GRAPPA DI NEBBIOLO "DALLE BELLE VINACCE DELL'AMICO ALBERTO" IN ASTUCCIO - DISTILLERIA LEVI SERAFINO
Abbinamenti, La Grappa di Nebbiolo “dalle belle vinacce dell’amico Alberto” trova la sua dimensione ideale a fine pasto, bevuta lentamente e senza necessariamente accompagnarla a qualcosa. La sua eleganza permette però abbinamenti particolarmente interessanti con cioccolato fondente, gianduiotti e praline alla nocciola, dove le note di spezie, legno e liquirizia trovano una naturale continuità aromatica. Molto bene anche con torta di nocciole delle Langhe, paste di meliga e altra pasticceria secca piemontese, oppure semplicemente accanto a noci e nocciole tostate. Può accompagnare anche formaggi stagionati, soprattutto quando dotati di buona intensità e persistenza. Interessante infine servirla dopo una cena dedicata ai grandi Nebbiolo delle Langhe, trasformandola nell’ultimo passaggio della degustazione dello stesso vitigno.
Alcol, 42%
Annata, Sans Année
Denominazione, Grappa
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.70 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 18/20°
Vitigni, Vinacce di Nebbiolo
NOTE SENSORIALI:
La Grappa di Nebbiolo “dalle belle vinacce dell’amico Alberto” è una delle interpretazioni più pure del vitigno secondo la Distilleria Romano Levi, costruita intorno all’eleganza aromatica del Nebbiolo e resa più armoniosa dal successivo affinamento in legno. Nel bicchiere si presenta con un colore dorato chiaro, limpido e luminoso. Il naso è intenso ma raffinato, con sensazioni di vinaccia, piccoli frutti rossi e fiori essiccati che lasciano progressivamente spazio a erbe aromatiche, spezie dolci e delicate sfumature boisé. Con qualche minuto nel bicchiere emergono note di liquirizia, frutta secca e leggere sensazioni balsamiche, mentre il legno rimane sullo sfondo senza coprire l’identità della materia prima. In bocca è secca, calda e avvolgente, con i suoi 42% vol. ben integrati in una struttura elegante. Il riposo in botte smussa la naturale energia del distillato senza privarlo della sua personalità, lasciando emergere una bella continuità tra componente floreale, spezie e sensazioni leggermente tostate. Il finale è lungo, asciutto e persistente, con ritorni di liquirizia e legno. È una grappa che interpreta il Nebbiolo attraverso lo stile tradizionale Levi, privilegiando carattere, autenticità e profondità piuttosto che una morbidezza costruita.
CURIOSITÁ:
Questa Grappa è ottenuta da 100% vinacce di Nebbiolo provenienti dalle Langhe e appartiene alla produzione storica della Distilleria Romano Levi di Neive, fondata nel 1925 da Serafino Levi e resa celebre dal figlio Romano, il leggendario “Grappaiolo Angelico”. Le vinacce vengono lavorate secondo il particolare metodo della casa, che comprende la tradizionale conservazione attraverso la “concia” nelle fosse sotterranee prima della distillazione. Il cuore della distilleria rimane lo storico alambicco discontinuo in rame a fuoco diretto, un sistema artigianale che richiede grande sensibilità nella gestione della distillazione e che rappresenta ancora oggi uno degli elementi distintivi della produzione Levi. Dopo la distillazione, la Grappa di Nebbiolo riposa per circa 24 mesi nelle tradizionali botti piemontesi realizzate con differenti essenze di legno: l’obiettivo non è imprimere al distillato un carattere fortemente boisé, ma accompagnarne l’evoluzione e mettere in evidenza i profumi più profondi senza alterare la personalità del Nebbiolo. Anche l’etichetta appartiene al particolare universo artistico di Romano Levi ed è ricavata dai suoi disegni originali: proprio queste etichette, spesso dedicate ad amici, personaggi e alle celebri figure poetiche immaginate da Romano, hanno contribuito a trasformare le bottiglie della distilleria in autentici oggetti da collezione.
