ARBOIS AOC ROUGE PINOT NOIR 1986 MAGNUM - DOMAINE ROLET
Abbinamenti, Un Pinot Noir del Jura con quarant'anni di evoluzione richiede un approccio gastronomico particolarmente attento, privilegiando preparazioni eleganti e non eccessivamente intense, capaci di accompagnarne le eventuali sfumature terziarie senza sovrastarle. Gli abbinamenti più affascinanti sono quelli con faraona arrosto, piccione, anatra, coniglio e selvaggina da piuma, soprattutto quando accompagnati da fondi delicati e preparazioni a base di funghi. Particolarmente interessante l'incontro con le morchelle, protagoniste della cucina del Jura, oppure con un risotto ai porcini, dove le componenti terrose del piatto possono richiamare quelle sviluppate dal vino durante il lungo affinamento. Anche formaggi come il Comté, preferibilmente non eccessivamente stagionato, possono offrire un abbinamento territoriale raffinato.
Alcol, 13%
Annata, 1986
Denominazione, Arbois AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Jura (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
L'Arbois Rouge Pinot Noir 1986 di Domaine Rolet, proposto nel prestigioso formato Magnum da 1,5 litri, è una straordinaria testimonianza della tradizione vitivinicola del Jura e della capacità dei suoi grandi rossi di attraversare il tempo. Proveniente da una vendemmia di quarant'anni fa, questa bottiglia appartiene a un'epoca in cui la famiglia Rolet aveva già consolidato la propria reputazione tra i produttori più importanti della regione. Il Pinot Noir trova ad Arbois un'espressione particolare, differente da quella della vicina Borgogna, caratterizzata generalmente da maggiore freschezza, delicatezza aromatica e da un'impronta territoriale profondamente legata ai terreni marnosi del Jura. Dopo un'evoluzione così lunga, il profilo sensoriale dipende inevitabilmente dalle condizioni di conservazione della singola bottiglia. Se mantenuta correttamente, potrebbe presentare un colore granato trasparente, con riflessi aranciati e una complessità aromatica ormai dominata dalle componenti terziarie. Rosa essiccata, ciliegia sotto spirito, piccoli frutti rossi disidratati e scorza d'arancia potrebbero intrecciarsi a note di sottobosco, foglie secche, funghi, cuoio, tabacco e spezie delicate. Al palato ci si può attendere una struttura ormai distesa, con tannini ammorbiditi dal tempo e una freschezza residua capace di sostenere il sorso. Più che la potenza, è la finezza dell'evoluzione a rappresentare il possibile fascino di questa bottiglia, nella quale il frutto originario potrebbe aver lasciato spazio a sfumature profonde, sottili e difficilmente ritrovabili in un vino giovane.
CURIOSITÀ:
Il Domaine Rolet nasce ad Arbois nel 1942 grazie a Désiré Rolet, che avvia un progetto destinato a diventare uno dei riferimenti storici della viticoltura del Jura. L'attività viene successivamente sviluppata dai quattro figli Pierre, Éliane, Guy e Bernard, protagonisti della crescita aziendale e della valorizzazione delle principali denominazioni regionali. Il 1986 appartiene quindi pienamente alla gestione della famiglia fondatrice, molti anni prima del passaggio della proprietà alle famiglie Flambert e Dupuis, avvenuto nel 2018. Il territorio di Arbois, situato nel settore settentrionale del Jura, è caratterizzato da un mosaico di marne, argille e componenti calcaree, con esposizioni e microclimi che permettono al Pinot Noir di sviluppare una personalità distinta rispetto alle interpretazioni borgognone. La presenza di questo vitigno nella regione è storica e affianca quella delle varietà locali Poulsard e Trousseau, contribuendo alla grande diversità dei rossi jurassiani. Per questa specifica bottiglia del 1986 non sono disponibili informazioni tecniche sufficientemente dettagliate per stabilire con certezza la provenienza delle singole parcelle, la durata della macerazione o le modalità esatte dell'affinamento. È inoltre importante distinguere questa vecchia etichetta dalle attuali cuvée rosse di Domaine Rolet, alcune delle quali prevedono assemblaggi di più vitigni. Un elemento particolarmente interessante è il formato Magnum, che grazie al rapporto più favorevole tra volume del vino e ossigeno presente nella bottiglia può favorire un'evoluzione più lenta rispetto al formato tradizionale. A quarant'anni dalla vendemmia, tuttavia, diventano fondamentali la provenienza, il livello del vino, lo stato del tappo e la continuità delle condizioni di conservazione. Una bottiglia che possiede quindi un valore non soltanto enologico, ma anche storico e collezionistico, capace di raccontare una fase importante della produzione di una delle cantine più rappresentative del Jura.