COLTERENZIO

SÜDTIROL-ALTO ADIGE DOC GEWÜRZTRAMINER "PERELISE" 2024 - COLTERENZIO

Prezzo di listino €13,50 Prezzo di vendita€15,90risparmi €2,40

Abbinamenti, Perfetto come aperitivo di classe, accompagna magnificamente crostacei, astice, pesce alla griglia, sushi e tartare di pesce. Si abbina con grande eleganza anche alla cucina asiatica, ai piatti speziati, al foie gras, ai formaggi erborinati e ai formaggi aromatici di media stagionatura. La sua ricchezza aromatica e il perfetto equilibrio tra morbidezza e freschezza lo rendono un compagno ideale anche per una cucina contemporanea ricca di profumi e spezie.
Alcol, 14%
Annata, 2024
Denominazione, Südtirol - Alto Adige DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 12/14°
Vitigni, Gewurztraminer 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un brillante colore giallo paglierino dai riflessi dorati. Il bouquet è ampio e seducente, con intensi profumi di petali di rosa, litchi, albicocca matura e frutto della passione, accompagnati da eleganti note di cannella, vaniglia e spezie dolci. Al palato è pieno e morbido, ma sorprendentemente raffinato, sostenuto da una piacevole freschezza e da una delicata vena minerale che dona equilibrio e precisione. Il finale è lungo, armonioso e persistente, con eleganti ritorni floreali e speziati.

CURIOSITÀ:

Il Südtirol – Alto Adige DOC Gewürztraminer "Perelise" 2024 di Colterenzio è una raffinata interpretazione del vitigno aromatico più iconico dell'Alto Adige. Il nome "Perelise" è un omaggio alla celebre composizione Per Elisa di Beethoven e richiama l'eleganza e l'armonia che caratterizzano questo vino. Prodotto dalla storica Cantina Colterenzio, fondata nel 1960 e oggi punto di riferimento dell'enologia altoatesina grazie ai suoi circa 300 viticoltori associati, nasce da vigneti selezionati situati tra 450 e 550 metri di altitudine sulle colline di Cornaiano e dell'Oltradige. I terreni, ricchi di ghiaia, sabbia, minerali e depositi calcarei, insieme al clima alpino mitigato dalle correnti provenienti dal Lago di Garda, permettono di ottenere un Gewürztraminer intenso ma sempre equilibrato. Dopo una breve macerazione in pressa, le uve vengono pressate delicatamente e il vino fermenta e affina esclusivamente in vasche d'acciaio inox, una scelta che preserva integralmente la purezza aromatica e la freschezza del vitigno.

