Il Roero è uno dei territori vitivinicoli più affascinanti del Piemonte, situato sulla riva sinistra del Tanaro, di fronte alle Langhe, tra Alba e le colline che salgono verso il Torinese. Pur condividendo con le Langhe vitigni fondamentali come Nebbiolo e Arneis, possiede un’identità geologica e paesaggistica completamente diversa. Il suo elemento distintivo sono i terreni di origine marina, formatisi milioni di anni fa quando quest’area era occupata dal mare: sabbie, arenarie, marne e depositi ricchi di fossili caratterizzano gran parte delle colline e rendono i suoli generalmente più sciolti, drenanti e poveri rispetto a quelli di molte zone delle Langhe. Il paesaggio è altrettanto riconoscibile grazie alle Rocche del Roero, spettacolari pareti di sabbia e roccia create dall’erosione che attraversano il territorio e testimoniano ancora oggi la sua particolare origine geologica. È soprattutto la presenza delle sabbie a determinare il carattere dei vini: il Nebbiolo tende a esprimersi con profumi molto nitidi, eleganza, tannini fini e una struttura meno austera, senza rinunciare alla profondità e alla capacità di evoluzione. La denominazione Roero DOCG prevede infatti il Nebbiolo come protagonista dei rossi, mentre sul fronte dei bianchi è l’Arneis a rappresentare il vitigno simbolo del territorio. Per molto tempo interpretato soprattutto attraverso vini giovani, aromatici e immediati, oggi l’Arneis sta vivendo una fase estremamente interessante: rese più contenute, fermentazioni spontanee, affinamenti sulle fecce, macerazioni e vinificazioni più attente stanno dimostrando che può produrre bianchi complessi, sapidi e capaci di evolvere. Accanto ai due protagonisti troviamo Barbera, capace sulle sabbie del Roero di conservare grande energia e freschezza, oltre a Dolcetto e ad altre varietà storicamente presenti nelle vigne locali. Ma il Roero non è un territorio uniforme: Canale, Priocca, Castellinaldo, Vezza d’Alba, Santo Stefano Roero, Monteu Roero e gli altri comuni presentano esposizioni, altitudini e composizioni dei terreni differenti, creando interpretazioni molto diverse anche dello stesso vitigno. È proprio questa varietà, insieme a una nuova generazione di produttori che sta recuperando vecchie vigne e lavorando in maniera sempre più precisa sulle singole parcelle, a rendere oggi il Roero particolarmente dinamico. Per molti anni è rimasto inevitabilmente all’ombra delle Langhe e di denominazioni come Barolo e Barbaresco; oggi sta invece costruendo una propria identità, senza cercare di imitarle. Qui il Nebbiolo parla un linguaggio differente, fatto di sabbia, profumo, eleganza e bevibilità, mentre Arneis e Barbera completano un territorio capace di offrire vini fortemente riconoscibili e spesso ancora molto interessanti anche nel rapporto tra qualità e prezzo. Il Roero è quindi molto più di “l’altra sponda del Tanaro”: è un territorio con una propria geologia, un proprio paesaggio e una propria interpretazione dei grandi vitigni piemontesi, oggi protagonista di una delle evoluzioni più interessanti del vino regionale.
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