FRANCESCO VERSIO

BARBERA D'ALBA DOC 2023 - FRANCESCO VERSIO

Prezzo di listino €21,90 Prezzo di vendita€24,50risparmi €2,60

Abbinamenti, La combinazione tra ricchezza del frutto e vibrante freschezza rende la Barbera d'Alba 2023 particolarmente versatile a tavola. È perfetta con agnolotti al sugo d'arrosto, tajarin al ragù, risotti ai funghi e paste ripiene, ma possiede sufficiente struttura per accompagnare arrosti di vitello, carni rosse alla griglia, salsiccia e preparazioni a base di maiale. Molto interessante l'abbinamento con funghi porcini, dove le sfumature di sottobosco del vino trovano una naturale continuità aromatica, così come con salumi piemontesi e formaggi di media o lunga stagionatura.
Alcol, 15%
Annata, 2023
Denominazione, Barbera d'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTE SENSORIALI:

La Barbera d'Alba 2023 di Francesco Versio nasce da un progetto giovanissimo e da una parcella minuscola, ma mostra già con grande chiarezza lo stile di un vignaiolo che cerca precisione, energia e trasparenza più che semplice concentrazione. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso e luminoso. Il naso parte da ciliegia matura, amarena e piccoli frutti di bosco, per aprirsi gradualmente verso fiori secchi, erbe aromatiche, spezie e leggere sensazioni di sottobosco. Con l'ossigenazione emergono sfumature più scure e minerali, quasi di grafite, particolarmente interessanti per una Barbera. In bocca è ricca e generosa, ma la naturale acidità del vitigno mantiene il sorso teso e dinamico: il frutto è succoso, la struttura importante e il tannino, pur non essendo protagonista, aggiunge una piacevole presa gustativa. Il passaggio in legno contribuisce soprattutto alla profondità e alla tessitura senza trasformare il vino in una Barbera morbida o costruita. Il finale è fresco, pulito e persistente, con ritorni di amarena, spezie e una sottile sensazione minerale. Una Barbera giovane per età delle viti, ma già sorprendentemente completa, capace di combinare intensità e grande bevibilità.

CURIOSITÀ:

La Barbera d'Alba 2023 è prodotta da 100% Barbera proveniente da una piccolissima parcella di circa 0,38 ettari situata tra La Morra e Verduno, a circa 420 metri di altitudine. Il vigneto è stato piantato soltanto nel 2019 e la 2023 rappresenta appena la seconda vendemmia prodotta da questa parcella, dettaglio che rende l'etichetta particolarmente interessante all'interno del percorso di Francesco Versio. Il terreno presenta una componente argilloso-calcarea e una caratteristica presenza di ferro, elemento che contribuisce alla particolare tensione e alla sensazione minerale del vino. In cantina Versio mantiene l'impostazione artigianale che caratterizza tutta la propria produzione: la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e la macerazione sulle bucce si prolunga per circa 20 giorni. Per questa Barbera viene utilizzato anche un tino verticale di legno per la fermentazione, mentre l'affinamento prosegue successivamente in botte; per la 2023 è documentato un passaggio di circa 6 mesi in legno. Francesco Versio ha fondato il proprio progetto nel 2013 dopo la formazione alla Scuola Enologica di Alba e importanti esperienze professionali, tra cui quella accanto a Dante Scaglione, storico enologo di Bruno Giacosa. La sua produzione rimane volutamente piccola e fortemente artigianale: questa Barbera ne è forse uno degli esempi più curiosi, perché nasce da viti ancora molto giovani ma viene trattata con la stessa attenzione riservata ai vini più importanti della cantina.