Distilleria Levi Serafino +
La Distilleria Levi Serafino è una delle realtà più affascinanti e irripetibili della storia della grappa italiana, indissolubilmente legata alla figura di Romano Levi e al piccolo paese di Neive, nel cuore delle Langhe. La distilleria viene fondata nel 1925 da Serafino Levi, originario della Val d’Aosta e appartenente a una famiglia di distillatori itineranti, che sceglie Neive come luogo in cui stabilire definitivamente la propria attività. Alla morte prematura di Serafino, avvenuta nel 1933, la distilleria passa nelle mani dei figli Romano e Lidia, ancora giovanissimi: Romano aveva appena diciassette anni e sarebbe diventato nel corso dei decenni una delle figure più singolari e riconoscibili del mondo della distillazione italiana. Mentre Lidia si occupava soprattutto della selezione e della preparazione delle erbe utilizzate per aromatizzare alcune grappe, Romano seguiva personalmente l’alambicco, mantenendo praticamente immutato il metodo di produzione ricevuto dal padre. Il cuore della distilleria è ancora oggi il suo storico alambicco discontinuo in rame a fuoco diretto, uno degli ultimi esempi di questo genere rimasti operativi. Le vinacce fresche provenienti soprattutto dai grandi vitigni piemontesi vengono introdotte nella caldaia e riscaldate direttamente attraverso la fiamma, secondo un procedimento molto più complesso da controllare rispetto ai moderni sistemi a vapore. Era Romano stesso a governare il fuoco, seguendo ogni distillazione attraverso esperienza, sensibilità e osservazione, senza affidarsi a sistemi automatizzati. Questa tecnica, lenta e artigianale, permette di estrarre dalle vinacce distillati particolarmente ricchi di materia, profumi e carattere. Una parte fondamentale della produzione è naturalmente legata alle vinacce di Nebbiolo provenienti da Barolo e Barbaresco, affiancate da quelle di Barbera, Dolcetto, Moscato e degli altri vitigni tradizionali delle Langhe. Dopo la distillazione le grappe vengono lasciate riposare e, secondo la tipologia, possono affinare in legni differenti, tra cui acacia e altre essenze, oppure essere imbottigliate mantenendo maggiore immediatezza e trasparenza aromatica. Ma parlare della Distilleria Levi soltanto attraverso la tecnica significherebbe raccontarne appena una parte. Romano Levi trasformò infatti ogni bottiglia in un oggetto unico attraverso le celebri etichette disegnate e scritte a mano. Con matite, pennarelli e colori creava figure, frasi e poesie differenti, rendendo praticamente irripetibile ogni esemplare. Il soggetto più famoso è la “Donna Selvatica”, figura femminile libera e misteriosa che attraversa centinaia di etichette accompagnata dalla celebre definizione “che scavalica le colline”, diventando il simbolo stesso dell’universo poetico di Romano. Accanto a lei comparivano paesaggi, fiori, animali, uomini, pensieri e brevi racconti, spesso realizzati direttamente sulle bottiglie destinate ad amici, clienti e appassionati. Quelle etichette, inizialmente nate spontaneamente e senza alcuna intenzione commerciale, sono diventate nel tempo autentici oggetti da collezione e hanno contribuito a portare il nome di Romano Levi ben oltre il mondo della grappa. Luigi Veronelli fu tra coloro che compresero maggiormente l’unicità del personaggio e contribuì a far conoscere quello che sarebbe stato definito il “grappaiolo angelico”, trasformando la piccola distilleria di Neive in una meta per appassionati, artisti e uomini di cultura provenienti da tutto il mondo. Romano continuò a distillare praticamente nello stesso modo per tutta la vita, fino alla sua scomparsa nel 2008. La sua morte avrebbe potuto segnare la fine di un'esperienza impossibile da replicare, ma la distilleria è stata preservata mantenendo lo storico alambicco e il metodo tradizionale a fuoco diretto. Oggi la produzione continua nel rispetto dell’eredità di Serafino, Romano e Lidia, utilizzando vinacce fresche provenienti dalle Langhe e mantenendo una lavorazione volutamente lenta e artigianale. La gamma comprende grappe giovani e affinate, selezioni ottenute da vinacce di Barolo, Barbaresco e altri grandi vini piemontesi, oltre alle versioni aromatizzate con erbe secondo una tradizione che richiama direttamente il lavoro di Lidia Levi. Le bottiglie contemporanee conservano inoltre l’universo grafico e poetico creato da Romano, mantenendo vivo il legame con le sue celebri Donne Selvatiche. La Distilleria Levi Serafino rappresenta così qualcosa di molto diverso da una semplice azienda produttrice di grappa: è un frammento della cultura contadina delle Langhe sopravvissuto alla modernizzazione della distillazione. L’alambicco in rame a fuoco diretto, le vinacce di Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Moscato, gli affinamenti e le erbe raccontano la parte produttiva; le etichette disegnate a mano, le poesie e le Donne Selvatiche raccontano invece l’universo umano che ha reso Romano Levi irripetibile. Dal 1925, nella stessa distilleria di Neive, il fuoco continua così a trasformare le vinacce delle Langhe in grappa, custodendo una storia nella quale artigianato, territorio e arte sono diventati impossibili da separare.