Colterenzio

Cantina Colterenzio, Kellerei Schreckbichl in tedesco, è una delle realtà cooperative più importanti dell’Alto Adige e nasce nel 1960 a Cornaiano, nel comune di Appiano sulla Strada del Vino, quando 26 viticoltori del piccolo borgo di Colterenzio decidono di unirsi per rendersi indipendenti dai commercianti che all’epoca determinavano prezzi e condizioni di vendita delle uve. Una scelta che racconta bene lo spirito con cui nasce la cantina: non una proprietà familiare tradizionale, ma un progetto collettivo costruito da vignaioli che volevano assumere direttamente il controllo della qualità e del valore del proprio lavoro. La vera trasformazione arriva però nel 1979 con Luis Raifer, viticoltore, presidente e per molti anni direttore della cooperativa, figura fondamentale non soltanto per Colterenzio ma per l’intera evoluzione qualitativa del vino altoatesino. Dopo un viaggio di studio in California, Raifer comprende che l’Alto Adige possiede le condizioni per produrre vini molto più ambiziosi rispetto al modello prevalentemente quantitativo dell’epoca e decide di sperimentare questa visione direttamente nel proprio vigneto Lafóa, una collina particolarmente soleggiata sopra Cornaiano. Qui sostituisce progressivamente parte della Schiava con Cabernet Sauvignon e successivamente Sauvignon Blanc, riduce drasticamente le rese e introduce un principio allora tutt’altro che scontato: meno grappoli per pianta, maggiore concentrazione e selezione più rigorosa delle uve. Lafóa diventa così un vero vigneto pilota e il modello viene progressivamente trasferito agli altri soci della cooperativa, contribuendo a cambiare l’impostazione produttiva della cantina. Oggi Colterenzio riunisce circa 300 viticoltori e controlla complessivamente circa 300 ettari di vigneto distribuiti tra 230 e 650 metri di altitudine, dalle zone di Appiano, Cornaiano e Caldaro fino a Bolzano, Terlano, Ora, Magrè, Cortina e Salorno. È proprio questa enorme varietà di altitudini, esposizioni e terreni a costituire uno dei maggiori patrimoni della cooperativa: depositi morenici, ghiaie, porfido, calcari, argille e terreni sabbiosi cambiano rapidamente anche a pochi chilometri di distanza e permettono di individuare per ciascuna varietà le condizioni più adatte. La barriera delle Alpi protegge il territorio dalle correnti fredde settentrionali, mentre l’influenza mediterranea proveniente da sud e le escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono maturazioni complete mantenendo acidità e precisione aromatica. Vengono coltivate 14 varietà e la produzione è oggi composta per circa il 65% da vini bianchi e per il 35% da rossi. Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Gewürztraminer, Riesling, Müller-Thurgau e Moscato Giallo rappresentano il volto bianco della cantina, mentre Pinot Nero, Lagrein, Schiava, Cabernet e Merlot raccontano quello rosso. Tutte le uve vengono vendemmiate manualmente e la struttura cooperativa permette alla cantina di selezionare parcelle specifiche e creare differenti livelli qualitativi secondo altitudine, esposizione, età delle vigne e resa. La gamma Classici costituisce l’interpretazione più immediata delle varietà altoatesine e utilizza vigneti distribuiti tra 230 e 650 metri, con affinamenti prevalentemente in acciaio e cemento destinati a preservare frutto e freschezza. Le Selezioni provengono invece da vigneti scelti e rese inferiori e introducono, secondo la varietà, affinamenti più articolati tra acciaio e legno. Ma è Lafóa a rappresentare ancora oggi il cuore storico e qualitativo del progetto: ciò che negli anni Ottanta era il vigneto sperimentale di Luis Raifer è diventato una filosofia produttiva e una delle linee più prestigiose della cantina. Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Pinot Nero e Cabernet Sauvignon vengono selezionati da vigneti particolarmente vocati e lavorati per ottenere maggiore struttura, profondità e capacità di evoluzione. Da questa stessa ricerca è nato Gran Lafóa, ulteriore selezione dedicata alle parcelle considerate eccezionali, con il Sauvignon Riserva come una delle espressioni più ambiziose del progetto. Al vertice della produzione si trova inoltre LR, le iniziali di Luis Raifer, cuvée bianca creata come omaggio all’uomo che ha cambiato la storia della cantina. Chardonnay, Pinot Bianco e Sauvignon provenienti da vigneti selezionati tra circa 400 e 550 metri vengono vinificati e affinati sui lieviti e in legno, con un lungo percorso prima della commercializzazione: non un semplice bianco varietale, ma una sintesi della visione qualitativa introdotta da Raifer più di quarant’anni fa. Colterenzio rappresenta quindi molto bene ciò che una cooperativa può diventare quando il numero dei soci non viene utilizzato per aumentare semplicemente i volumi, ma per disporre di un patrimonio straordinariamente diversificato di vigneti. Dietro ogni bottiglia non esiste una sola famiglia, ma circa 300 famiglie che coltivano altrettanti ettari lungo una vasta fascia dell’Alto Adige, permettendo alla cantina di scegliere il luogo più adatto per ciascun vitigno. Dal gruppo dei 26 vignaioli “ribelli” del 1960 alla rivoluzione qualitativa di Luis Raifer, dal vigneto sperimentale Lafóa fino alle selezioni LR e Gran Lafóa, la storia di Colterenzio è soprattutto quella di un passaggio dalla quantità alla precisione. Oggi la cantina continua a lavorare su questo principio, combinando vendemmia manuale, selezione delle parcelle, basse rese per le linee superiori e vinificazioni differenziate per conservare l’identità di territori profondamente diversi tra loro. È proprio questa capacità di trasformare la complessità dell’Alto Adige in una gamma coerente, mantenendo contemporaneamente vini accessibili e selezioni di grande ambizione, a fare di Colterenzio una delle cooperative che meglio raccontano l’evoluzione moderna della viticoltura altoatesina.