DOMAINE DU TAU

LIRAC AOP ROUGE 2022 - DOMAINE DU TAU

Prezzo di listino €17,00 Prezzo di vendita€28,00risparmi €11,00

Abbinamenti, La ricchezza del frutto, la morbidezza dei tannini e la componente speziata rendono il Lirac Rouge 2022 un vino estremamente versatile, capace di accompagnare sia la cucina mediterranea sia preparazioni più strutturate. È eccellente con agnello arrosto, costine di maiale, carni rosse alla griglia, brasati e selvaggina, dove la generosità del Grenache e la profondità della Syrah trovano un equilibrio naturale con la succulenza delle carni. Particolarmente riuscito l'abbinamento con piatti provenzali, come il daube de boeuf, uno stufato di manzo cotto lentamente con vino rosso, erbe aromatiche e spezie, oppure con preparazioni a base di melanzane, pomodoro e olive. La componente mediterranea del vino crea inoltre una bella sintonia con rosmarino, timo e altre erbe aromatiche, rendendolo interessante anche con pollo arrosto, salsiccia e verdure grigliate. Ottimo con formaggi di media e lunga stagionatura, dal Comté al Camembert più maturo, può accompagnare piacevolmente anche taglieri di salumi e piatti conviviali.
Alcol, 14,5%
Annata, 2022
Denominazione, Lirac AOP
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Grenache, Syrah, Cinsault

NOTE SENSORIALI:

Il Lirac Rouge 2022 di Domaine du Tau è un rosso che interpreta con eleganza e generosità il carattere della Valle del Rodano meridionale, una regione nella quale il clima mediterraneo, la ricchezza dei suoli e la tradizione degli assemblaggi danno vita a vini di grande personalità. Nato sulla sponda destra del Rodano, di fronte al celebre territorio di Châteauneuf-du-Pape, questo Lirac riesce a combinare la maturità del frutto con una freschezza sorprendente, mantenendo uno stile equilibrato e particolarmente gastronomico. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso, impreziosito da vivaci riflessi violacei. Il bouquet è ricco e invitante: ribes nero, ciliegia matura, mora e prugna si intrecciano a note di violetta, liquirizia e pepe, mentre con l'ossigenazione emergono delicate sfumature di cacao, erbe mediterranee e spezie dolci. Al palato è pieno, morbido e avvolgente, con una struttura importante sostenuta da tannini maturi e ben integrati. La componente fruttata rimane protagonista, accompagnata da una piacevole freschezza che alleggerisce il sorso e ne valorizza l'equilibrio. Il finale è lungo, armonioso e leggermente speziato, con ritorni di frutti neri, liquirizia e cacao. Un Lirac capace di esprimere la generosità del Rodano meridionale senza rinunciare alla finezza, già estremamente piacevole nella sua giovinezza ma dotato anche di un interessante potenziale evolutivo.

CURIOSITÀ:

Il Lirac Rouge 2022 nasce dall'assemblaggio di Grenache, Syrah e Cinsault, tre varietà che contribuiscono in maniera complementare alla sua identità: il Grenache conferisce rotondità e ricchezza fruttata, la Syrah aggiunge struttura e profondità speziata, mentre il Cinsault introduce una componente più fragrante ed elegante. Le uve provengono dai vigneti di Saint-Laurent-des-Arbres, nella denominazione Lirac, dove Domaine du Tau possiede parte dei suoi 16 ettari di proprietà. I terreni sono caratterizzati dall'alternanza di argille, calcare e galets roulés, i caratteristici ciottoli arrotondati che accumulano il calore durante il giorno e contribuiscono alla maturazione delle uve. Il progetto è nato dall'incontro tra tre appassionati di vino: Thierry Chapusot, imprenditore francese e promotore dell'iniziativa, Bruno Ramirez, esperto di viticoltura ed enologia con una lunga esperienza a Châteauneuf-du-Pape, e Jean-Luc Maldant, vignaiolo borgognone e proprietario del Domaine Maldant-Pauvelot a Chorey-lès-Beaune. Una collaborazione particolarmente interessante perché unisce la conoscenza del Rodano meridionale alla sensibilità borgognona per l'eleganza e l'identità territoriale. La vinificazione è orientata alla conservazione del frutto e all'equilibrio dell'assemblaggio, con un utilizzo estremamente misurato del legno: soltanto il 5% del vino affronta infatti un passaggio in botti di rovere, mentre la parte restante mantiene un'impostazione più essenziale. La produzione dell'annata 2022 è stata di circa 41.000 bottiglie. Il nome della cantina richiama il Tau, antico simbolo dalla forma di una T associato nella tradizione biblica alla protezione, scelto per rappresentare l'identità e i valori del progetto. Domaine du Tau è inoltre certificato Haute Valeur Environnementale e ha intrapreso un percorso verso l'agricoltura biologica, con particolare attenzione alla biodiversità e alla conservazione del patrimonio viticolo.

