CHARDONNAY "再生" 2022 - SAISEI
Abbinamenti, Ideale con piatti di pesce, crostacei, carni bianche delicate, formaggi freschi e antipasti raffinati. Perfetto anche come vino da aperitivo elegante.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Vino Bianco
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta di un giallo paglierino luminoso. Al naso emergono profumi di frutta bianca matura mela, pera, pesca e delicate note floreali, con un leggero accenno di vaniglia e burro dovuto all’affinamento selettivo. Al palato è armonico e morbido, con una buona struttura e un finale fresco e persistente.
CURIOSITÀ:
Lo Chardonnay 2022 di Saisei è un vino che unisce freschezza e struttura, interpretando con modernità un vitigno classico delle Langhe. Le uve provengono da vigneti attentamente selezionati, esposti per valorizzare la ricchezza aromatica e la finezza del frutto. Il vino viene lavorato con cura, privilegiando tecniche che rispettano l’integrità delle uve e il profilo varietale dello Chardonnay, per ottenere un equilibrio naturale tra freschezza, acidità e complessità aromatica. Il Chardonnay 2022 – Saisei è un vino versatile e raffinato, capace di coniugare eleganza e piacevolezza immediata, rappresentando una proposta moderna e accessibile per chi ama i bianchi delle Langhe.
Saisei +
Saisei è un giovane progetto vitivinicolo nato a Neive, nel cuore delle Langhe, dalla visione di Elena ed Elisa Mascarello, due sorelle che hanno scelto di reinterpretare il patrimonio agricolo della propria famiglia attraverso una sensibilità contemporanea, una forte identità femminile e una particolare attenzione ai grandi vitigni internazionali. Le origini del progetto risalgono al 2020, quando Elena, laureata in Economia, ed Elisa, avvocata, decidono di intraprendere un percorso personale nel mondo del vino, affiancando alla tradizione familiare una nuova idea produttiva. Il sostegno dei genitori, Paolo e Paola, permette di trasformare rapidamente questa intuizione in una realtà concreta e nel 2021 prende ufficialmente forma Saisei. Il nome deriva dalla lingua giapponese e significa rinascita o rigenerazione, un riferimento particolarmente significativo per due giovani produttrici che non intendono semplicemente proseguire ciò che le generazioni precedenti hanno costruito, ma desiderano dare nuova vita al patrimonio familiare attraverso un progetto indipendente. La scelta dei vitigni racconta immediatamente questa volontà di distinguersi: anziché concentrare la produzione su Nebbiolo, Barbera e Dolcetto, tradizionali protagonisti delle Langhe, Elena ed Elisa decidono di dedicarsi esclusivamente a Chardonnay e Pinot Nero, due varietà che trovano proprio nelle colline piemontesi condizioni particolarmente interessanti e che permettono di esplorare contemporaneamente il mondo dei vini fermi e quello delle grandi bollicine Metodo Classico. Il patrimonio aziendale comprende circa due ettari vitati, una superficie volutamente contenuta che consente alle sorelle di seguire con attenzione ogni fase della produzione e mantenere un rapporto diretto con le proprie vigne. La scelta di non ampliare eccessivamente le dimensioni rappresenta uno dei principi fondamentali di Saisei: l'obiettivo non è aumentare progressivamente il numero di bottiglie, ma costruire vini riconoscibili, capaci di esprimere precisione, eleganza e una forte identità territoriale. La produzione complessiva si attesta infatti intorno alle 11.000 bottiglie annue, suddivise in appena cinque etichette. Il territorio di Neive, conosciuto soprattutto per i suoi grandi Barbaresco, offre un mosaico di colline caratterizzate da terreni prevalentemente marnoso-calcarei, con alternanze di argille e sabbie che contribuiscono a determinare struttura, freschezza e complessità dei vini. In questo contesto Chardonnay e Pinot Nero vengono interpretati attraverso una filosofia che privilegia equilibrio, definizione aromatica e capacità di evoluzione, evitando di ricercare concentrazioni eccessive o profili stilistici lontani dall'identità delle Langhe. Il progetto attribuisce particolare importanza alla