ELENA WALCH

ALTO ADIGE - SÜDTIROL DOC CHARDONNAY 2025 - ELENA WALCH

Prezzo di listino €12,90 Prezzo di vendita€15,00risparmi €2,10

Abbinamenti, È un bianco dalla grande versatilità gastronomica, capace di accompagnare preparazioni delicate ma anche piatti dalla struttura più importante grazie alla combinazione tra freschezza e morbidezza. Lo vediamo benissimo con carpacci di pesce, tartare di ricciola, gamberi al vapore e filetti di branzino, dove la precisione aromatica e la componente sapida valorizzano la delicatezza degli ingredienti. Particolarmente interessante con risotto agli asparagi, pasta con zucchine e gamberi, ravioli di ricotta ed erbette e preparazioni a base di verdure primaverili. La sua struttura permette inoltre di accompagnare carni bianche leggere, come pollo alle erbe, tacchino arrosto e vitello tonnato, senza sovrastarne i sapori. Per un abbinamento territoriale consigliamo formaggi freschi di malga, canederli agli spinaci e piatti della cucina altoatesina a base di verdure e latticini. Ottimo anche come aperitivo, accompagnato da piccoli assaggi di pesce, crostini delicati e formaggi freschi.
Alcol, 13%
Annata, 2025
Denominazione, Alto Adige - Südtirol DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Chardonnay 2025 di Elena Walch è un bianco che interpreta con eleganza e precisione il carattere dell'Alto Adige, privilegiando la freschezza del frutto e la finezza aromatica rispetto alla ricchezza eccessiva. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da delicati riflessi verdolini. Al naso emergono mela Golden, pera fresca, pesca bianca e leggere note di ananas, accompagnate da sentori di fiori bianchi, scorza di limone e delicate sfumature di erbe aromatiche. Con qualche minuto nel bicchiere si sviluppano sensazioni più morbide di mandorla fresca e frutta a polpa gialla, che arricchiscono il profilo senza comprometterne la vivacità. In bocca è fresco, armonioso e piacevolmente avvolgente, con una struttura equilibrata e una componente sapida che dona slancio e precisione al sorso. La frutta rimane protagonista, sostenuta da un'acidità ben integrata che accompagna la degustazione fino al finale. La chiusura è pulita e persistente, con ritorni agrumati, floreali e una delicata sensazione minerale. È uno Chardonnay immediato ma tutt'altro che semplice, capace di coniugare piacevolezza, eleganza e una riconoscibile impronta territoriale.

CURIOSITÁ:

Questo Chardonnay nasce dalla lunga esperienza di Elena Walch, una delle figure che hanno contribuito maggiormente alla valorizzazione dei vini altoatesini, oggi affiancata dalle figlie Julia e Karoline nella conduzione dell'azienda di famiglia. I vigneti si trovano in Alto Adige, in un contesto caratterizzato da importanti escursioni termiche tra giorno e notte, ventilazione costante e terreni di diversa composizione, condizioni che favoriscono la maturazione delle uve senza sacrificare freschezza e precisione aromatica. Lo Chardonnay, vitigno internazionale che ha trovato in questa regione un ambiente particolarmente favorevole, viene interpretato dalla cantina attraverso uno stile che mette al centro la purezza del frutto. Dopo la vendemmia, le uve vengono pressate delicatamente e il mosto fermenta in serbatoi di acciaio a temperatura controllata. Il successivo affinamento sui lieviti fini contribuisce a donare maggiore consistenza e armonia, mantenendo intatta la vivacità aromatica. L'annata 2025 si inserisce in questa filosofia produttiva, offrendo uno Chardonnay che valorizza soprattutto freschezza, equilibrio e riconoscibilità varietale.

