François Mikulski è uno dei nomi più rappresentativi di Meursault e uno dei vigneron che hanno contribuito a definire una lettura moderna, precisa e profondamente territoriale dello Chardonnay della Côte de Beaune. Il domaine nasce nel 1991, quando François e la moglie Marie-Pierre iniziano a lavorare direttamente le vigne appartenute alla famiglia materna, costruendo progressivamente una proprietà indipendente. Le origini di François sono particolari: il padre era polacco, mentre la madre proveniva da una famiglia di Meursault legata alla viticoltura; proprio attraverso il nonno materno Pierre Boillot, François entra in contatto fin da giovane con il lavoro in vigna e sviluppa quella conoscenza dei climat di Meursault che diventerà il fondamento del suo progetto. Dopo gli studi al liceo viticolo di Beaune e diverse esperienze professionali, tra cui un periodo negli Stati Uniti, decide di tornare definitivamente in Borgogna e dare vita al proprio domaine. La proprietà comprende oggi circa 10 ettari, concentrati soprattutto nel comune di Meursault ma con parcelle anche nelle denominazioni limitrofe, e lavora principalmente Chardonnay e Pinot Noir, affiancati dall’Aligoté. Il cuore della produzione rimane naturalmente Meursault, interpretato attraverso numerose parcelle e Premier Cru che permettono di osservare quanto profondamente esposizione, altitudine e composizione dei terreni possano modificare l’espressione dello Chardonnay. Tra i climat più importanti figurano Meursault Premier Cru Genevrières, Porusot e Charmes, ai quali si affiancano differenti lieux-dits comunali come Meix Chavaux, Moulin Landin e altri appezzamenti storicamente legati alla famiglia. Genevrières rappresenta una delle espressioni più raffinate e verticali, con terreni calcarei capaci di generare Chardonnay tesi, floreali e profondamente minerali; Charmes tende invece verso maggiore ampiezza e ricchezza, mentre Porusot combina struttura, energia e una componente più materica. Proprio la volontà di preservare queste differenze costituisce il centro della filosofia di Mikulski. In vigneto François ha adottato da tempo un approccio estremamente rispettoso del terreno, eliminando erbicidi e fertilizzanti chimici e privilegiando lavorazioni meccaniche, concimazioni organiche e interventi mirati. La vendemmia viene effettuata manualmente e la ricerca della maturità è fondamentale: l’obiettivo non è ottenere Chardonnay opulenti o segnati da maturazioni esasperate, ma conservare un equilibrio tra concentrazione, acidità e capacità di trasmettere il carattere del climat. In cantina l’approccio è altrettanto misurato. I bianchi vengono pressati delicatamente e fermentano prevalentemente in pièces di rovere, ma l’utilizzo di legno nuovo rimane generalmente molto contenuto, spesso nell’ordine del 10-20% secondo cuvée e annata. François non cerca quindi aromi di tostatura, vaniglia o rovere evidente: la botte viene utilizzata soprattutto come recipiente capace di accompagnare fermentazione ed élevage attraverso una lenta ossigenazione. I vini rimangono sulle fecce per periodi prolungati e vengono lavorati evitando bâtonnage sistematici, soprattutto quando l’annata possiede già sufficiente ricchezza. Questa scelta è fondamentale per comprendere lo stile Mikulski, costruito più sulla tensione che sulla cremosità e più sulla precisione che sulla potenza. Anche i rossi seguono una filosofia di estrazione controllata, con Pinot Noir proveniente principalmente da Volnay, Pommard e Meursault e affinamenti in legno nei quali la percentuale di barrique nuove rimane moderata. La gamma permette così di attraversare una parte significativa della Côte de Beaune: Bourgogne Côte d’Or Chardonnay e Bourgogne Aligoté rappresentano l’ingresso nel domaine, mentre Meursault e le diverse selezioni parcellari permettono di approfondire progressivamente la lettura del territorio. Particolarmente interessante è il Meursault comunale, spesso costruito attraverso l’unione di differenti parcelle e capace quindi di offrire una sorta di sintesi dello stile del villaggio prima di arrivare alla precisione dei singoli Premier Cru. Genevrières, Charmes e Porusot costituiscono il vertice della produzione e vengono vinificati cercando deliberatamente di evitare che una tecnica comune ne uniformi il carattere. Anche l’identità visiva delle bottiglie è diventata immediatamente riconoscibile: le etichette riproducono un disegno del sottosuolo e delle radici della vite, quasi una dichiarazione grafica della filosofia aziendale, perché ciò che interessa a Mikulski non è soltanto ciò che accade sopra la superficie, ma soprattutto il rapporto tra radici, calcare e terroir. Nel corso degli anni François e Marie-Pierre hanno inoltre progressivamente coinvolto la nuova generazione nella gestione del domaine, mantenendo una dimensione familiare nonostante la crescente reputazione internazionale. Oggi François Mikulski è considerato uno degli interpreti più autorevoli di Meursault proprio perché ha costruito uno stile personale senza trasformarlo in una formula applicata indistintamente a ogni vino. I suoi Chardonnay possiedono spesso una combinazione particolarmente riconoscibile di energia, finezza, salinità e profondità, evitando tanto l’eccessiva riduzione quanto la ricchezza burrosa e il legno marcato che in passato venivano frequentemente associati a Meursault. Dietro questa precisione rimane un progetto nato nel 1991 da pochi vigneti familiari e cresciuto senza perdere il proprio centro: circa dieci ettari, lavorazioni rispettose dei suoli, vendemmia manuale, legno nuovo utilizzato con grande moderazione e soprattutto una lettura separata dei climat. Genevrières non deve assomigliare a Charmes, così come Porusot non deve essere semplicemente una variazione dello stesso stile aziendale. È questa capacità di lasciare che ogni parcella conservi la propria voce ad aver reso François Mikulski uno dei riferimenti contemporanei della Côte de Beaune e uno degli interpreti più nitidi della straordinaria complessità dello Chardonnay di Meursault.
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