigneti situati a nord del villaggio di Merfy. L’assemblaggio vede una predominanza di Chardonnay (50%), affiancato da Pinot Noir (40%) e Meunier (10%), provenienti da suoli sabbiosi e argillosi che donano equilibrio e finezza. La cantina opera come Récoltant Manipulant, vinificando esclusivamente uve di proprietà per mantenere un controllo totale sulla qualità e sull’identità del vino. Le vigne, con un’età media di almeno 25 anni, sono coltivate con approccio naturale e rispettoso. Dopo la vendemmia manuale, la fermentazione avviene in acciaio inox con lieviti indigeni, seguita dalla seconda fermentazione secondo il Metodo Champenoise. Il vino non viene filtrato e affina sui lieviti per circa 24 mesi, sviluppando complessità ed eleganza. La cuvée è basata sull’annata 2023, con un dosaggio di 3,8 g/l che ne esalta precisione e bevibilità, ed è stata dégorgée a luglio 2024.

Chartogne Taillet

Chartogne-Taillet è una delle realtà più affascinanti della Champagne contemporanea, profondamente legata al piccolo villaggio di Merfy, pochi chilometri a nord-ovest di Reims, nel Massif de Saint-Thierry. Oggi la tenuta è guidata da Alexandre Chartogne, che ha trasformato la conoscenza delle singole vigne e della loro geologia nel cuore del proprio lavoro, costruendo Champagne capaci di raccontare con grande precisione le differenti anime di questo territorio.
La famiglia Chartogne possiede una lunga storia viticola a Merfy, villaggio che nei secoli passati godeva di una reputazione importante per la qualità dei propri vini. Con Alexandre questa eredità viene riletta attraverso una ricerca estremamente approfondita sul rapporto tra vite, suolo e sottosuolo, con particolare attenzione al modo in cui le radici riescono a esplorare i differenti strati geologici.
Merfy rappresenta infatti un caso particolare all’interno della Champagne. Il sottosuolo non è dominato esclusivamente dalla craie, ma presenta un mosaico complesso di sabbie, argille, tuffeau e differenti formazioni calcaree. Anche parcelle relativamente vicine possono quindi mostrare caratteristiche profondamente diverse, influenzando il comportamento della vite e il profilo dei vini.
È proprio questa diversità ad aver spinto Alexandre verso una lettura sempre più parcellare della proprietà. Ogni vigneto viene considerato come un ambiente autonomo e osservato nel corso degli anni per comprenderne equilibrio, disponibilità d’acqua, profondità delle radici e risposta alle differenti condizioni climatiche.
Il lavoro in vigna cerca di preservare la vitalità naturale del terreno. Alexandre attribuisce grande importanza alla struttura del suolo e alla possibilità per le radici di svilupparsi in profondità, evitando quando possibile interventi capaci di alterarne eccessivamente l’equilibrio. Anche erbe e vegetazione spontanea diventano strumenti attraverso cui osservare e comprendere ciò che accade sotto la superficie.
Uno dei vigneti più emblematici è Les Barres, caratterizzato da terreni particolarmente sabbiosi. Proprio la natura di questi suoli ha permesso la sopravvivenza di vecchie viti a piede franco, non innestate, creando una delle espressioni più particolari della proprietà. Qui il Meunier diventa protagonista assoluto e mostra una profondità che supera completamente l’immagine di semplice varietà complementare con cui è stato a lungo considerato in Champagne.
Orizeaux rappresenta invece una delle interpretazioni più importanti del Pinot Noir. La combinazione tra sabbie e substrato calcareo crea condizioni differenti rispetto a Les Barres e permette ad Alexandre di mostrare quanto il carattere di un vitigno possa cambiare in funzione della parcella dalla quale proviene.
Un’altra vigna fondamentale è Les Couarres, dove la maggiore presenza di argilla e la diversa capacità del terreno di trattenere acqua modificano profondamente il comportamento delle piante. Anche in questo caso il vino viene trattato individualmente, scegliendo vinificazione e affinamento sulla base delle caratteristiche specifiche della vendemmia.
Le Chemin de Reims racconta invece il volto dello Chardonnay di Merfy. Le sabbie calcaree e la presenza di ferro sopra gli strati di craie contribuiscono a creare un vino dalla personalità precisa, nel quale Alexandre ricerca soprattutto tensione, struttura e capacità di trasmettere la particolare geologia della parcella.
Pinot Noir, Chardonnay e Meunier vengono quindi considerati soprattutto come strumenti attraverso cui leggere il territorio. Il vitigno rimane importante, ma è la provenienza a rappresentare il centro della filosofia di Chartogne-Taillet. La stessa varietà può assumere espressioni completamente differenti cambiando terreno, esposizione o profondità del sottosuolo.
Accanto alle cuvée parcellari, Sainte Anne rappresenta una lettura più ampia di Merfy. Attraverso l’assemblaggio di differenti varietà, parcelle e vini di riserva, Alexandre cerca di restituire un’immagine complessiva del villaggio, mantenendo quella combinazione di energia, profondità e tensione che caratterizza lo stile della tenuta.
Anche in cantina non esiste una formula prestabilita. Alexandre utilizza recipienti differenti e adatta vinificazione e affinamento al comportamento di ogni vino. Il legno viene utilizzato come strumento e non come elemento stilistico dominante, mentre il rapporto con l’ossigeno viene gestito diversamente a seconda delle caratteristiche della singola cuvée.
L’obiettivo non è quindi produrre Champagne perfettamente uniformi da un’annata all’altra. Al contrario, le differenze vengono considerate parte essenziale del racconto: ogni vendemmia modifica l’equilibrio della vigna e ogni parcella reagisce a queste variazioni secondo la propria natura.
Chartogne-Taillet rappresenta così una delle interpretazioni più territoriali di Merfy. Les Barres, Orizeaux, Les Couarres e Chemin de Reims non sono semplicemente nomi riportati su un’etichetta, ma differenti letture di sabbia, argilla e craie attraverso Meunier, Pinot Noir e Chardonnay. Il lavoro di Alexandre Chartogne nasce proprio da questa ricerca: comprendere ciò che accade sotto la vigna e intervenire con sensibilità, affinché ogni Champagne possa conservare la voce del luogo dal quale proviene.