Domaine Du Tau

Domaine du Tau è una giovane e ambiziosa realtà vitivinicola della Valle del Rodano meridionale, nata dalla volontà di valorizzare il potenziale ancora in parte inesplorato di Lirac, una delle denominazioni più interessanti della regione, situata sulla riva destra del Rodano, a pochi chilometri da Châteauneuf-du-Pape. Il progetto prende forma grazie a Thierry Chapusot, imprenditore originario della Lorena e grande appassionato di vino e storia, che decide di affiancare alla propria esperienza imprenditoriale una nuova avventura nel mondo della viticoltura. Per realizzarla coinvolge due figure di grande esperienza: Bruno Ramirez, maître de chai profondamente legato al territorio di Châteauneuf-du-Pape, e Jean-Luc Maldant, vignaiolo borgognone alla guida del Domaine Maldant-Pauvelot di Chorey-lès-Beaune. L'incontro tra queste tre personalità costituisce uno degli aspetti più originali della cantina, perché riunisce competenze imprenditoriali, conoscenza della viticoltura mediterranea e sensibilità enologica borgognona. A completare il gruppo interviene Gérald Lafont, enologo consulente e profondo conoscitore dell'appellazione Lirac, che contribuisce alla definizione tecnica e stilistica della produzione. Il patrimonio aziendale comprende 16 ettari di vigneti situati principalmente nel comune di Saint-Laurent-des-Arbres, dei quali 14 rientrano nella denominazione Lirac e due sono destinati alla produzione di Vin de France. Le vigne hanno età comprese tra 20 e 85 anni e si sviluppano su un mosaico geologico particolarmente articolato, nel quale terreni argillo-calcarei, sabbie, rocce rossastre e galets roulés, i caratteristici ciottoli levigati del Rodano, si alternano secondo posizione ed esposizione. Questi ultimi svolgono un ruolo importante nella regolazione termica del vigneto, accumulando calore durante il giorno e restituendolo progressivamente nelle ore notturne, mentre le componenti sabbiose e calcaree contribuiscono a definire struttura, equilibrio e freschezza dei vini. Grenache, Syrah, Mourvèdre e Cinsault costituiscono il patrimonio varietale principale dei vigneti Lirac, mentre nelle parcelle destinate ai Vin de France trovano spazio anche Carignan e Tempranillo, quest'ultimo particolarmente insolito per il territorio e testimonianza della libertà interpretativa che caratterizza il progetto. In vigneto il lavoro è orientato alla sostenibilità e alla conservazione della biodiversità, con una gestione riconosciuta dalla certificazione Haute Valeur Environnementale e un percorso intrapreso verso l'agricoltura biologica. Ogni parcella viene osservata individualmente e la data della vendemmia viene stabilita attraverso controlli regolari della maturazione e degustazioni delle uve, privilegiando la raccolta nel momento in cui frutto, acidità e componente fenolica raggiungono il miglior equilibrio. La filosofia produttiva cerca di valorizzare la generosità naturale del Rodano meridionale senza trasformarla in eccessiva concentrazione, ricercando piuttosto vini nei quali maturità, profondità ed eleganza possano convivere. Anche in cantina la precisione costituisce uno degli elementi fondamentali. Le vinificazioni vengono condotte prevalentemente in acciaio, mentre gli affinamenti prevedono l'utilizzo differenziato di vasche, foudres e barrique di rovere secondo la struttura e la destinazione