VINO ROSSO "LOTTI SPARSI 002 R" - AZIENDA AGRICOLA TERRE DI CONFINE
Abbinamenti, È un Pinot Noir di grande eleganza e versatilità gastronomica, particolarmente indicato per accompagnare preparazioni raffinate nelle quali la delicatezza degli ingredienti possa incontrare la profondità aromatica e la finezza tannica del vino. Lo consigliamo con petto d'anatra rosato, piccione arrosto, faraona alle erbe e filetto di vitello ai funghi porcini, piatti nei quali la struttura sottile e la freschezza del Pinot Noir trovano un equilibrio particolarmente armonioso. Interessante con boeuf bourguignon, una delle preparazioni più rappresentative della cucina borgognona, dove le sfumature speziate e il carattere territoriale del vino accompagnano magnificamente la ricchezza della carne e del fondo di cottura. Ottimo anche con coniglio arrosto, quaglia ripiena, animelle di vitello e preparazioni a base di selvaggina da piuma, soprattutto quando accompagnate da funghi selvatici, erbe aromatiche e salse delicate. Per un abbinamento più ricercato suggeriamo risotto ai funghi porcini, ravioli ripieni di anatra, tajarin al ragù bianco oppure un piatto impreziosito dal tartufo nero, capace di valorizzare le delicate sfumature terrose e speziate del vino. Interessante anche con formaggi francesi come Époisses, Chaource e Comté di media stagionatura, scegliendo le versioni meno intense per non sovrastarne la finezza.
Alcol, 12,5%
Annata, 2024
Denominazione, Vino Rosso
Filosofia, Biodinamico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Lotti Sparsi 002 R è un Pinot Noir di Borgogna dalla personalità raffinata e profondamente territoriale, nato da una piccola parcella di Morey-Saint-Denis, nel cuore della Côte de Nuits, uno dei luoghi più prestigiosi al mondo per la coltivazione di questo vitigno. Un vino che interpreta l'eleganza borgognona attraverso una combinazione affascinante di purezza aromatica, energia e profondità gustativa. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, attraversato da delicati riflessi granati. Il bouquet è fine e articolato, con profumi di ciliegia rossa, lampone, fragolina di bosco e ribes, accompagnati da eleganti richiami di rosa, violetta ed erbe aromatiche. Con l'ossigenazione emergono sfumature di pepe bianco, spezie orientali, scorza d'arancia e sottobosco, che arricchiscono il profilo aromatico senza comprometterne la naturale fragranza. La fermentazione con il 60% di grappolo intero contribuisce a delineare un carattere speziato e floreale particolarmente interessante, conferendo al vino una dimensione aromatica complessa e riconoscibile. In bocca è elegante, dinamico e progressivo, con una struttura sottile ma ben definita e una trama tannica fine, capace di accompagnare il frutto senza appesantire la degustazione. La freschezza dona tensione e precisione al sorso, mentre una piacevole componente sapida sostiene una progressione gustativa armoniosa e persistente. Il finale è lungo e raffinato, con ritorni di piccoli frutti rossi, spezie delicate e leggere sensazioni balsamiche. Un Pinot Noir che privilegia la finezza alla concentrazione, capace di raccontare il carattere di Morey-Saint-Denis attraverso un'espressione autentica, vibrante e profondamente affascinante.
