TENUTA GUADO AL TASSO-ANTINORI

BOLGHERI ROSATO DOC "SCALABRONE" 2025 - TENUTA GUADO AL TASSO, ANTINORI

Prezzo di listino €13,90 Prezzo di vendita€15,00risparmi €1,10

Abbinamenti, A tutto pasto, si esalta con antipasti vegetariani e con vellutate di ogni tipo. Perfetto con una insalata di farro.
Alcol, 12,5%
Annata, 2025
Denominazione, Bolgheri DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Cabernet Sauvignon 40%, Merlot 30%, Syrah 30%

NOTE SENSORIALI:

Rosa peonia leggermente scarico, al naso è intenso e ricco, con note floreali e un fruttato dolce che ricorda la ciliegia ed il lampone. Al palato è fresco ed equilibrato, con un retrogusto fruttato e persistente.

CURIOSITÁ:

Il rosato nasce nel vigneto conosciuto come "Scalabrone”, dal nome del bandito vissuto in questa zona nei primi del 1800, un Robin Hood nostrano che attaccava le navi nell'antico portocanale di Bolgheri. Un rosato a base di cabernet sauvignon, merlot e syrah che spicca per armonia e per profondità, tra i migliori esempi della tipologia della zona.

Tenuta Guado Al Tasso Antinori

Tenuta Guado al Tasso è una delle proprietà più importanti della famiglia Antinori e uno dei nomi che hanno contribuito all’affermazione internazionale di Bolgheri. La tenuta si trova sulla costa dell’Alta Maremma, all’interno di uno scenario naturale unico: il celebre Anfiteatro Bolgherese, una grande pianura rivolta verso il Mar Tirreno e protetta alle spalle dalle colline, capace di creare un microclima particolarmente favorevole alla viticoltura. La storia di queste terre è molto più antica della moderna denominazione bolgherese. Per secoli la proprietà appartenne alla nobile famiglia Della Gherardesca, una delle casate storiche della Toscana. Già nel Seicento esistono testimonianze dell’attività vitivinicola della famiglia, ma una figura particolarmente importante fu Guido Alberto della Gherardesca, vissuto tra il 1780 e il 1854, grande appassionato di agricoltura che contribuì allo sviluppo delle proprietà familiari in Maremma. Nel Novecento il destino della tenuta si intreccia con quello degli Antinori. Negli anni Trenta la proprietà passa a Carlotta della Gherardesca Antinori, madre di Piero Antinori. È un passaggio particolarmente affascinante nella storia di Bolgheri: la sorella di Carlotta, Clarice della Gherardesca, aveva infatti sposato Mario Incisa della Rocchetta, legando un altro ramo della famiglia alla vicina Tenuta San Guido. Le radici di alcune delle più importanti realtà della Bolgheri moderna risultano così sorprendentemente intrecciate. Con la famiglia Antinori, Guado al Tasso entra progressivamente in una nuova fase. L'esperienza di una famiglia impegnata nella produzione vinicola da oltre sei secoli e ventisei generazioni incontra un territorio che, soprattutto nella seconda metà del Novecento, rivela una vocazione straordinaria e destinata a cambiare per sempre la reputazione della costa toscana. La proprietà si estende su circa 1.000 ettari, dei quali oltre 300 dedicati alla vite. Nonostante la vicinanza al mare, i vigneti beneficiano di condizioni molto particolari. Le colline che circondano la pianura formano una sorta di anfiteatro naturale, mentre dal Tirreno arrivano brezze costanti capaci di mitigare le temperature e favorire la ventilazione delle vigne. Questo incontro tra mare e collina rappresenta una delle chiavi dell'identità di Guado al Tasso. Durante le giornate estive il clima mediterraneo accompagna la maturazione delle uve, mentre le correnti provenienti dal mare e l'aria più fresca che scende dalle colline durante la notte contribuiscono a creare importanti escursioni termiche. Anche i terreni presentano una notevole complessità. La proprietà è caratterizzata prevalentemente da suoli di origine alluvionale, con alternanze di argille, sabbie, limo e zone ricche di scheletro. Questa variabilità ha permesso alla famiglia Antinori di sviluppare negli anni una conoscenza sempre più precisa delle singole parcelle, individuando per ogni varietà le condizioni più adatte. È proprio il lavoro di zonazione a essere diventato uno degli aspetti centrali della filosofia della tenuta. In una proprietà così vasta, ogni vigneto può comportarsi in maniera differente e l'obiettivo è comprendere queste variazioni anziché uniformarle. La scelta delle varietà, le epoche di raccolta e le vinificazioni vengono quindi adattate alle caratteristiche delle diverse zone. Il patrimonio viticolo è costruito principalmente attorno a Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah e Petit Verdot, varietà che hanno trovato nell'Anfiteatro Bolgherese condizioni particolarmente favorevoli. Accanto alle uve rosse trova spazio anche il Vermentino, espressione naturale della componente mediterranea e costiera della proprietà. La cantina rappresenta il proseguimento di questa ricerca. Ogni parcella viene seguita separatamente per comprenderne l'evoluzione e soltanto successivamente vengono definite le selezioni e gli assemblaggi. La tecnologia viene utilizzata soprattutto come strumento di precisione, mantenendo al centro la qualità delle uve e l'identità delle diverse zone della tenuta. Il nome Guado al Tasso è diventato nel tempo il simbolo stesso della proprietà. La sua storia moderna inizia con la vendemmia 1990 e rappresenta il risultato di un lungo lavoro di selezione dei migliori vigneti della tenuta. È anche il progetto che più chiaramente sintetizza la filosofia sviluppata dagli Antinori a Bolgheri: interpretare le grandi varietà internazionali attraverso il clima mediterraneo e i terreni della costa toscana. Persino l'immagine della tenuta conserva il legame con il proprio passato. Gli elementi araldici presenti sulle bottiglie richiamano sia la famiglia Antinori sia i Della Gherardesca, mantenendo viva la memoria delle due grandi casate che hanno segnato la storia di questa proprietà. Oggi Tenuta Guado al Tasso rappresenta uno dei luoghi simbolo della Bolgheri contemporanea. Una grande proprietà dove la dimensione aziendale non ha cancellato la ricerca sulle singole parcelle, ma ha anzi permesso di approfondire la straordinaria diversità dell'Anfiteatro Bolgherese. Il mare davanti, le colline alle spalle e oltre 300 ettari di vigneti nel mezzo: Guado al Tasso nasce dall'incontro tra il Mediterraneo e la terra di Bolgheri. Una tenuta dalla storia secolare, passata dai Della Gherardesca agli Antinori, che oggi rappresenta una delle espressioni più prestigiose e riconoscibili della grande viticoltura della costa toscana.