delle singole cuvée. Particolarmente significativo è il progetto della nuova cantina a Châteauneuf-du-Pape, ricavata da un'antica bastide provenzale legata alla storia personale di Bruno Ramirez. La struttura è stata concepita per lavorare sfruttando la gravità, limitando i trasferimenti meccanici del vino, e integra soluzioni orientate alla sostenibilità, tra cui il recupero dell'acqua piovana e un isolamento termico progettato per ridurre i consumi energetici. La gamma racconta differenti interpretazioni del patrimonio aziendale. Azenor rappresenta l'espressione più libera e immediata del progetto ed è un Vin de France ottenuto dall'assemblaggio di Grenache, Syrah, Carignan e Tempranillo, nel quale la componente mediterranea viene accompagnata da un profilo fruttato e speziato. Il Lirac Rouge costituisce invece la lettura più classica della denominazione e nasce dall'incontro di Grenache, Syrah e Cinsault, con una piccola percentuale di vino affinata in rovere per aggiungere complessità senza appesantire il carattere originario. Les Cosses rappresenta una selezione più ambiziosa e territoriale, proveniente da parcelle particolarmente vocate caratterizzate da sabbie e ciottoli levigati. Le rese vengono contenute intorno ai 30 ettolitri per ettaro e l'assemblaggio comprende Grenache, Syrah, Cinsault e Mourvèdre, con una parte del vino affinata in barrique. Ne deriva un'interpretazione di Lirac che ricerca maggiore profondità, complessità aromatica e capacità di evoluzione, mantenendo però un'impronta elegante e misurata. Al vertice della produzione si colloca la Cuvée Ambassadeur, selezione riservata e realizzata attraverso una scelta particolarmente rigorosa delle migliori uve di Grenache e Syrah provenienti da vecchie vigne, alcune delle quali hanno circa cinquant'anni. L'affinamento prevede una quota più importante di rovere e il vino viene prodotto in quantità limitate, con l'obiettivo di esprimere il massimo potenziale delle parcelle aziendali. La ricerca si è inoltre ampliata al mondo dei rosati attraverso un Tavel, altra denominazione storica della riva destra del Rodano, celebre per vini rosati dalla struttura e dalla vocazione gastronomica particolarmente marcate. Domaine du Tau rappresenta quindi un progetto giovane, ma costruito su un patrimonio viticolo già maturo e su competenze consolidate. Thierry Chapusot ha individuato in Lirac un territorio capace di confrontarsi per qualità e profondità con le grandi denominazioni del Rodano meridionale, mentre Bruno Ramirez e Jean-Luc Maldant apportano due sensibilità complementari: la conoscenza diretta del clima, dei vitigni e delle tradizioni mediterranee da una parte, la precisione e l'attenzione alla finezza maturate in Borgogna dall'altra. I 16 ettari di Saint-Laurent-des-Arbres, le vecchie vigne, la diversità dei suoli e una vinificazione attenta a non esasperare la concentrazione costituiscono le fondamenta di una produzione che vuole dimostrare quanto Lirac possa offrire vini profondi, eleganti e capaci di evolvere. È proprio questa combinazione tra esperienza, ambizione e rispetto del territorio a definire Domaine du Tau: una cantina nata per interpretare il Rodano meridionale con uno sguardo contemporaneo, valorizzando la ricchezza del Grenache e degli altri vitigni mediterranei attraverso equilibrio, precisione e identità territoriale.