Champagne Pierre Legras è una realtà familiare profondamente radicata a Chouilly, uno dei 17 villaggi Grand Cru della Champagne e uno dei territori di riferimento per lo Chardonnay nella Côte des Blancs. La storia della famiglia attraversa undici generazioni e viene fatta risalire a Pierre Legras, nato proprio a Chouilly nel 1662, in un’epoca in cui la Champagne come la conosciamo oggi era ancora lontana dal prendere forma. È a questo antenato che Vincent Legras decide di rendere omaggio quando, nel 2002, dà vita all’attuale maison. Dopo gli studi al Lycée Viticole di Avize e il conseguimento del Diplôme National d’Œnologue, Vincent torna infatti alle vigne di famiglia e inizia a lavorare accanto al padre Philippe, partendo da circa cinque ettari e costruendo progressivamente una propria visione del territorio. Negli anni investe nell’acquisizione di nuove parcelle, nelle strutture di vinificazione e in una pressa propria, completando così il controllo dell’intero processo produttivo. Nel 2011 entra stabilmente nel progetto anche Marcelline, contribuendo soprattutto allo sviluppo commerciale e internazionale. Oggi il domaine supera i dieci ettari e mezzo di vigneto, dei quali circa sette sono costituiti da Chardonnay Grand Cru a Chouilly, mentre le altre parcelle permettono di lavorare anche Pinot Noir e Meunier. È però proprio Chouilly a rappresentare il centro assoluto dell’identità Pierre Legras. Situato all’estremità settentrionale della Côte des Blancs, immediatamente a sud di Épernay, il villaggio possiede un sottosuolo dominato dalla craie, il grande elemento geologico che caratterizza i migliori terroir della zona. Questo gesso, formatosi attraverso l’accumulo di sedimenti marini, possiede una straordinaria capacità di immagazzinare acqua e contemporaneamente garantire drenaggio e aerazione, permettendo alle radici di svilupparsi in profondità e contribuendo alla particolare tensione che caratterizza lo Chardonnay del Grand Cru. Vincent lavora proprio sulla diversità interna a questo patrimonio, considerando le singole parcelle come elementi autonomi e decidendo vendemmia dopo vendemmia quali origini mantenere separate e quali utilizzare negli assemblaggi. Anche la gestione agronomica segue questa ricerca di precisione: inerbimenti, apporti organici, analisi dei terreni e un controllo sempre più mirato degli interventi vengono utilizzati per preservare la vitalità del vigneto, contrastare l’erosione e mantenere l’equilibrio idrico. Questo percorso ha portato nel 2020 alla certificazione Haute Valeur Environnementale, formalizzando un lavoro sulla sostenibilità iniziato molto prima. In cantina la filosofia rimane coerente con quella adottata in vigna: la tecnica deve accompagnare il vino senza sostituirsi al terroir. Acciaio e legno vengono utilizzati in funzione della provenienza e della personalità delle singole basi, con una particolare attenzione alla capacità dello Chardonnay di esprimere contemporaneamente maturità, tensione e impronta calcarea. Il rovere trova spazio soprattutto nelle cuvée più strutturate, ma viene impiegato con misura, privilegiando profondità ed evoluzione rispetto alla ricerca di aromi derivanti dal legno. La gamma è costruita proprio per mostrare differenti interpretazioni dello stesso patrimonio. Orior rappresenta la dimensione dell’assemblaggio e mette in relazione terroir di Chouilly ed Épernay, mentre Coste Beert conduce direttamente nel cuore della Côte des Blancs attraverso uno Chardonnay in purezza proveniente dal Grand Cru di Chouilly, capace di combinare finezza, profondità e carattere gessoso. Monographie approfondisce ulteriormente questa ricerca proponendo lo Chardonnay Grand Cru attraverso differenti livelli di dosage, dal Brut al Brut Nature fino all’Extra Dry: non semplici variazioni stilistiche, ma un modo per osservare come la stessa materia possa cambiare equilibrio ed espressione in funzione della liqueur finale. Idée de Voyage rappresenta invece la dimensione del millesimo e viene prodotta esclusivamente nelle annate ritenute particolarmente significative, sempre a partire dallo Chardonnay di Chouilly. Ogni edizione diventa così una fotografia della vendemmia e del Grand Cru, prodotta necessariamente in quantità limitate e destinata a lunghi affinamenti. È proprio questa concentrazione sullo Chardonnay a rendere Pierre Legras particolarmente riconoscibile: anziché costruire la propria identità attraverso un unico stile di cantina, Vincent utilizza parcelle, assemblaggi, élevage, millesimi e dosaggi differenti per mostrare le molteplici possibilità dello stesso territorio. Champagne Pierre Legras rappresenta quindi l’incontro tra una storia familiare iniziata nel XVII secolo e una maison sorprendentemente giovane nella sua forma attuale. Dal Pierre Legras nato a Chouilly nel 1662 fino a Vincent, undicesima generazione, la famiglia è rimasta legata allo stesso villaggio per oltre tre secoli; la nascita del marchio nel 2002 non costituisce l’inizio di questa storia, ma il momento in cui quel patrimonio viene trasformato in un progetto autonomo e riconoscibile. Da circa cinque ettari iniziali il domaine è cresciuto fino a superare i dieci, mantenendo Chouilly e i suoi sette ettari di Chardonnay Grand Cru come centro della produzione. Orior, Coste Beert, Monographie e Idée de Voyage diventano così differenti modi di leggere la stessa matrice: la craie della Côte des Blancs. Sostenibilità, lavoro parcellare, utilizzo misurato del legno e lunghi affinamenti non sono quindi fini a se stessi, ma strumenti attraverso i quali Vincent e Marcelline cercano di lasciare emergere ciò che definisce realmente Champagne Pierre Legras: lo Chardonnay e la profondissima relazione della famiglia con il Grand Cru di Chouilly.
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