FATTORIA SAN LORENZO

MARCHE ROSSO IGT "DI GINO" 2024 - FATTORIA SAN LORENZO

Prezzo di listino €10,90 Prezzo di vendita€12,50risparmi €1,60

Abbinamenti, La freschezza del Sangiovese, la maggiore morbidezza del Montepulciano e la struttura agile del Di Gino 2024 ne fanno un rosso estremamente versatile, pensato prima di tutto per stare a tavola. È perfetto con salumi e formaggi, tagliatelle al ragù, lasagne, pasta al forno e primi piatti con pomodoro, ma accompagna con naturalezza anche pollo arrosto, coniglio, salsiccia, grigliate e carni rosse non troppo elaborate. La sua componente succosa funziona molto bene anche con pizza e focacce farcite, mentre la freschezza permette abbinamenti interessanti con legumi e torte salate di verdure.
Alcol, 13,5%
Annata, 2024
Denominazione, Marche Rosso IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Montepulciano 60%, Sangiovese 40%

NOTE SENSORIALI:

Il Di Gino Rosso 2024 è il volto più immediato e conviviale di Fattoria San Lorenzo, ma conserva pienamente l’impronta artigianale con cui Natalino Crognaletti interpreta le colline marchigiane. L’incontro tra Montepulciano e Sangiovese dà vita a un rosso centrato soprattutto sulla freschezza e sulla naturale succosità del frutto, senza ricercare concentrazioni eccessive. Nel calice si presenta con un rosso rubino vivo e luminoso. Il naso è fragrante, con ciliegia, amarena, mora e piccoli frutti di bosco accompagnati da sfumature floreali, erbe mediterranee e una sottile nota di tabacco. In bocca è morbido nell’ingresso ma immediatamente ravvivato da una bella componente acida, che rende il sorso dinamico e scorrevole. Il tannino è delicato e ben inserito, mentre la componente fruttata rimane nitida fino alla chiusura. Il finale è asciutto, pulito e piacevolmente saporito, con leggere sensazioni speziate e vegetali. È un rosso che non vuole impressionare attraverso la potenza, ma attraverso equilibrio e facilità di beva, mantenendo quella personalità rustica e genuina che rappresenta uno dei tratti più riconoscibili dei vini di Fattoria San Lorenzo.

CURIOSITÁ:

Il Di Gino Rosso 2024 nasce da un assemblaggio di 60% Montepulciano e 40% Sangiovese ed è una delle etichette storiche di Fattoria San Lorenzo: la prima annata risale infatti al 1995. Le uve provengono da un vigneto di circa 4 ettari situato nel comune di Ostra Vetere, esposto a sud e caratterizzato da terreni prevalentemente sabbiosi. Dietro la cantina c’è Natalino Crognaletti, vignaiolo che ha proseguito il lavoro agricolo della famiglia impostando progressivamente l’azienda secondo una viticoltura biologica e biodinamica, con grande attenzione alla vitalità del terreno e alla biodiversità. Anche in cantina l’approccio rimane poco interventista: la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e la macerazione sulle bucce si prolunga per alcune settimane. Le informazioni disponibili sulla 2024 non sono perfettamente concordanti sui recipienti di affinamento: alcune fonti indicano esclusivamente acciaio, mentre altre riportano una maturazione prevalentemente in cemento con una piccola parte del vino affinata in tonneaux usati. Rimane invece costante la filosofia della cuvée, che evita un’impronta marcata del legno e privilegia frutto, freschezza e immediatezza. Anche il nome ha un valore affettivo: “Di Gino” è il riferimento con cui Natalino ha voluto mantenere vivo il legame familiare e contadino da cui nasce Fattoria San Lorenzo.

