LA FELCE

LIGURIA DI LEVANTE BIANCO IGT "IN ORIGINE" 2024 - LA FELCE

Prezzo di listino €21,90 Prezzo di vendita€25,00risparmi €3,10

Abbinamenti, La struttura e la componente tannica di In Origine 2024 permettono di utilizzarlo a tavola con una libertà decisamente superiore rispetto a quella di molti bianchi tradizionali. È magnifico con pesci saporiti, zuppe di mare, crostacei e molluschi, dove la marcata sapidità del vino crea una naturale continuità con il piatto, ma regge senza difficoltà anche preparazioni più ricche. Coniglio alla ligure, carni bianche, verdure al forno e formaggi di media stagionatura sono abbinamenti particolarmente riusciti. Restando sul territorio, è molto interessante con trofie al pesto e pansotti con salsa di noci: la freschezza alleggerisce la componente grassa delle salse, mentre la struttura acquisita attraverso la macerazione permette al vino di non scomparire davanti all’intensità aromatica del piatto. Può accompagnare bene anche cucina speziata e preparazioni vegetali complesse.
Alcol, 13,5%
Annata, 2024
Denominazione, Liguria di Levante IGT
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Liguria (Italia)
Temperatura di servizio, 10-12°
Vitigni, Malvasia, Trebbiano, Vermentino

NOTE SENSORIALI:

In Origine 2024 è il bianco macerato con cui La Felce racconta il volto più antico e contadino della Liguria di Levante, mettendo insieme varietà diverse provenienti da vecchie vigne e lasciando che il contatto con le bucce ne amplifichi struttura e personalità. Nel calice si presenta con un giallo dorato intenso e luminoso, decisamente più profondo rispetto a un bianco vinificato in maniera convenzionale. Il naso si apre su pesca matura, albicocca e frutta gialla, per poi allargarsi verso scorza di agrumi, camomilla, fiori secchi, erbe mediterranee e delicate sensazioni mielate. Con l’ossigenazione emerge sempre più chiaramente una componente marina e salmastra, perfettamente coerente con un territorio sospeso tra le colline e il Mediterraneo. In bocca è pieno e materico, ma conserva una freschezza incisiva che impedisce al sorso di diventare pesante. La macerazione lascia una sottile trama tannica, appena percettibile ma fondamentale per aumentarne profondità e carattere gastronomico, mentre la sapidità diventa progressivamente protagonista. Il finale è lungo, asciutto e salino, con richiami di agrumi, erbe aromatiche e una piacevole sfumatura di mandorla amara. Un bianco macerato di grande personalità, capace di essere intenso senza perdere quella freschezza mediterranea che rappresenta uno dei tratti più riconoscibili dei vini di Andrea Marcesini.

CURIOSITÀ:

In Origine 2024 nasce da un assemblaggio di Vermentino, Trebbiano e Malvasia provenienti da appena un ettaro di vecchie vigne di circa 60 anni, coltivate da La Felce sui terreni di arenaria sedimentaria della zona di Ortonovo, nell’estremo Levante ligure. Le piante sono allevate parte a Guyot e parte secondo la tradizionale pergola, con una densità di circa 4.500 ceppi per ettaro e rese estremamente contenute, nell’ordine dei 24 ettolitri per ettaro. La vendemmia è manuale e le differenti varietà vengono lavorate insieme, recuperando l’idea dei vecchi vigneti promiscui nei quali il vino nasceva prima di tutto dal luogo e non dalla separazione esasperata dei singoli vitigni. Dopo la pigiadiraspatura, il mosto rimane a contatto con le bucce per circa 10-15 giorni e la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni all’interno di piccole vasche di acciaio da 10 ettolitri. Non viene utilizzato legno: il vino prosegue il proprio affinamento negli stessi contenitori per circa 6 mesi, mantenendo così in primo piano frutto, erbe, sapidità e la particolare trama ottenuta dalla macerazione. La solforosa totale rimane molto contenuta, intorno ai 40 mg/l, e la produzione raggiunge appena 1.000 bottiglie. Dietro La Felce c’è Andrea Marcesini, che nel 1998 ha raccolto l’eredità agricola iniziata dal nonno Renato nel primo dopoguerra, mantenendo l’azienda legata non soltanto alla vite ma anche a olivi, ortaggi e frutta. In Origine sintetizza perfettamente questa filosofia: un vino volutamente poco tecnologico, nato da vecchie vigne e da pratiche semplici per recuperare il sapore dei bianchi macerati che appartenevano alla tradizione rurale della zona.