CURIOSITÁ:
Lotti Sparsi è un progetto di négociant nato in Piemonte con una filosofia particolare: viaggiare alla ricerca di piccole parcelle, incontrare le persone che le custodiscono e trasformare queste esperienze in vini unici, spesso destinati a esistere per una sola vendemmia. La storia del lotto 002 R comincia nel 2022, durante un incontro casuale nel centro di Beaune con Monsieur Eric, un anziano vignaiolo che dal 1988 coltiva per passione una vigna appartenuta al padre. La famiglia possedeva un tempo diverse parcelle tra Morey-Saint-Denis e Nuits-Saint-Georges, ma nel 1995, dopo la morte del padre, Eric decide di venderne quasi tutte, conservando soltanto la prima vigna di famiglia, tramandata per quattro generazioni. Nel 2024 il progetto Lotti Sparsi riesce ad acquistare 3.000 kg di Pinot Noir provenienti da questa parcella di 48 anni, esposta a est, con una promessa speciale: cinque damigiane del vino prodotto sarebbero tornate al suo proprietario. La vendemmia avviene il 7 settembre 2024, seguita da una fermentazione di 13 giorni con il 60% di grappolo intero. Il vino affina per dieci mesi in pièces François Frères e viene imbottigliato il 10 agosto 2025, con una solforosa totale dichiarata di appena 28 mg/L. La produzione si ferma a 2.174 bottiglie, numerate singolarmente. Le coordinate 47.19567 N – 4.96250 E riportate in etichetta richiamano il luogo d'origine di questa storia. Un Pinot Noir che custodisce non soltanto l'identità di un grande territorio borgognone, ma anche la memoria di una vigna rimasta nella stessa famiglia per quattro generazioni.
Azienda Agricola Terre Di Confine +
Azienda Agricola Terre di Confine è una nuova realtà vitivinicola con sede a Trinità, in provincia di Cuneo, nata con l’obiettivo di sviluppare un progetto agricolo contemporaneo capace di mettere al centro la coltivazione della vite, il territorio e una visione produttiva costruita sulla qualità della materia prima. La sede si trova in Borgata Bricco, in un’area del Piemonte meridionale che rappresenta realmente una terra di passaggio: Trinità si trova infatti tra le colline delle Langhe e del Monregalese e la pianura cuneese, fuori dai confini delle denominazioni piemontesi più celebri e proprio per questo interessante per un progetto che vuole costruire una propria identità senza limitarsi a riprodurre modelli già consolidati. Terre di Confine nasce come società agricola dedicata alla coltivazione dell’uva e alla produzione vitivinicola, affiancando al lavoro nei vigneti un approccio più ampio che guarda alla sostenibilità, alla biodiversità e alla valorizzazione di parcelle capaci di raccontare territori meno conosciuti. Il nome stesso sintetizza questa filosofia: lavorare sui “confini”, non soltanto geografici ma anche culturali e produttivi, cercando vigneti e situazioni viticole che possano offrire interpretazioni originali rispetto alle zone più codificate del Piemonte. Il progetto è strettamente legato anche all’esperienza maturata nel mondo del vino attraverso attività di consulenza viticola ed enologica, selezione, sviluppo produttivo e commercializzazione, competenze che permettono di affrontare la nascita dell’azienda con una visione completa del percorso che conduce dalla gestione del vigneto alla bottiglia. L’impostazione agricola è orientata verso una viticoltura attenta alla vitalità dei suoli e alla progressiva riduzione degli interventi, con particolare interesse per pratiche capaci di preservare biodiversità e adattare il vigneto alle conseguenze del cambiamento climatico. Piuttosto che costruire vini attraverso interventi invasivi in cantina, l’obiettivo è partire da uve equilibrate e da una gestione agronomica precisa, lasciando che siano parcella, varietà e vendemmia a determinare il carattere delle diverse produzioni. Anche la dimensione del progetto permette di lavorare con una logica artigianale e sperimentale, osservando separatamente i vigneti e adattando le scelte produttive alle caratteristiche di ciascuna origine. Terre di Confine rappresenta quindi un progetto ancora giovane e in piena evoluzione, ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della sua identità: non una cantina costruita intorno a una storia artificiosamente antica o a una denominazione famosa, ma una nuova azienda agricola che parte da Trinità e dalla provincia di Cuneo per sviluppare progressivamente un proprio linguaggio. Viticoltura, sostenibilità, biodiversità, conoscenza tecnica e ricerca di territori meno scontati costituiscono le fondamenta di un percorso che vuole mettere il vigneto prima dell’immagine e la qualità dell’uva prima della costruzione stilistica. Il concetto di “confine” diventa così la chiave attraverso cui leggere l’intero progetto: il punto nel quale territori differenti si incontrano, ma anche lo spazio nel quale è ancora possibile sperimentare, recuperare parcelle, interpretare vitigni e costruire vini senza essere necessariamente vincolati agli schemi delle zone piemontesi più conosciute.