COESSENS

CHAMPAGNE BLANC DE NOIR BRUT ROSÉ DE SAIGNÉE LIEU DIT MONOPOLE "LARGILLIER" 2022 - COESSENS

Prezzo di listino €95,00 Prezzo di vendita€107,00risparmi €12,00

Abbinamenti, La struttura quasi da vino rosso e la freschezza dello Champagne Largillier Rosé 2022 lo rendono ideale per accompagnare l’intero pasto. È splendido con tonno scottato, salmone alla griglia, crostacei, astice e aragosta, ma regge magnificamente anche anatra, faraona e agnello grazie alla profondità del Pinot Noir. Molto interessante con tartare di manzo, prosciutto crudo di lunga stagionatura e preparazioni leggermente affumicate, dove la componente vinosa e minerale trova una naturale continuità. Da provare anche con capesante rosolate, risotto ai crostacei o un petto d’anatra accompagnato da frutti rossi.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Brut Rosé de Saignée “Largillier” 2022 di Coessens si presenta con un rosa intenso e luminoso, quasi rubino, attraversato da un perlage fine e persistente. Il naso è profondo e vinoso, con fragolina di bosco, lampone maturo, ciliegia e amarena che si intrecciano a melograno e scorza d’arancia. Con l’ossigenazione emergono sfumature più scure di nocciolo di ciliegia, spezie, terra e una netta sensazione gessosa e calcarea. Al palato è ampio e carnoso, con una materia decisamente superiore a quella di molti Champagne rosé, ma sostenuta da freschezza e mineralità che mantengono il sorso energico. Il Pinot Noir dona profondità e una leggera presa tannica, mentre la componente salina accompagna tutta la progressione. Il finale è lungo, vinoso e asciutto, con ritorni di frutti rossi, ciliegia selvatica e pietra. Un rosé gastronomico, potente ma estremamente preciso.

CURIOSITÀ:

Largillier è molto più di un semplice nome di cuvée: è un vero lieu-dit monopole di proprietà esclusiva della famiglia Coessens a Ville-sur-Arce, nella Côte des Bar. Jérôme Coessens lavora qui con un’unica varietà, il Pinot Noir, e con una filosofia quasi borgognona, interpretando separatamente le diverse sottozone del vigneto. Il Rosé de Saignée nasce esclusivamente dalla sotto-parcella chiamata “Matière”, selezionata per la maggiore struttura delle sue uve, e viene prodotto soltanto nelle annate in cui maturità fenolica e sanità dei grappoli sono perfette. Il 2022 è quindi un millesimo unico, 100% Pinot Noir. Le uve vengono raccolte mature, pigiate con i piedi secondo un metodo tradizionale e lasciate macerare con le bucce per estrarre colore, aromi e materia; segue la fermentazione malolattica e l’affinamento sui lieviti. Largillier poggia su marne kimmeridgiane con alternanza di argilla e calcare: l’argilla dona corpo, mentre il calcare contribuisce alla tensione e alla caratteristica impronta minerale. La produzione può fermarsi a circa 3.000 bottiglie nelle annate in cui viene realizzato.

