Sopravvento è una giovanissima realtà di Carema, nell’Alto Piemonte, nata nel 2019 dall’incontro tra il territorio e l’esperienza maturata nell’alta ristorazione da Michele e Matteo Melfa, due fratelli originari di Borgofranco d’Ivrea che, prima di diventare vignaioli, hanno lavorato per anni come sommelier. Michele ha maturato esperienza nella ristorazione stellata piemontese, mentre Matteo ha lavorato anche a Londra in ristoranti come Pétrus di Gordon Ramsay e Hide di Ollie Dabbous; a un certo punto entrambi scelgono di abbandonare il servizio del vino per passare letteralmente “dall’altra parte della bottiglia”. Al progetto si unisce anche il padre Oreste e nel 2019 nasce Sopravvento, inizialmente attraverso piccolissime quantità di uve acquistate e contemporaneamente con il recupero di vecchi terrazzamenti abbandonati a Carema. Il lavoro agricolo diventa presto una vera opera di recupero del paesaggio: Michele e Matteo acquistano parcelle invase dalla vegetazione, ricostruiscono muri a secco e riportano alla coltivazione superfici che rischiavano di scomparire, confrontandosi con una delle forme più estreme di viticoltura eroica italiana. Carema si sviluppa infatti sulle ripidissime pendici ai piedi del Monte Maletto, al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta, dove il Nebbiolo – tradizionalmente chiamato Picotendro – cresce su minuscoli terrazzamenti sostenuti da muri di pietra e, nelle forme storiche di allevamento, sulle caratteristiche pergole sorrette dai pilun in pietra. I suoli sono poveri, prevalentemente sabbiosi e derivati dalla disgregazione della roccia montana, mentre altitudine, forti escursioni termiche e ventilazione contribuiscono a creare Nebbiolo molto differenti dalle interpretazioni langarole: meno concentrati sulla potenza e naturalmente orientati verso finezza, tensione, profumi floreali, spezie e una marcata componente minerale. La filosofia di Sopravvento nasce proprio dal desiderio di interferire il meno possibile con questo ambiente. Nei vigneti non vengono utilizzati pesticidi, erbicidi o prodotti sistemici; la fertilità viene sostenuta attraverso letame e concimazioni naturali, mentre rame e zolfo vengono impiegati soltanto quando ritenuti necessari. La biodiversità è considerata parte integrante del vigneto e non qualcosa da eliminare per ottenere una superficie perfettamente uniforme. In cantina l’impostazione segue la stessa logica: fermentazioni spontanee, nessuna correzione del mosto o del vino, nessuna chiarifica e nessuna filtrazione invasiva, con solforosa utilizzata soltanto in quantità minime quando necessaria. Legno, acciaio e soprattutto vecchie botti di acacia vengono scelti secondo la tipologia e la vendemmia, lasciando che ogni annata mantenga le proprie differenze. Il primo vino prodotto è Changes!, nato con la vendemmia 2019 e diventato quasi il manifesto iniziale del progetto: un bianco da varietà autoctona sottoposto a fermentazione spontanea e a una macerazione sulle bucce superiore al mese, con presenza anche di grappoli interi, seguito dall’affinamento in vecchie botti di acacia. Rebel Rebel, prodotto per la prima volta nel 2021, rappresenta invece una lettura più classica del bianco: macerazione molto breve, fermentazione spontanea in botti di acacia, in parte nuove, affinamento sulle fecce e bâtonnage periodici. La ricerca si è successivamente estesa anche al Nebbiolo e alla denominazione Carema DOC con Heroes!, attraverso il quale Michele e Matteo possono finalmente raccontare direttamente i terrazzamenti che stanno recuperando. Uno degli aspetti più affascinanti di Sopravvento è però ciò che avviene dopo l’imbottigliamento. I vini bianchi vengono trasferiti nei Balmetti di Borgofranco d’Ivrea, antiche cantine costruite ai piedi della montagna e caratterizzate da particolari correnti naturali d’aria che fuoriescono dalle fratture della roccia, chiamate localmente “ore”. Questo fenomeno mantiene temperatura e umidità sorprendentemente costanti durante tutto l’anno e per secoli ha permesso agli abitanti della zona di conservare vino e alimenti senza alcun sistema artificiale di refrigerazione. Sopravvento utilizza uno storico Balmetto dell’Ottocento come vera e propria cantina di affinamento, lasciando riposare le bottiglie fino al momento ritenuto corretto per la commercializzazione. Anche i nomi delle etichette raccontano molto della personalità dei due fratelli: Changes!, Rebel Rebel, Heroes! e Help! sono riferimenti evidenti al mondo musicale e in particolare a David Bowie e ai Beatles, perché musica e vino vengono considerati linguaggi capaci di accompagnare momenti, ricordi ed emozioni. Dietro questa immagine volutamente giovane e irriverente esiste però un lavoro estremamente concreto: recuperare terrazzamenti quasi impossibili da meccanizzare, ricostruire muri, riportare la vite dove l’abbandono stava cancellando il paesaggio e produrre quantità microscopiche di vino senza cercare di standardizzare le annate. Sopravvento rappresenta così una delle espressioni più originali della nuova generazione di Carema: non una famiglia di vignaioli che eredita una cantina già costruita, ma due sommelier che decidono di cambiare completamente vita e diventare artigiani del vino, affiancati dal padre Oreste. Dal 2019 Michele e Matteo Melfa stanno costruendo il progetto parcella dopo parcella, riportando alla luce un patrimonio viticolo fragile e prezioso e affiancando al Nebbiolo una ricerca sui vitigni bianchi locali. Fermentazioni spontanee, macerazioni, acacia, solforosa minima e affinamento negli antichi Balmetti non sono elementi isolati, ma parti della stessa idea: produrre vini il meno possibile costruiti, lasciando che siano Carema, l’annata e la materia prima ad avere realmente il sopravvento.
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