DOMAINE DE MIRABEAU

PAYS D'HERAULT COLLINES DE LA MOURE IGP MERLOT "TOUR DE MAIN" 2023 - DOMAINE DE MIRABEAU

Prezzo di listino €16,50 Prezzo di vendita€19,50risparmi €3,00

Abbinamenti, Il Tour de Main 2023 di Domaine de Mirabeau è un rosso dalla notevole versatilità gastronomica, particolarmente indicato per accompagnare preparazioni nelle quali la morbidezza del Merlot e la vivacità del frutto possano valorizzare gli ingredienti senza sovrastarli. Lo consigliamo con filetto di maiale alle erbe, pollo arrosto, faraona al forno e tagliata di manzo, piatti nei quali la struttura del vino incontra la succulenza delle carni mantenendo un equilibrio piacevole. Ottimo con lasagne al ragù, pasta al forno, risotto ai funghi porcini e melanzane alla parmigiana, preparazioni capaci di dialogare con le sfumature di ciliegia, spezie e delicate note tostate. Per un abbinamento ispirato alla cucina mediterranea suggeriamo salsiccia alla griglia, verdure arrosto con timo e rosmarino, peperoni ripieni e spiedini di carne marinata, dove la componente fruttata del vino accompagna i sapori della cottura senza risultare eccessivamente tannica. Particolarmente interessante anche con una selezione di salumi artigianali, pâté di campagna e terrine di carne, oppure con formaggi dalla consistenza cremosa come Brie e Camembert. La sua piacevole freschezza lo rende adatto anche a un aperitivo informale accompagnato da piccoli assaggi rustici e preparazioni vegetariane saporite.
Alcol, 14%
Annata, 2023
Denominazione, Pays d'Herault collines de la moure IGP
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Pays d'Herault (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon

NOTE SENSORIALI: 

Il Tour de Main 2023 di Domaine de Mirabeau è un Merlot biologico dal carattere sorprendente, capace di interpretare la generosità del Mediterraneo attraverso uno stile succoso, espressivo e piacevolmente contemporaneo. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso, attraversato da delicati riflessi violacei. Il bouquet è intenso e fragrante, con profumi di ciliegia matura, lampone, prugna rossa e piccoli frutti di bosco, accompagnati da sfumature di pepe nero, liquirizia e delicate note di caffè. Con l'ossigenazione emergono richiami di erbe aromatiche e leggere sensazioni tostate, che arricchiscono il profilo olfattivo senza compromettere la freschezza del frutto. In bocca è morbido, generoso e di buona struttura, con una trama tannica vellutata che accompagna una progressione gustativa particolarmente scorrevole. La maturità del frutto è bilanciata da una freschezza ben presente, capace di conferire dinamismo al sorso e di mantenere il vino equilibrato nonostante il carattere solare dell'annata. Il finale è succoso e persistente, con ritorni di ciliegia, frutti rossi, spezie e una piacevole sfumatura di torrefazione. Un Merlot che si allontana dalle interpretazioni più austere e concentrate del vitigno, privilegiando immediatezza, naturalezza espressiva e grande versatilità gastronomica.

CURIOSITÀ:

Il Domaine de Mirabeau si trova a Fabrègues, alle porte di Montpellier, ai piedi del massiccio della Gardiole, un'area naturale protetta caratterizzata da boschi, macchia mediterranea e una straordinaria biodiversità. La tenuta comprende circa 12 ettari di vigneti biologici e rappresenta un progetto particolarmente originale nel panorama del Languedoc: dal 2017, grazie all'iniziativa di Pauline Chatin, ospita la Vigne de Cocagne, una cooperativa che unisce produzione vitivinicola, agricoltura sostenibile e inserimento lavorativo di persone in difficoltà. Il Tour de Main 2023 nasce esclusivamente da Merlot, coltivato su vecchie vigne situate ai margini di un bosco, dove i terreni argilloso-calcarei e le rese contenute favoriscono concentrazione e maturità. La vendemmia viene effettuata manualmente, mentre la vinificazione combina due tecniche differenti: una breve macerazione tradizionale e una macerazione carbonica di grappoli interi, non diraspati né pigiati. La fermentazione si completa in acciaio, preservando la componente fruttata e la morbidezza dei tannini. Il vino non viene chiarificato né filtrato e prevede un impiego limitato di solfiti. Il nome Tour de Main, espressione francese che richiama l'abilità del gesto artigianale, rende omaggio al lavoro delle persone che ogni giorno contribuiscono alla vita del vigneto. Un vino che racchiude non soltanto l'identità di un territorio, ma anche una storia concreta di solidarietà, formazione professionale e rispetto dell'ambiente.

