CASCINA PENNA-CURRADO

LANGHE NEBBIOLO DOC "BRICCO LAGO®" 2025 - CASCINA PENNA-CURRADO

Prezzo di listino €24,50 Prezzo di vendita€27,00risparmi €2,50

Abbinamenti, L’eleganza tannica e la freschezza del Bricco Lago 2025 ne fanno un Nebbiolo estremamente versatile a tavola. È perfetto con battuta di Fassona, vitello tonnato, tajarin al ragù e agnolotti del plin, ma possiede sufficiente struttura per accompagnare coniglio arrosto, faraona, anatra e carni rosse non eccessivamente elaborate. La componente floreale e il carattere del frutto si sposano molto bene con funghi porcini e preparazioni a base di tartufo, mentre il tannino fine permette di abbinarlo anche a tome piemontesi e formaggi di media stagionatura.
Alcol, 13,5%
Annata, 2025
Denominazione, Langhe Nebbiolo DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Bricco Lago 2025 è il Langhe Nebbiolo con cui Cascina Penna-Currado interpreta il lato più fresco e immediato del vitigno, senza rinunciare alla precisione e alla profondità che caratterizzano il lavoro di Luca Currado ed Elena Penna. Nasce a Monforte d’Alba, in località San Sebastiano, da vigne giovani rispetto alle parcelle destinate alle selezioni più importanti della cantina, ma inserite in un contesto di grande vocazione. Nel calice mostra un rosso granato intenso e luminoso. Il naso è nitido e raffinato, inizialmente giocato sulla fragranza del frutto: lampone, ciliegia e fragolina di bosco si intrecciano progressivamente a rosa e violetta, con leggere sfumature agrumate che aumentano la sensazione di freschezza. Al palato è elegante e dinamico, con un frutto rosso croccante sostenuto da una bella tensione e da un tannino morbido, fine e avvolgente. La struttura rimane misurata e il sorso non ricerca mai la potenza, privilegiando equilibrio, precisione e facilità di beva. Il finale è armonioso e persistente, con il ritorno del frutto rosso, una sottile nota agrumata e quella freschezza che costituisce uno degli elementi centrali dello stile della cantina.

CURIOSITÁ:

Il Bricco Lago 2025 è prodotto da 100% Nebbiolo proveniente dai vigneti di Cascina Penna-Currado situati in località San Sebastiano, nel comune di Monforte d’Alba. Per questa etichetta vengono utilizzate le vigne più giovani della proprietà, con piante che raggiungono un’età massima di circa 25 anni, mentre le parcelle più vecchie della stessa zona, che arrivano fino a 65 anni, sono destinate al Nebbiolo d’Alba Superiore San Sebastiano. La vinificazione è impostata per preservare la purezza del frutto: la fermentazione avviene spontaneamente grazie ai lieviti indigeni in acciaio e si protrae per circa 15 giorni, seguita da alcuni giorni supplementari di contatto con le bucce; successivamente il vino matura per circa 9 mesi in legno prima dell’imbottigliamento. Bricco Lago è particolarmente interessante anche per comprendere la storia di Cascina Penna-Currado, il nuovo progetto familiare di Luca Currado ed Elena Penna dopo oltre trent’anni trascorsi alla guida di Vietti. La famiglia ha scelto di ripartire con una realtà volutamente più raccolta e personale, coinvolgendo anche i figli Michele e Giulia e selezionando vigneti capaci di esprimere freschezza, biodiversità e identità territoriale. La cantina si trova sul crinale di Serralunga d’Alba, mentre Bricco Lago guarda a Monforte e rappresenta perfettamente la filosofia dichiarata dalla famiglia: vini di Langa contemporanei e riconoscibili, nei quali il territorio rimane protagonista senza bisogno di ricercare concentrazioni esasperate.

