FAMILLE HOPPENOT

BEAUJOLAIS BLANC CHARDONNAY 2024 - FAMILLE HOPPENOT

Prezzo di listino €24,50 Prezzo di vendita€27,00risparmi €2,50

Abbinamenti, La freschezza e la componente sapida del Beaujolais Blanc Chardonnay 2024 lo rendono particolarmente versatile a tavola, soprattutto con preparazioni nelle quali delicatezza e intensità aromatica devono trovare un equilibrio. È eccellente con ostriche, crostacei, tartare di pesce, carpacci e pesci alla griglia, mentre la sua acidità permette di accompagnare magnificamente anche fritture leggere e piatti a base di frutti di mare. Molto interessante con risotti alle verdure, pasta con gamberi e zucchine, asparagi e preparazioni a base di erbe aromatiche. La struttura dello Chardonnay consente inoltre di spingersi verso carni bianche, pollo arrosto, faraona e piatti accompagnati da salse delicate, soprattutto quando è presente una componente cremosa che viene bilanciata dalla freschezza del vino. Per un abbinamento più territoriale, è particolarmente riuscito con formaggi caprini freschi e preparazioni della cucina borgognona, come il pollo alla panna e funghi.
Alcol, 12%
Annata, 2024
Denominazione, Beaujolais Blanc ABBP
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Beaujolais (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Beaujolais Blanc Chardonnay 2024 di Famille Hoppenot è un bianco raffinato e territoriale, capace di raccontare un volto ancora poco conosciuto del Beaujolais, quello dello Chardonnay coltivato sulle colline settentrionali della regione, a pochi chilometri dal Mâconnais. Grégoire Hoppenot interpreta questo vitigno privilegiando freschezza, precisione ed eleganza, dando vita a un vino che richiama per finezza i bianchi della vicina Borgogna, ma conserva una personalità tutta propria. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da delicati riflessi verdolini. Il profilo aromatico è nitido e progressivo: limone, pompelmo, mela verde e pera fresca si intrecciano a fiori bianchi, biancospino e leggere sfumature di pesca. Con l'ossigenazione emergono sensazioni più minerali, richiami di pietra bagnata e una sottile componente erbacea che aggiunge complessità senza compromettere la purezza del frutto. In bocca è teso, fresco e dinamico, con una struttura misurata e una bella concentrazione aromatica. L'acidità attraversa il sorso con precisione, mentre una marcata componente sapida accompagna il vino verso un finale lungo, asciutto e agrumato. L'annata 2024 esprime uno stile particolarmente verticale, nel quale la freschezza prevale sulla morbidezza e la mineralità diventa uno degli elementi più riconoscibili. Uno Chardonnay elegante e gastronomico, capace di conquistare soprattutto per equilibrio, naturalezza e grande facilità di beva.

CURIOSITÁ:

Il Beaujolais Blanc 2024 nasce da 100% Chardonnay coltivato nella parte settentrionale del Beaujolais, immediatamente a sud del Mâconnais, dove i terreni presentano caratteristiche geologiche differenti rispetto alle zone granitiche che hanno reso celebre la regione per il Gamay. Qui dominano infatti argille e calcari, una combinazione particolarmente favorevole alla produzione di Chardonnay dalla spiccata freschezza e dalla buona profondità minerale. Il vino porta la firma di Grégoire Hoppenot, vignaiolo che, dopo una significativa esperienza presso la storica maison Trenel, ha avviato nel 2018 il proprio progetto a Fleurie, affermandosi rapidamente tra gli interpreti più interessanti della nuova generazione del Beaujolais. Accanto ai rossi prodotti nei vigneti aziendali, Grégoire ha sviluppato una piccola attività di négoce sotto il nome Famille Hoppenot, selezionando uve provenienti da viticoltori con i quali condivide una particolare attenzione alla qualità e all'identità territoriale. Il Beaujolais Blanc appartiene proprio a questa seconda linea produttiva. Solitamente le uve provengono da un unico viticoltore, ma la vendemmia 2024, caratterizzata da rese particolarmente contenute, ha richiesto la collaborazione di altri due conferitori per raggiungere la quantità necessaria. È un dettaglio interessante perché racconta sia le difficoltà dell'annata sia la volontà di Grégoire di mantenere continuità nella produzione senza rinunciare alla selezione delle uve. Il vino viene interpretato con uno stile essenziale, privo di una marcata impronta del legno, per lasciare emergere soprattutto il carattere dello Chardonnay e dei terreni calcarei. Con una gradazione di circa 12% vol., la 2024 si distingue per equilibrio e tensione, offrendo un'interessante alternativa ai più conosciuti Chardonnay del Mâconnais e dimostrando quanto il Beaujolais possa essere affascinante anche nella produzione di vini bianchi.