La Felce

La Felce è la piccola azienda agricola di Andrea Marcesini, situata nell’estremo Levante ligure, nell’area di Luni al confine con la Toscana, un territorio nel quale le colline scendono rapidamente verso il mare e il Vermentino trova una delle proprie espressioni più caratteristiche. Le origini del progetto risalgono al secondo dopoguerra, quando il nonno Renato Marcesini conduceva una classica azienda contadina policolturale nella quale vigneti, ortaggi, frutta e allevamento convivevano all’interno della stessa economia familiare. Negli anni Settanta Renato costruisce una piccola cantina nella propria abitazione e comincia a produrre vino in damigiana destinato alla vendita locale; Andrea cresce quindi con il ricordo di quei vini quotidiani e proprio la volontà di recuperarne autenticità e immediatezza diventerà molti anni dopo il punto di partenza della sua filosofia. Dopo gli studi agrari, nel 1998 prende definitivamente in mano l’attività del nonno e nasce La Felce, mentre i primi imbottigliamenti segnano il passaggio dalla produzione prevalentemente sfusa a un progetto vitivinicolo con una propria identità. Oggi Andrea è affiancato dal figlio Francesco e lavora circa 6 ettari di vigneto, inseriti in una proprietà nella quale continuano a trovare spazio olivi, orti e zafferano: una dimensione agricola volutamente conservata, perché La Felce non nasce come semplice cantina ma come prosecuzione della cultura contadina della famiglia. I vigneti sono distribuiti tra Luni e Castelnuovo Magra, nel territorio dei Colli di Luni, e comprendono numerose parcelle, alcune caratterizzate da piante che superano i cinquant’anni. I suoli cambiano sensibilmente secondo la posizione: nei vigneti collinari destinati soprattutto al Vermentino prevalgono formazioni sedimentarie e arenarie, mentre nelle zone più pianeggianti compaiono terreni sabbiosi e ciottolosi. Il Vermentino rappresenta naturalmente il vitigno principale, affiancato da Trebbiano, Malvasia, Massaretta, Canaiolo, Sangiovese, Alicante e altre varietà che testimoniano la storica mescolanza ampelografica di questa zona di confine tra Liguria e Toscana. Andrea conduce le vigne secondo principi biologici da molti anni e la proprietà risulta certificata biologica dalla vendemmia 2022; niente diserbanti o concimi chimici di sintesi, filari inerbiti e utilizzo estremamente contenuto anche dei prodotti ammessi in agricoltura biologica. È una filosofia nata molto prima della diffusione commerciale del vino naturale e legata soprattutto al desiderio di produrre vini simili a quelli che Andrea ricordava dall’infanzia. La Felce è stata inoltre la prima azienda ligure a entrare nel progetto Triple “A”, con cui nel 2025 ha celebrato dieci anni di collaborazione. La stessa essenzialità continua in cantina, dove Andrea cerca di limitare il più possibile tecnologia, additivi e correzioni. Le fermentazioni avvengono spontaneamente attraverso i lieviti indigeni e acciaio e cemento rappresentano i principali contenitori di vinificazione e affinamento; la solforosa viene utilizzata in quantità molto contenute, principalmente quando necessaria in prossimità dell’imbottigliamento. Alcuni vini vengono semplicemente travasati e stabilizzati naturalmente, mentre sulle etichette più immediate può essere utilizzata una leggera filtrazione. La gamma racconta differenti livelli di questa filosofia. FelceBianco nasce dall’incontro di Malvasia, Trebbiano e Vermentino, raccolti e co-fermentati secondo una logica che richiama i vecchi vini contadini di campo; FelceRosso riunisce invece diverse varietà rosse tradizionalmente presenti nei vigneti familiari. Monte dei Frati porta il Vermentino al centro della scena e rappresenta una lettura più precisa del territorio dei Colli di Luni, mentre In Origine 400 è una delle interpretazioni più personali: Vermentino, Trebbiano e Malvasia di Candia provenienti anche da vecchie vigne vengono macerati sulle bucce per circa dieci-quindici giorni, fermentano spontaneamente e maturano successivamente in acciaio, mostrando quanto la tradizione locale dei bianchi possa assumere profondità e struttura senza ricorrere al legno. Reconteso esplora invece il patrimonio delle uve rosse e Non Sempre rappresenta una delle selezioni prodotte soltanto quando l’annata e la materia prima permettono ad Andrea di ottenere il carattere desiderato. La Felce rappresenta così una Liguria profondamente agricola e distante da qualsiasi costruzione stilistica. Andrea Marcesini non ha cercato di trasformare la piccola azienda del nonno in una cantina tecnologicamente sofisticata, ma ha seguito quasi il percorso opposto: recuperare il vino come alimento quotidiano, conservare vecchie vigne e varietà locali e intervenire il meno possibile perché siano uva, annata e territorio a determinare il risultato. Anche il nome scelto per l’azienda è significativo: la felce cresce spontaneamente nei terreni umidi e acidi della zona ed è una delle piante terrestri più antiche, immagine che Andrea associa idealmente alla resistenza e al radicamento. Accanto alla produzione vinicola ha inoltre sviluppato iniziative di agricoltura sociale legate all’inserimento e al recupero attraverso il lavoro agricolo, ulteriore testimonianza di una concezione della terra che va oltre la semplice produzione commerciale. Oggi Andrea e Francesco continuano quindi un percorso iniziato da Renato nel dopoguerra attraverso appena pochi ettari, fermentazioni spontanee, vecchie vigne e un Vermentino profondamente legato ai Colli di Luni. La Felce è proprio questo: una cantina che ha scelto di diventare contemporanea senza abbandonare la propria origine contadina, trasformando semplicità, biodiversità e minimo intervento in una delle interpretazioni più riconoscibili del vino naturale ligure.