Elena Walch

Elena Walch è una delle figure che hanno contribuito in maniera decisiva alla trasformazione qualitativa dell’Alto Adige moderno, costruendo a Termeno sulla Strada del Vino una delle realtà più riconoscibili della regione. La sua storia nel mondo del vino nasce quasi per caso: Elena è architetto di formazione e arriva in Alto Adige negli anni Ottanta per seguire il restauro di Castel Ringberg, storica proprietà affacciata sul Lago di Caldaro appartenente alla famiglia Walch. L’incontro con Werner Walch, che diventerà suo marito, la porta progressivamente all’interno di una famiglia attiva nel settore vitivinicolo da generazioni. Elena sceglie però fin dall’inizio di sviluppare una propria visione, intervenendo profondamente sulla gestione dei vigneti, riducendo le rese e puntando sulla valorizzazione delle singole parcelle in un periodo nel quale gran parte della produzione altoatesina era ancora fortemente orientata verso quantità e assemblaggi. Oggi l’azienda è guidata insieme alle figlie Julia e Karoline Walch, che rappresentano la nuova generazione e hanno progressivamente assunto responsabilità nella gestione, nella produzione e nello sviluppo internazionale della cantina, mantenendo così una forte dimensione familiare. Il patrimonio viticolo comprende alcuni dei terroir più importanti dell’Alto Adige e trova le proprie massime espressioni nei due vigneti Vigna Castel Ringberg e Vigna Kastelaz. Castel Ringberg costituisce un autentico monopole aziendale e si sviluppa su circa 20 ettari intorno all’omonimo castello rinascimentale, in una posizione spettacolare sopra il Lago di Caldaro. Le vigne si trovano tra circa 330 e 400 metri di altitudine e beneficiano dell’influenza mitigatrice del lago, delle correnti provenienti dalle montagne e di forti escursioni termiche tra giorno e notte. La particolare complessità geologica, con terreni differenti anche all’interno dello stesso vigneto, permette di coltivare numerose varietà scegliendo per ciascuna le esposizioni e i suoli più adatti. Kastelaz si trova invece sopra Termeno, su pendii estremamente ripidi esposti prevalentemente a sud, ed è storicamente uno dei grandi terroir del Gewürztraminer. Qui il microclima caldo e ventilato e la forte pendenza favoriscono maturazioni aromatiche particolarmente intense, permettendo alla varietà simbolo di Termeno di raggiungere concentrazione senza rinunciare alla freschezza. Il Gewürztraminer Vigna Kastelaz è infatti una delle etichette più rappresentative della cantina e sintetizza perfettamente la ricerca di Elena Walch: ricchezza aromatica, precisione e riconoscibilità del luogo di provenienza. Il patrimonio varietale è estremamente ampio e riflette la complessità dell’Alto Adige: accanto al Gewürztraminer trovano spazio Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Riesling e Müller Thurgau tra i bianchi, mentre Pinot Nero, Lagrein e Schiava rappresentano una parte importante della produzione rossa. In vigneto l’azienda ha progressivamente sviluppato una gestione sempre più orientata alla sostenibilità, lavorando sulla biodiversità, sulla fertilità naturale dei terreni, sull’inerbimento e sulla riduzione degli interventi, con l’obiettivo di mantenere il vigneto in equilibrio e ottenere uve sane e pienamente mature. Un ruolo importante viene riservato anche alla gestione dell’acqua e alla ricerca di pratiche capaci di rispondere ai cambiamenti climatici, particolarmente significativi in una regione nella quale altitudine ed esposizione possono determinare differenze enormi anche a poche centinaia di metri di distanza. In cantina la filosofia segue la stessa ricerca di precisione: acciaio, grandi botti, barrique e tonneaux vengono utilizzati in funzione della varietà e della provenienza, evitando di applicare una tecnica unica a vini profondamente differenti. I bianchi aromatici vengono generalmente lavorati privilegiando protezione del frutto e pulizia aromatica, mentre Chardonnay e alcune selezioni più strutturate possono affrontare fermentazioni e affinamenti in legno. Per Pinot Nero, Lagrein e le selezioni rosse più importanti il rovere viene impiegato per accompagnare struttura ed evoluzione senza trasformarsi nell’elemento dominante. La gamma è articolata tra vini varietali, selezioni e Vigne, con l’obiettivo di mostrare progressivamente la complessità del patrimonio aziendale. Beyond the Clouds rappresenta probabilmente l’etichetta più iconica della cantina: nato con l’annata 2000, è un grande bianco costruito intorno allo Chardonnay proveniente dalle migliori parcelle, al quale possono essere affiancate piccole quantità di altre varietà bianche secondo la vendemmia. Fermentazione e lungo affinamento in barrique gli conferiscono struttura e capacità di evoluzione, ma l’obiettivo rimane mantenere freschezza e precisione alpina. Vigna Castel Ringberg permette invece di approfondire il rapporto tra singolo vigneto e differenti varietà attraverso interpretazioni di Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay e altri vitigni, mentre Vigna Kastelaz rappresenta uno dei vertici aziendali per il Gewürztraminer. La gamma comprende inoltre importanti espressioni di Pinot Nero, Lagrein e Schiava, attraverso le quali l’azienda racconta anche il volto rosso dell’Alto Adige. Elena Walch ha avuto un ruolo particolarmente significativo proprio perché la sua visione si è sviluppata in un periodo di profondo cambiamento per la regione: riduzione delle rese, selezione delle parcelle, imbottigliamento di singoli vigneti e ricerca di una maggiore identità varietale sono oggi concetti consolidati, ma negli anni Ottanta e Novanta rappresentavano una trasformazione importante rispetto al modello produttivo precedente. L’esperienza da architetto ha probabilmente contribuito a questo approccio, basato sulla lettura del luogo e sulla ricerca di equilibrio tra elementi differenti. Oggi Julia e Karoline stanno continuando questo percorso introducendo una sensibilità ancora maggiore verso sostenibilità, precisione agronomica e capacità di interpretare le differenti altitudini dell’Alto Adige. Elena Walch rappresenta quindi molto più di una singola cantina di Termeno: è una delle realtà che hanno accompagnato l’affermazione internazionale dell’Alto Adige come territorio capace di produrre grandi vini di montagna. Castel Ringberg, Kastelaz, Gewürztraminer, Chardonnay, Pinot Nero e le altre varietà diventano strumenti attraverso cui raccontare microclimi, esposizioni ed escursioni termiche estremamente differenti. Dall’arrivo di Elena come giovane architetto fino alla gestione contemporanea insieme a Julia e Karoline, il filo conduttore è rimasto la volontà di interpretare il vigneto prima ancora del vitigno, trasformando la straordinaria diversità dell’Alto Adige nella vera identità della cantina.