GOLAN HEIGHTS WINERY

GALILEE CABERNET FRANC "YARDEN" 2020 - GOLAN HEIGHTS WINERY

Prezzo di listino €48,90 Prezzo di vendita€55,00risparmi €6,10

Abbinamenti, Il Cabernet Franc Yarden 2020 è un vino dalla grande vocazione gastronomica, particolarmente indicato per accompagnare preparazioni ricche e strutturate, nelle quali la profondità del frutto, la trama tannica e le caratteristiche sfumature erbacee possano trovare un equilibrio naturale. Lo consigliamo con filetto di manzo alla griglia, entrecôte al pepe verde, arrosto di vitello alle erbe e guancia di manzo brasata, piatti nei quali la succulenza delle carni viene valorizzata dalla freschezza e dalla struttura del vino. Ottimo con costolette d'agnello al rosmarino, spalla d'agnello arrosto e preparazioni a base di selvaggina, soprattutto quando accompagnate da fondi di cottura intensi ed erbe aromatiche. La sua personalità lo rende particolarmente interessante anche con risotto ai funghi porcini, tagliatelle al ragù di cinghiale, lasagne al forno e ravioli ripieni di carne, dove la componente fruttata e speziata accompagna la ricchezza dei condimenti. Per un abbinamento ispirato alla cucina mediorientale suggeriamo agnello speziato, kofta alla griglia e melanzane arrosto con erbe aromatiche, preparazioni capaci di dialogare con le sfumature vegetali e balsamiche del Cabernet Franc. Interessante anche con formaggi stagionati di buona intensità, come Pecorino, Comté, Castelmagno e Cheddar maturo, che trovano nella struttura del vino un accompagnamento adeguato. Da provare infine con un risotto al radicchio e speck oppure con funghi portobello alla griglia, per un incontro giocato sulle note terrose e speziate.
Alcol, 14,5%
Annata, 2020
Denominazione, Galilee
Filosofia, Kosher
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Israele
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Cabernet Franc 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Cabernet Franc Yarden 2020 di Golan Heights Winery è un rosso di grande carattere, capace di interpretare uno dei vitigni più affascinanti della tradizione bordolese attraverso la ricchezza espressiva e le particolari condizioni climatiche delle alture del Golan. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso e luminoso, impreziosito da delicati riflessi granati. Il bouquet è profondo e articolato, con profumi di mora, ribes nero, ciliegia matura e piccoli frutti rossi, accompagnati da eleganti richiami di peperone rosso, erbe aromatiche e pepe nero. Con l'ossigenazione emergono sfumature di tabacco, cedro, sottobosco e spezie dolci, insieme a delicate sensazioni terrose e balsamiche che conferiscono complessità al profilo aromatico. In bocca è pieno, strutturato e avvolgente, con una trama tannica ben definita e una freschezza vivace che sostiene la concentrazione del frutto. L'affinamento in rovere francese contribuisce ad arricchire la tessitura gustativa, donando profondità e armonia senza compromettere la riconoscibilità varietale del Cabernet Franc. La progressione è intensa ma equilibrata, con una piacevole tensione che accompagna il sorso verso un finale lungo e persistente, caratterizzato da ritorni di frutti neri, spezie, tabacco e delicate note vegetali. Un Cabernet Franc che coniuga la generosità mediterranea con un'eleganza di ispirazione bordolese, offrendo un'espressione matura, complessa e capace di evolvere ulteriormente nel tempo.

CURIOSITÀ:

Golan Heights Winery nasce nel 1983 a Katzrin, sulle alture del Golan, dall'iniziativa di otto comunità agricole, diventando una delle realtà che hanno contribuito maggiormente allo sviluppo della viticoltura israeliana moderna. Sotto la guida dell'enologo Victor Schoenfeld, entrato in azienda nel 1992, la cantina ha costruito la propria identità attraverso un attento studio dei vigneti e delle caratteristiche geologiche e climatiche del territorio. Il Cabernet Franc Yarden nasce nell'altopiano vulcanico del Golan, una delle aree viticole più fresche della Galilea, dove i vigneti si sviluppano tra circa 400 e 1.200 metri di altitudine. I terreni di origine basaltica, gli inverni freddi e le importanti escursioni termiche contribuiscono a creare condizioni favorevoli alla maturazione di questo vitigno, preservandone freschezza e complessità aromatica. Dopo la vinificazione, il vino affina per 18 mesi in botti di rovere francese, acquisendo struttura e profondità. La vendemmia 2020 è stata particolarmente impegnativa, segnata da temperature estive elevate e da una raccolta concentrata in un periodo insolitamente breve, ma ha permesso alla cantina di ottenere uve di elevata qualità. Il nome Yarden, che in ebraico significa Giordano, identifica la linea di riferimento dell'azienda, dedicata alla selezione delle migliori uve. Un Cabernet Franc che dimostra come questo vitigno, spesso utilizzato negli assemblaggi bordolesi, possa esprimere una personalità autonoma e riconoscibile anche in un territorio lontano dalle sue origini europee.