Famille Hoppenot

Famille Hoppenot è una realtà vitivinicola del Beaujolais legata alla figura di Grégoire Hoppenot, uno dei protagonisti più interessanti della nuova generazione di vignaioli francesi, capace di costruire in pochi anni un domaine riconosciuto per la precisione e l'eleganza delle proprie interpretazioni del Gamay. La storia dell'azienda comincia nel 2018, quando Grégoire decide di abbandonare il mondo del commercio vinicolo per dedicarsi direttamente alla coltivazione della vite e alla produzione dei propri vini. Prima di questa scelta aveva maturato una lunga esperienza nel settore, lavorando anche come direttore della Maison Trénel, realtà storica del Beaujolais legata al gruppo Chapoutier. Questo percorso gli aveva permesso di conoscere approfonditamente i vigneti della regione, individuandone i terroir più interessanti e sviluppando una convinzione destinata a diventare il principio fondamentale del suo progetto: l'origine delle uve è il primo elemento che determina la grandezza di un vino. Quando si presenta l'opportunità di prendere in gestione alcune parcelle particolarmente vocate di Fleurie, Grégoire decide quindi di trasformare questa conoscenza in un'attività personale, dando vita al Domaine Hoppenot. Il debutto avviene con la vendemmia 2018 e il riconoscimento arriva rapidamente: nel 2021 la prestigiosa Revue du Vin de France lo nomina Découverte de l'Année, consacrandolo come uno dei talenti emergenti del Beaujolais. Il patrimonio viticolo comprende circa 9,5 ettari distribuiti principalmente tra Fleurie e Morgon, due delle denominazioni più prestigiose della regione, con parcelle situate in alcuni dei lieux-dits più interessanti, tra cui Les Moriers, Les Garants, Poncié, La Roilette, Les Roches e Corcelette. Il Gamay rappresenta il protagonista assoluto della produzione e viene interpretato attraverso una lettura estremamente precisa delle differenti origini. Fleurie costituisce il cuore del progetto ed è caratterizzato da un mosaico di terreni prevalentemente granitici, spesso alterati in sabbie grossolane, che favoriscono vini particolarmente eleganti, floreali e raffinati. Le differenze tra le singole parcelle sono tuttavia considerevoli: esposizione, altitudine, profondità del terreno e grado di alterazione del granito modificano sensibilmente il comportamento della vite e la struttura dei vini. Les Moriers, ad esempio, è considerato uno dei terroir più prestigiosi di Fleurie e può dare origine a Gamay particolarmente profondi e longevi, mentre Poncié è spesso associato a espressioni più delicate, profumate e caratterizzate da una notevole finezza tannica. Morgon introduce invece una dimensione differente, generalmente più strutturata e minerale, nella quale il Gamay può sviluppare una profondità e una capacità evolutiva che lo avvicinano per certi aspetti ai grandi Pinot Noir della Borgogna. In vigneto Grégoire segue i principi dell'agricoltura biologica, privilegiando la vitalità dei terreni, la biodiversità e il rispetto degli equilibri naturali. Le lavorazioni vengono adattate alle caratteristiche delle singole parcelle e la gestione della vegetazione è orientata a favorire una maturazione equilibrata, evitando concentrazioni eccessive e preservando la freschezza naturale del Gamay. La vendemmia viene effettuata manualmente e la selezione delle uve assume un ruolo fondamentale, perché la filosofia del domaine parte dalla convinzione che la qualità debba essere costruita principalmente in vigna. In cantina l'approccio è altrettanto rispettoso della materia prima e privilegia fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, utilizzo contenuto della solforosa e vinificazioni capaci di conservare