Coessens

Champagne Coessens è una delle realtà più originali della Côte des Bar, costruita da Jérôme Coessens attorno a un principio quasi radicale: interpretare un unico terroir attraverso un unico vitigno, il Pinot Noir, seguendo una filosofia che lui stesso definisce “à la Bourguignonne”. Jérôme nasce nell’Aube all’interno di una famiglia che possiede vigne da cinque generazioni nei dintorni di Ville-sur-Arce e, dopo sette anni trascorsi come chef de culture per un importante gruppo champenois, nel 2006 decide di creare la propria maison e vinificare direttamente le uve familiari; nel 2008 viene affiancato dalla moglie Valérie e più recentemente anche il figlio Grégoire è entrato nel progetto. Il cuore assoluto del domaine è Largillier, climat di Ville-sur-Arce appartenente in monopole alla famiglia Coessens e piantato esclusivamente a Pinot Noir. Qui Jérôme ha costruito praticamente l’intera identità della maison: non una gamma ottenuta cercando uve in villaggi differenti, ma molteplici interpretazioni della stessa collina. Nel 2011 ha fatto realizzare approfondite fosse pedologiche per comprendere meglio il vigneto e le analisi hanno identificato un terreno appartenente al Kimmeridgiano marnoso, caratterizzato dall’alternanza di argilla e calcare e con forti analogie geologiche con alcuni grandi terroir di Chablis. L’argilla contribuisce alla struttura e alla materia dei vini, mentre gli strati calcarei favoriscono freschezza, mineralità e lunghezza; la fertilità naturalmente contenuta limita inoltre la vigoria delle piante e permette al Pinot Noir di raggiungere maturazioni complete senza perdere equilibrio. È però osservando per anni il comportamento delle uve che Jérôme arriva all’intuizione più interessante: all’interno dello stesso Largillier riconosce quattro zone capaci di generare profili gustativi costantemente differenti e decide di chiamarle Minéral, Fruit, Fleur e Matière. Da queste quattro sotto-parcelle possono nascere fino a otto vini diversi, prodotti separatamente oppure assemblati secondo il carattere dell’annata. La selezione viene concentrata sulle vigne più vecchie, considerate capaci, grazie alle radici profonde, di leggere con maggiore precisione le differenti componenti del terreno. È un approccio estremamente vicino alla concezione borgognona del climat: il Pinot Noir rimane lo stesso, il luogo apparentemente anche, ma piccole variazioni di suolo ed esposizione diventano sufficienti per creare vini profondamente differenti. Il Blanc de Noirs nasce dall’incontro delle zone Fruit e Fleur e rappresenta la lettura più immediata di Largillier, con un carattere floreale, fruttato e vinoso sostenuto dalla componente minerale; il Brut Nature proviene invece dalla zona Minéral ed elimina completamente il dosage per mettere in primo piano tensione, agrumi, calcare e pietra focaia. Il Rosé de Saignée nasce dalla sotto-parcella Matière e utilizza la macerazione del Pinot Noir per ottenere struttura e intensità direttamente dalle bucce, mentre Les Sens Boisés esplora la stessa zona attraverso il rapporto con il legno. Il Millésime viene prodotto soltanto in alcune annate, sempre dalla parcella Matière, con fermentazione malolattica, élevage sulle fecce e una produzione che può limitarsi a circa 3.000 bottiglie. Exogyre rappresenta invece l’eccezione alla logica del singolo millesimo: riunisce diverse vendemmie e tutte e quattro le espressioni di Largillier, diventando una sorta di sintesi del climat attraverso il tempo. A queste interpretazioni si aggiungono esperimenti ancora più vicini alla vinificazione borgognona, come Vendange Entière e Vendange Égrappée, attraverso i quali Jérôme confronta il comportamento del Pinot Noir vinificato con grappolo intero oppure diraspato. Nel 2021 la storia del domaine ha però aperto un nuovo capitolo con l’acquisizione di un vigneto a Les Riceys, il comune più meridionale della Champagne e uno dei grandi territori del Pinot Noir dell’Aube. Le prime vinificazioni sono state realizzate nel 2022 e nel 2025 è uscita Pinotmaniac, cuvée ottenuta dall’assemblaggio di quattro parcelle – Valmolin, La Gueule de Valmolin, L’Envers de Valmolin e Le Grand Valpreuse – che per la prima volta porta Coessens fuori dal perimetro esclusivo di Largillier senza abbandonare il Pinot Noir come unico linguaggio. Coessens rappresenta quindi un caso quasi unico in Champagne: anziché costruire la propria identità attraverso numerosi cru e vitigni, Jérôme ha trascorso gran parte della propria carriera cercando di comprendere fino in fondo un'unica collina. Largillier viene trattato come un vero climat borgognone, scomposto nelle sue differenti anime e interpretato attraverso un solo vitigno, il Pinot Noir, con vinificazioni che cambiano secondo parcella e vendemmia. L’arrivo di Les Riceys e di Pinotmaniac amplia oggi questo percorso senza modificarne il principio fondamentale. Dietro Champagne Coessens rimane infatti la convinzione che il grande vino non debba essere costruito attraverso una ricetta, ma nascere dalla comprensione sempre più precisa del luogo: argilla, calcare, vecchie vigne e Pinot Noir diventano così gli strumenti attraverso cui raccontare la Côte des Bar con una profondità e una sensibilità dichiaratamente “à la Bourguignonne”.