Cascina Penna Currado

Cascina Penna-Currado è una delle realtà più interessanti della nuova generazione delle Langhe, un progetto nato dall’esperienza di Luca Currado e della moglie Elena Penna, due figure profondamente legate alla storia recente del grande vino piemontese. Luca rappresenta la quinta generazione della famiglia Vietti, una delle dinastie più importanti di Castiglione Falletto, e per oltre trent’anni ha contribuito a costruire l’identità enologica e il prestigio internazionale della storica cantina, diventando uno degli interpreti più autorevoli del Barolo contemporaneo. Elena Penna ha condiviso questo percorso occupandosi soprattutto dello sviluppo commerciale, delle relazioni internazionali e della valorizzazione del marchio Vietti. Dopo l’uscita dalla storica azienda familiare nel 2023, i due decidono di intraprendere una nuova avventura, scegliendo di ripartire da una dimensione più personale e artigianale. Nasce così Cascina Penna-Currado, un progetto che non vuole semplicemente riprodurre l’esperienza precedente, ma interpretare le Langhe attraverso una sensibilità maturata in decenni di lavoro, degustazioni e conoscenza dei vigneti. Il nome unisce i cognomi dei due fondatori e sottolinea il carattere profondamente familiare dell’iniziativa, nella quale esperienza enologica, sensibilità commerciale e libertà creativa convivono all’interno di una visione comune. Il cuore della nuova cantina si trova sul crinale di Serralunga d’Alba, all’interno della storica Cascina Lazzarito, un edificio risalente al 1554, un tempo conosciuto anche come Santa Giulia e legato agli antichi possedimenti dei Falletti. La struttura è stata oggetto di un importante restauro conservativo, con l’obiettivo di recuperare la sua originaria vocazione agricola e vinicola, integrando tecnologie contemporanee e soluzioni attente all’efficienza energetica. Il progetto coinvolge anche i figli Giulia e Michele, segnando così l’inizio di un nuovo capitolo familiare. La prima vendemmia è quella del 2023, mentre il debutto ufficiale avviene nel 2024. Il patrimonio viticolo comprende vigneti nelle Langhe, con un nucleo particolarmente significativo nella località San Sebastiano di Monforte d’Alba, una zona caratterizzata da altitudini elevate, esposizioni differenti e importanti escursioni termiche. Qui le brezze fresche e le maturazioni più lente consentono di ottenere uve capaci di conservare fragranza aromatica, acidità e finezza tannica anche nelle annate più calde. La scelta di valorizzare questi vigneti racconta una delle convinzioni fondamentali di Luca: il cambiamento climatico richiede una nuova sensibilità nella selezione dei territori, nella gestione della maturazione e nelle tecniche di vinificazione. La produzione comprende naturalmente Nebbiolo, Barbera e Dolcetto, ma si estende anche al Pelaverga di Verduno e al Timorasso dei Colli Tortonesi, due varietà che testimoniano la volontà di esplorare differenti identità del Piemonte. In cantina l’approccio privilegia fermentazioni tradizionali, macerazioni calibrate e un utilizzo ragionato del grappolo intero, tecnica che Luca conosce e sperimenta fin dagli anni della formazione enologica. Particolarmente interessante è il Dolcetto d’Alba Bricco Lago, per il quale viene recuperata proprio una sperimentazione condotta nel 1988: la fermentazione con una quota importante di grappoli interi, seguita da un breve affinamento in legno, permette di ottenere un Dolcetto più fragrante, speziato e dinamico, valorizzando una varietà spesso ingiustamente considerata secondaria. Il Langhe Nebbiolo Bricco Lago nasce invece dalle vigne di San Sebastiano, con piante di età compresa tra circa 15 e 65 anni, e viene vinificato attraverso macerazione iniziale a freddo, fermentazione delicata e successivo affinamento in legno, ricercando eleganza, profondità e tannini setosi. La Barbera d’Alba Superiore Carrà interpreta la naturale energia della varietà attraverso una maggiore struttura, mentre il Nebbiolo d’Alba Superiore San Sebastiano approfondisce ulteriormente il potenziale delle vigne di Monforte, con macerazioni prolungate e maturazione in botte. Il Verduno Pelaverga Pelà valorizza invece uno dei vitigni più caratteristici e riconoscibili delle Langhe, apprezzato per la sua finezza, la fragranza del frutto e le tipiche sfumature speziate. Un capitolo particolarmente significativo è rappresentato dal Derthona Timorasso E.P., fortemente voluto da Elena Penna, da tempo convinta delle potenzialità di questo antico vitigno dei Colli Tortonesi. Le uve provengono da Berzano di Tortona e vengono lavorate attraverso una particolare fermentazione con infusione delle bucce a cappello sommerso, seguita da un affinamento sulle fecce fini in contenitori ceramici Clyvert. È una tecnica che permette di ricercare struttura e complessità mantenendo freschezza, precisione aromatica e capacità di evoluzione. Accanto ai vini già presentati, il progetto comprende anche la produzione di Barolo, destinati a rappresentare una delle espressioni più ambiziose della nuova cantina e a riportare Luca al confronto diretto con la denominazione che ha segnato gran parte della sua carriera. Anche l’identità visiva riveste un ruolo importante: le etichette nascono dalla collaborazione con l’artista Giuseppe Stampone, conosciuto per le sue opere realizzate con la penna Bic, e trasformano ogni bottiglia in un incontro tra arte contemporanea e cultura del vino. Cascina Penna-Currado rappresenta quindi molto più di una nuova cantina delle Langhe: è la scelta di due protagonisti del vino piemontese di ricominciare, dopo oltre trent’anni di esperienza, con una dimensione più intima e una libertà creativa rinnovata. Luca Currado porta con sé una conoscenza straordinaria del Nebbiolo e dei grandi terroir del Barolo, mentre Elena Penna contribuisce con una visione internazionale e una particolare attenzione alla valorizzazione dei vitigni piemontesi meno celebrati. Insieme ai figli Giulia e Michele hanno trasformato una cascina cinquecentesca di Serralunga d’Alba nel centro di un progetto che guarda contemporaneamente alla tradizione e al futuro. Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Pelaverga e Timorasso diventano così strumenti per raccontare un Piemonte autentico ma in continua evoluzione, attraverso vini che privilegiano energia, freschezza, equilibrio e riconoscibilità territoriale. È proprio questa combinazione tra esperienza, curiosità e desiderio di rimettersi in gioco a definire Cascina Penna-Currado: una nuova storia familiare che nasce da radici antiche e dalla convinzione che anche dopo una carriera straordinaria ci siano ancora territori da esplorare, idee da sviluppare e nuovi grandi vini da immaginare.