qualità delle uve e alla precisione delle vinificazioni, adattando le tecniche produttive alla destinazione di ciascun vino. Il Metodo Classico rappresenta uno dei pilastri fondamentali della cantina e trova la propria espressione nelle due etichette Alta Langa DOCG Pas Dosé e Alta Langa DOCG Rosé Pas Dosé. La scelta di lavorare senza dosage finale è particolarmente significativa perché lascia emergere direttamente l'equilibrio tra maturità del frutto, acidità naturale e complessità sviluppata durante la permanenza sui lieviti. Le bollicine vengono quindi concepite non come semplici vini da aperitivo, ma come interpretazioni gastronomiche, nelle quali Chardonnay e Pinot Nero possono mostrare struttura, profondità e capacità di accompagnare l'intero pasto. Accanto agli Alta Langa trova spazio un Blanc de Blancs, ulteriore espressione della vocazione di Saisei per lo Chardonnay e per la spumantizzazione, mentre il Langhe DOC Chardonnay permette di osservare lo stesso vitigno nella sua versione ferma, valorizzandone la freschezza e la componente aromatica senza l'intermediazione della seconda fermentazione. Il Langhe DOC Pinot Nero rappresenta invece il volto più personale della produzione in rosso. Elena ed Elisa hanno scelto di interpretare questa varietà attraverso una vinificazione che prevede anche l'impiego del grappolo intero, tecnica capace di influenzare profondamente la struttura e il profilo aromatico del vino, favorendo una maggiore complessità speziata e floreale e una trama tannica particolarmente dinamica. È una scelta che richiama alcune delle grandi tradizioni borgognone, ma viene applicata con l'obiettivo di costruire un Pinot Nero profondamente legato al contesto piemontese, nel quale eleganza e freschezza prevalgano sulla semplice concentrazione. La gamma di Saisei nasce quindi da un confronto estremamente interessante: due soli vitigni, Chardonnay e Pinot Nero, interpretati attraverso cinque vini che ne mostrano differenti possibilità espressive, dalla purezza del bianco fermo alla complessità del Metodo Classico, fino alla finezza del rosso vinificato con una parte di grappolo intero. Un altro elemento particolarmente riconoscibile è l'identità visiva della cantina, sviluppata direttamente a partire dalle idee di Elisa. Le etichette richiamano l'estetica giapponese e utilizzano immagini vegetali, tra cui il ciliegio e il bonsai, rappresentati attraverso prospettive differenti. Anche la scelta di una carta particolare, capace di trasmettere sensazioni tattili, riflette la volontà di costruire un'esperienza che inizi prima ancora dell'apertura della bottiglia. Il riferimento al Giappone non si limita quindi al nome, ma attraversa l'intero linguaggio del progetto, richiamando concetti di equilibrio, essenzialità, armonia e attenzione al dettaglio. Saisei rappresenta così una delle espressioni più giovani e interessanti della nuova generazione vitivinicola delle Langhe, non tanto per la volontà di rompere con la tradizione, quanto per la capacità di interpretarla attraverso una prospettiva differente. Elena ed Elisa Mascarello hanno scelto di non utilizzare il prestigio del territorio come punto di arrivo, ma come fondamento sul quale costruire una propria identità, concentrandosi su due vitigni che richiedono precisione e sensibilità per esprimere pienamente il proprio potenziale. I circa due ettari di vigneto, le 11.000 bottiglie annue, la centralità del Metodo Classico, la scelta del Pas Dosé e la ricerca sul Pinot Nero vinificato con grappolo intero definiscono una produzione volutamente limitata ma estremamente coerente. Dietro ogni bottiglia rimane soprattutto la storia di due sorelle che hanno deciso di trasformare una tradizione familiare in un nuovo percorso, dimostrando come le Langhe possano essere raccontate anche attraverso Chardonnay, Pinot Nero e grandi bollicine. È proprio questo il significato più autentico di Saisei: una rinascita che non cancella il passato, ma lo utilizza per dare forma a una nuova generazione di vini piemontesi, contemporanei nell'approccio e profondamente legati alla terra da cui provengono.