Golan Heights Winery

Golan Heights Winery è una delle cantine che hanno maggiormente contribuito alla nascita e all’affermazione del vino israeliano moderno, trasformando un territorio fino ad allora poco conosciuto dal punto di vista vitivinicolo in una delle aree di riferimento del paese. La cantina viene fondata nel 1983 da otto comunità agricole e kibbutz locali – Ortal, Allone Habashan, El Rom, Geshur, Yonatan, Ein Zivan, Ramat Magshimim e Ramot Naftali – dopo che le prime sperimentazioni viticole avviate sull’altopiano avevano mostrato un potenziale qualitativo particolarmente interessante. Il primo vino commercializzato è uno Yarden Sauvignon Blanc della vendemmia 1983 e proprio Yarden diventerà negli anni il marchio simbolo e la linea più prestigiosa della cantina. La sede viene stabilita a Katzrin e da qui prende forma un progetto che introduce in Israele un approccio profondamente moderno alla viticoltura e all’enologia, basato sulla selezione dei siti, sul controllo delle temperature, sulla sperimentazione clonale e soprattutto sullo studio sistematico delle differenze tra i vigneti. Il vero patrimonio della cantina è rappresentato infatti dall’altopiano del Golan, dove altitudine e origine vulcanica creano condizioni radicalmente differenti rispetto all’immagine generalmente associata alla viticoltura israeliana. I vigneti si distribuiscono dal Golan meridionale, intorno ai 400 metri, fino alle zone settentrionali che raggiungono circa 1.100-1.200 metri di altitudine. Salendo verso nord le temperature diminuiscono sensibilmente, gli inverni diventano freddi e piovosi con nevicate non rare, mentre le estati rimangono asciutte ma caratterizzate da importanti escursioni termiche e notti fresche. I terreni derivano in larga parte dall’antica attività vulcanica della regione e presentano differenti combinazioni di basalto, tufo e argille, generalmente caratterizzate da un ottimo drenaggio. Questa combinazione tra altitudine, clima relativamente fresco e suoli vulcanici permette maturazioni lente e rappresenta il vero elemento distintivo dei vini. Tra i vigneti più importanti troviamo El Rom, situato intorno ai 1.050 metri e piantato inizialmente nel 1983, Odem a circa 1.100 metri, Bar’on intorno ai 1.040 metri, Yonatan tra 600 e 700 metri e Allone Habashan nell’area orientale del Golan. Ogni sito viene studiato separatamente e nel corso degli anni la cantina ha sviluppato numerose selezioni single vineyard proprio per mostrare quanto Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot, Chardonnay e altri vitigni possano cambiare secondo altitudine, esposizione e composizione del terreno. Il patrimonio varietale è estremamente ampio: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Syrah e Malbec costituiscono una parte importante della produzione rossa, mentre Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling, Gewürztraminer e Pinot Gris occupano un ruolo centrale tra i bianchi; Pinot Noir viene coltivato soprattutto nei vigneti più freschi e in quota, mentre varietà come Tinta Cão, Touriga Nacional e Tempranillo testimoniano la continua attività di sperimentazione. La sostenibilità è diventata negli ultimi anni un altro elemento importante e numerosi vigneti sono certificati secondo protocolli di viticoltura sostenibile, con un lavoro sempre più preciso sulla gestione dell’acqua, del suolo e della biodiversità. In cantina l’impostazione rimane fortemente tecnica e orientata alla precisione: le parcelle vengono vinificate separatamente, acciaio e rovere francese vengono utilizzati secondo varietà e obiettivo stilistico e i migliori vini affrontano lunghi affinamenti prima della commercializzazione. La produzione è organizzata attraverso diverse famiglie di etichette. Mount Hermon rappresenta l’espressione più immediata e accessibile, Gamla approfondisce varietà e territorio con maggiore struttura, mentre Yarden costituisce il vertice qualitativo e raccoglie sia vini varietali sia selezioni provenienti da singoli vigneti. Il Cabernet Sauvignon Yarden è diventato nel tempo una delle etichette più rappresentative della produzione israeliana, affiancato da Syrah, Merlot, Pinot Noir, Chardonnay, Sauvignon Blanc e da numerose interpretazioni parcellari. Particolarmente significativo è Katzrin, prodotto soltanto nelle annate considerate migliori e costruito come grande vino rosso da lungo affinamento attraverso una selezione delle migliori uve aziendali. Anche il mondo delle bollicine occupa uno spazio importante: Chardonnay e Pinot Noir provenienti dai vigneti freschi del Golan settentrionale vengono lavorati secondo il Metodo Tradizionale, con vendemmia manuale, pressatura a grappolo intero, seconda fermentazione in bottiglia e lunghi affinamenti sui lieviti; Yarden Brut Rosé, per esempio, può rimanere circa cinque anni sui lieviti prima della commercializzazione. La capacità di produrre contemporaneamente Cabernet Sauvignon strutturati, Chardonnay maturati in rovere, Pinot Noir di alta quota, vini dolci da Gewürztraminer e Metodo Tradizionale dimostra quanto la vera forza di Golan Heights Winery risieda nella diversità altimetrica e climatica del proprio patrimonio. Dalla prima vendemmia del 1983 la cantina ha costruito gran parte della propria identità attraverso la ricerca, studiando progressivamente quali combinazioni tra varietà, altitudine e suolo possano esprimere meglio il territorio. Golan Heights Winery rappresenta quindi un passaggio fondamentale nella storia enologica israeliana contemporanea: non soltanto una grande cantina, ma uno dei progetti che hanno dimostrato per primi il potenziale qualitativo dei vigneti d’altitudine del Golan. Suoli vulcanici, forti escursioni termiche, vigneti che superano i mille metri, sperimentazione varietale e vinificazioni estremamente precise costituiscono ancora oggi le fondamenta di una produzione che spazia dai vini più immediati di Mount Hermon fino alle selezioni Yarden e ai grandi single vineyard. È proprio la volontà di leggere ogni vigneto come un ambiente distinto, più che l’applicazione di un unico stile aziendale, ad aver costruito nel corso di oltre quarant’anni l’identità di Golan Heights Winery e ad averne fatto uno dei nomi più rappresentativi del vino israeliano moderno.