Fattoria San Lorenzo

Fattoria San Lorenzo è una delle realtà più rappresentative del Verdicchio contemporaneo e nasce a Montecarotto, nel cuore dei Castelli di Jesi, dalla storia agricola della famiglia Crognaletti. L’identità moderna della cantina prende forma nel 1995 con Natalino Crognaletti, terza generazione di una famiglia che aveva già costruito un rapporto profondo con vite e vino: il nonno Enrico era vignaiolo, vinificatore e bottaio, mentre il padre Gino era un esperto potatore e si dedicò a un importante lavoro di selezione delle piante di Verdicchio, patrimonio che Natalino avrebbe successivamente valorizzato nei propri vigneti.  Oggi Fattoria San Lorenzo lavora circa 24 ettari vitati e produce nell’ordine delle 80.000 bottiglie, con vigneti concentrati nell’area di Montecarotto e nelle colline circostanti, in un paesaggio caratterizzato da terreni prevalentemente argilloso-calcarei e dalla significativa influenza climatica dell’Adriatico. Il Verdicchio è il centro assoluto del progetto e viene interpretato non come un bianco da consumare necessariamente giovane, ma come una varietà capace di struttura, profondità e soprattutto di lunghissime evoluzioni. Il lavoro agricolo segue principi biologici e pratiche di ispirazione biodinamica, evitando la chimica di sintesi e privilegiando un rapporto diretto con la fertilità naturale del terreno; questa impostazione prosegue in cantina attraverso fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, interventi ridotti, aggiunte molto contenute di solforosa e lunghi affinamenti sulle fecce. Cemento, acciaio e vecchie botti vengono utilizzati come strumenti di affinamento senza ricercare un'impronta aromatica del contenitore, lasciando invece che siano vitigno, annata e tempo a determinare il carattere finale del vino. È proprio il tempo uno dei concetti fondamentali per comprendere Natalino Crognaletti: i suoi Verdicchio vengono spesso lasciati maturare a lungo prima dell’imbottigliamento e possiedono una capacità evolutiva che ha contribuito a modificare la percezione stessa della varietà. La gamma costruisce una sorta di progressione attraverso differenti interpretazioni del Verdicchio. Il Bianco di Gino è dedicato al padre e rappresenta l’espressione più immediata e quotidiana della filosofia aziendale; Le Oche nasce dalla Vigna delle Oche a Montecarotto e affronta un lungo affinamento sulle proprie fecce, mostrando maggiore struttura e profondità; Campo delle Oche porta ulteriormente avanti questa ricerca attraverso selezione, concentrazione e lunghi tempi di maturazione, mentre Il San Lorenzo rappresenta una delle interpretazioni più rare e ambiziose della cantina, prodotta nelle annate considerate particolarmente adatte a un'evoluzione prolungata. Accanto ai bianchi, Natalino lavora anche varietà rosse come Montepulciano, Sangiovese e Syrah, dando origine a vini come Rosso di Gino, Artù e Solleone, nei quali la stessa filosofia viene applicata attraverso fermentazioni spontanee, macerazioni importanti e affinamenti capaci di accompagnare la naturale struttura delle uve. Fattoria San Lorenzo rimane però indissolubilmente legata al Verdicchio e alla Vigna delle Oche, diventata nel tempo quasi un simbolo della proprietà. Dietro questi vini esiste una continuità familiare estremamente concreta: Enrico costruiva le botti, Gino selezionava e potava le migliori piante e Natalino ha raccolto entrambe le esperienze trasformandole in una propria visione del vino. Non si tratta di una ricerca della naturalità fine a se stessa, ma della volontà di ridurre progressivamente la distanza tra vigneto e bottiglia, lasciando che fermentazioni spontanee, lunghe soste sulle fecce e affinamenti pazienti restituiscano il carattere dell’annata e delle colline di Montecarotto. È proprio questa combinazione tra cultura contadina, vecchie selezioni di Verdicchio e una vinificazione volutamente poco interventista ad aver reso Fattoria San Lorenzo una delle firme più riconoscibili dei Castelli di Jesi: vini energici, profondi e spesso sorprendentemente longevi, attraverso i quali Natalino Crognaletti continua il lavoro iniziato dalle generazioni precedenti senza trasformarlo in nostalgia, ma utilizzandolo come base per una delle interpretazioni più personali del Verdicchio marchigiano.