Francesco Versio

Francesco Versio è una delle piccole realtà più interessanti di Neive, nel cuore della denominazione Barbaresco, nata nel 2012 quando Francesco decide di iniziare a vinificare personalmente le uve provenienti dai vigneti del nonno, fino ad allora cedute ad altri produttori. Il progetto parte da appena due minuscole parcelle di vecchie vigne nelle MGA San Cristoforo e Currà, entrambe esposte a sud-ovest e affacciate verso il paese di Barbaresco: San Cristoforo comprende una vigna piantata nel 1969 su terreni maggiormente calcarei, mentre Currà presenta una componente più sabbiosa e vigne ancora più vecchie, due condizioni differenti che Francesco impara fin dall’inizio a leggere e utilizzare per costruire il proprio Barbaresco.  La sua formazione è uno degli elementi fondamentali per comprenderne lo stile. Dopo la Scuola Enologica di Alba, conclusa nel 2005, Francesco si laurea in Viticoltura ed Enologia all’Università di Torino nel 2009; dopo una prima esperienza presso Terre del Barolo entra nella cantina di Bruno Giacosa, inizialmente come cantiniere e successivamente come enologo, lavorando a fianco di Dante Scaglione. È un passaggio determinante: qui approfondisce una concezione estremamente classica dei grandi vini di Langa, fondata sulla precisione, sulle lunghe macerazioni, sull’utilizzo misurato del legno e soprattutto sulla capacità di riconoscere le differenze tra vigneti. Dal 2017 Francesco affianca inoltre al proprio progetto personale il ruolo di responsabile della vinificazione presso Figli Luigi Oddero, esperienza che gli permette di confrontarsi ulteriormente con numerosi terroir delle Langhe. La prima vera produzione di Barbaresco arriva con la vendemmia 2013: appena 20 ettolitri, equivalenti a circa 2.600 bottiglie, vinificati nella cantina ricavata sotto la casa dei genitori. I primi investimenti raccontano bene la filosofia del progetto: una vasca in acciaio termoregolata e soprattutto una grande botte Stockinger, perché fin dall’inizio Francesco sceglie una strada tradizionale e lontana dalla ricerca di concentrazione attraverso il piccolo legno. Le fermentazioni sono spontanee, le macerazioni sulle bucce possono essere prolungate quando l’annata lo consente e l’affinamento avviene principalmente in grandi botti di rovere, lasciando al Nebbiolo e al vigneto il ruolo principale. Nel 2014 Currà viene reimpiantato utilizzando differenti biotipi di Nebbiolo – Lampia, Michet e Picotener – mentre negli anni successivi il patrimonio si amplia progressivamente oltre le due parcelle originarie. Oggi la proprietà rimane volutamente minuscola ma comprende nuovi appezzamenti e lavora su alcune delle zone più interessanti di Neive, tra cui San Cristoforo, Currà, Albesani e Starderi, alle quali si sono aggiunti vigneti destinati al Dolcetto nell’area del Dogliani. La superficie viene indicata dalle fonti più recenti tra poco più di 3 e circa 4,75 ettari, con una produzione che rimane comunque artigianale e molto contenuta. Accanto al Barbaresco, vero centro del progetto, Francesco produce Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba, Dogliani da Dolcetto e piccole quantità di Freisa e rosato, costruendo una gamma che permette di osservare differenti varietà piemontesi attraverso la stessa impostazione essenziale. Il Barbaresco rimane però la bottiglia che meglio sintetizza il suo percorso: Nebbiolo proveniente dalle colline di Neive, fermentazioni spontanee, macerazioni tradizionali e affinamenti in botte grande, senza cercare di coprire con la tecnica le differenze tra le parcelle. San Cristoforo, maggiormente calcareo, tende a contribuire freschezza, tensione e profumo, mentre Currà, più sabbioso, porta una componente generalmente più morbida e avvolgente; è proprio dall’incontro di queste identità che nasce il nucleo storico del vino di Francesco. Francesco Versio rappresenta così perfettamente una nuova generazione di vignaioli delle Langhe che non ha bisogno di rompere con la tradizione per costruire qualcosa di personale. Il progetto nasce da due vecchie vigne del nonno, da poche migliaia di bottiglie prodotte nel seminterrato della casa familiare e da una formazione maturata accanto a Bruno Giacosa e Dante Scaglione; negli anni è cresciuto senza perdere quella dimensione artigianale iniziale. Fermentazioni spontanee, macerazioni prolungate e grandi botti non vengono utilizzate come dichiarazione stilistica, ma come strumenti per rendere leggibili Nebbiolo, Dolcetto, Barbera e soprattutto i differenti terroir di Neive. È proprio questa combinazione tra preparazione tecnica, esperienza maturata accanto ad alcuni dei grandi interpreti delle Langhe e un patrimonio viticolo minuscolo ma di grande qualità a definire Francesco Versio: una cantina giovane nella propria storia produttiva, profondamente classica nel modo di intendere il vino e costruita intorno alla convinzione che siano vigneto, annata e tempo a dover lasciare l’impronta più evidente nel bicchiere.