Domaine De Mirabeau

Domaine de Mirabeau è un progetto agricolo e vitivinicolo decisamente fuori dagli schemi, situato a Fabrègues, nell’Hérault, ai piedi del massiccio della Gardiole, tra Montpellier e Sète. Più che una semplice cantina, Mirabeau è oggi un vero agro-ecosistema costruito intorno a viticoltura biologica, biodiversità, policoltura e inclusione sociale. La proprietà si estende complessivamente per circa 220 ettari all’interno di un ambiente mediterraneo straordinariamente ricco, fatto di garrigue, boschi di leccio, oliveti, prati e aree naturali protette; soltanto una parte relativamente piccola viene coltivata, proprio per preservare il delicato equilibrio del luogo. Nell’Ottocento Mirabeau era già un'importante azienda agricola organizzata secondo il tradizionale modello della policoltura e dell’allevamento, ma nel secondo dopoguerra seguì il percorso di molte proprietà del Languedoc, orientandosi progressivamente verso una viticoltura più intensiva e specializzata. Con il passare degli anni il modello entrò in crisi, numerose parcelle furono abbandonate e il domaine rischiò addirittura di essere trasformato in un centro di trattamento dei rifiuti. Il Comune di Fabrègues intervenne acquistando la proprietà e scegliendo invece di trasformarla in un progetto pilota per il recupero della biodiversità e dell’agricoltura mediterranea. La rinascita contemporanea prende concretamente forma alla fine del 2017 con Vigne de Cocagne, progetto avviato da Pauline Chatin dopo una precedente esperienza professionale lontana dal vino e una successiva formazione vitivinicola. L’idea è particolarmente ambiziosa perché unisce produzione agricola, tutela ambientale e reinserimento lavorativo: accanto alla viticoltura convivono oggi orticoltura biologica, olivicoltura e allevamento, mentre persone temporaneamente lontane dal mercato del lavoro vengono formate direttamente sul domaine attraverso un percorso che permette loro di apprendere tutte le fasi del mestiere viticolo, dalla potatura fino alla vinificazione e all’imbottigliamento. La parte viticola comprende oggi circa 12 ettari certificati biologici, completamente immersi nella vegetazione della Gardiole e circondati da garrigue e olivi. Il clima è pienamente mediterraneo, segnato da estati calde e asciutte, forte luminosità e dall’influenza delle brezze provenienti dal vicino Mediterraneo, mentre i terreni calcarei e argillo-calcarei contribuiscono a mantenere tensione e freschezza nei vini. Il lavoro agricolo segue principi agroecologici: niente diserbanti né insetticidi, fertilità costruita attraverso la vitalità naturale dei terreni, tutela delle specie spontanee e grande attenzione alla biodiversità. Tutte le vendemmie vengono effettuate manualmente e il vigneto viene considerato parte di un ecosistema più ampio anziché una monocoltura isolata. La scelta varietale è altrettanto significativa: il domaine lavora undici vitigni e dedica particolare attenzione alle varietà storicamente legate al Languedoc, tra cui Cinsault, Terret, Bourboulenc, Grenache Noir, Grenache Blanc e Grenache Gris, affiancate da Syrah, Mourvèdre e altre uve mediterranee. Anche in cantina l’impostazione rimane artigianale e poco interventista, con vinificazioni pensate per conservare freschezza, bevibilità e carattere delle uve anziché ricercare concentrazione o estrazione esasperata. La gamma è organizzata in tre famiglie che raccontano differenti interpretazioni dello stesso territorio. Les Cocagne rappresentano l’anima più immediata e conviviale della proprietà e valorizzano soprattutto i vitigni patrimoniali del Languedoc, con vini leggeri, fragranti e costruiti sulla freschezza; Le Beau Rolle e Tour de Main sono invece cuvée più sperimentali, spesso monovarietali o nate da vinificazioni meno convenzionali, attraverso le quali il domaine approfondisce singoli vitigni e tecniche; La Vie devant Soi costituisce la parte più gastronomica e ambiziosa della produzione e nasce dalle vigne impiantate direttamente nell’ambito del nuovo progetto, assemblando alcune delle grandi varietà mediterranee come Grenache nelle sue differenti declinazioni, Syrah, Mourvèdre e Cinsault. Domaine de Mirabeau è quindi interessante non soltanto per ciò che produce, ma soprattutto per il modello agricolo che rappresenta. Un'antica proprietà quasi abbandonata è stata trasformata in un laboratorio contemporaneo nel quale vino, biodiversità e funzione sociale diventano parti dello stesso progetto. I 12 ettari di vigneto non vengono separati dai restanti terreni, ma inseriti all’interno di un paesaggio nel quale convivono olivi, ortaggi, animali, macchia mediterranea e numerose specie protette. Allo stesso modo, il lavoro non è considerato soltanto uno strumento produttivo: attraverso Vigne de Cocagne diventa occasione di formazione e reinserimento professionale, con lavoratori che nell’arco di circa due anni possono acquisire competenze riconosciute nel settore viticolo. È questa combinazione a rendere Mirabeau una realtà particolarmente originale nel panorama del Languedoc contemporaneo: non una cantina costruita intorno alla figura di un singolo vigneron, ma un progetto collettivo nel quale l’agricoltura biologica diventa contemporaneamente strumento di produzione, conservazione del paesaggio e ricostruzione sociale. Cinsault, Terret, Bourboulenc, Grenache, Syrah e Mourvèdre raccontano così un Mediterraneo profondamente territoriale, mentre la rinascita della proprietà dimostra come un domaine storico possa essere recuperato senza trasformarlo in una semplice monocultura viticola, restituendogli invece quella complessità agricola e naturale che aveva caratterizzato Mirabeau già nel XIX secolo.