il carattere delle singole origini. Le macerazioni vengono generalmente condotte con grappoli interi, secondo una tradizione profondamente radicata nel Beaujolais, ma senza ricercare sistematicamente lo stile immediato e fruttato spesso associato alla regione. Grégoire preferisce estrazioni delicate e progressive, con temperature controllate e interventi calibrati in funzione della maturità e della struttura delle uve. L'affinamento avviene principalmente tra cemento, grandi botti e pièces borgognone già utilizzate, evitando che il legno nuovo possa sovrapporsi alla componente aromatica del Gamay. Il risultato è una gamma costruita intorno alla distinzione tra assemblaggi territoriali e interpretazioni parcellari. Fleurie Origines rappresenta una delle espressioni più immediate del domaine e riunisce differenti parcelle della denominazione, offrendo una lettura complessiva del carattere di Fleurie attraverso frutto, freschezza e finezza tannica. Fleurie Indigène approfondisce ulteriormente questa ricerca, mentre le selezioni provenienti dai singoli lieux-dits permettono di osservare come il Gamay cambi sensibilmente secondo la provenienza. Clos de l'Amandier occupa una posizione particolarmente importante: si tratta di un piccolo clos in monopole situato all'estremità sud-orientale del climat Poncié, dove Grégoire lavora il Gamay attraverso macerazioni di circa dodici-quindici giorni con grappoli interi, fermentazioni indigene e un affinamento di circa otto mesi prevalentemente in grandi contenitori di legno, con una piccola percentuale di pièces borgognone usate. È una delle interpretazioni più rappresentative della sua filosofia, nella quale struttura ed eleganza convivono senza che la vinificazione prevalga sull'identità del vigneto. Le altre selezioni di Fleurie, tra cui Les Moriers e Les Garants, consentono di approfondire ulteriormente le differenze tra i grandi terroir granitici della denominazione, mentre Morgon Corcelette mostra un volto generalmente più profondo e strutturato del Gamay. La produzione rimane artigianale e la scelta di mantenere separate le diverse origini permette a Grégoire di costruire vini nei quali la personalità del singolo vigneto emerge con particolare chiarezza. Famille Hoppenot rappresenta quindi perfettamente il cambiamento che sta interessando il Beaujolais contemporaneo: una regione per lungo tempo identificata soprattutto con vini semplici e di pronta beva viene oggi valorizzata attraverso una nuova generazione di vignaioli che considera il Gamay un vitigno capace di esprimere grandi terroir e di affrontare lunghi affinamenti. Grégoire Hoppenot appartiene pienamente a questo movimento, ma possiede una caratteristica particolare: prima di diventare produttore ha trascorso anni a conoscere e commercializzare i vini della propria regione, sviluppando una sensibilità territoriale che ha successivamente trasferito nel lavoro agricolo. Il suo progetto nasce quindi da una scelta consapevole, non dalla semplice eredità di una proprietà familiare. Dai primi vini della vendemmia 2018 al riconoscimento ottenuto nel 2021, il domaine ha costruito rapidamente una reputazione fondata su precisione, eleganza e fedeltà alle origini. Fleurie e Morgon, granito e differenti esposizioni, fermentazioni spontanee, grappoli interi e affinamenti misurati costituiscono gli strumenti attraverso cui Grégoire interpreta il Gamay, lasciando che siano soprattutto i vigneti a determinare il carattere finale delle bottiglie. È proprio questa capacità di trasformare una conoscenza profonda del territorio in vini territoriali, raffinati e riconoscibili a rendere Famille Hoppenot una delle realtà più interessanti del nuovo Beaujolais.