SUDTIROL ALTO ADIGE DOC PINOT NERO 2024 - TRAMIN
Abbinamenti, Carne alla Brace, salumi e formaggi stagionati
Alcol, 13%
Annata, 2024
Denominazione, Sudtirol - Alto Adige DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 14/16°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Colore rosso rubino, impreziosito da sfumature granato. Il profumo gioca su note che ricordano il lampone, i frutti di bosco e la terra. Al gusto si dimostra equilibrato e dotato di grande finezza. Si percepisce la croccantezza del frutto ed il tannino setoso, integrati in un corpo pieno e composto. È caratterizzato da una verticalità di freschezza, che arricchisce il sorso di bevibilità.
CURIOSITÁ:
Il Pinot Nero della cantina Tramin rappresenta “l’altra metà del cielo” dell’Alto Adige. Non solo terra di bianchi, questa zona sa dare eccellenti risultati anche nella vinificazione delle uve a bacca rossa, che si esprimono sulle note di finezza distintive della terra di origine. Il Pinot Nero di Tramin esprime tutta la classe tipica della varietà, così come il suo nerbo che ricorda la terra e il bosco. Questa versione è tanto varietale quanto territoriale. La cantina Tramin è situata nella zona di Termeno e si basa su una superficie vitata di 260 ettari, proprietà complessiva del gruppo dei 300 viticoltori afferenti. I vigneti coinvolti sono dislocati presso i comuni di Egna, Ora e Montagna.
Tramin +
Cantina Tramin è una delle realtà cooperative più importanti dell’Alto Adige e una delle cantine che maggiormente hanno contribuito alla valorizzazione internazionale del Gewürztraminer, vitigno indissolubilmente legato al paese di Termeno, Tramin in tedesco, dove la cooperativa viene fondata nel 1898. L’iniziativa nasce da Christian Schrott, parroco del paese e successivamente deputato al Parlamento austriaco, che in un periodo particolarmente difficile per i piccoli viticoltori locali comprende come l’unione possa rappresentare l’unico strumento per garantirne sopravvivenza e futuro. Quella prima associazione di poche famiglie è diventata nel tempo una delle cooperative qualitative di riferimento della regione: oggi Cantina Tramin riunisce circa 160 famiglie che coltivano complessivamente circa 270 ettari di vigneti. Un passaggio fondamentale avviene nel 1971 con la fusione con la Cantina Sociale di Egna, fondata nel 1893, operazione che porta all’interno della proprietà anche importanti vigneti dedicati al Pinot Nero nelle zone di Mazzon e Glen. La vera rivoluzione qualitativa arriva però negli anni Novanta con Willi Stürz, ancora oggi direttore tecnico ed enologo della cantina, che avvia un lavoro sempre più rigoroso di selezione delle parcelle e delle uve e costruisce progressivamente quella linea di vini di alta gamma che ha trasformato la percezione di Tramin. I vigneti si sviluppano in un ambiente straordinariamente diversificato, tra circa 250 e 850 metri di altitudine, dove la protezione delle Alpi incontra influenze climatiche più calde provenienti da sud. Durante il pomeriggio l’Ora del Garda risale le vallate portando aria più mite, mentre durante la notte le correnti fredde scendono dalle montagne: l’importante escursione termica permette alle uve di raggiungere piena maturità conservando freschezza e intensità aromatica. Anche i terreni cambiano profondamente nel giro di pochi chilometri e alternano calcare, argilla, ghiaia e porfido, offrendo condizioni differenti per Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon, Pinot Bianco, Pinot Nero, Lagrein e soprattutto Gewürztraminer. È proprio quest’ultimo a rappresentare l’anima più profonda di Tramin. Nei vigneti intorno a Termeno, su terreni prevalentemente calcarei e argillosi e in condizioni climatiche che alternano giornate luminose e notti fresche, il Gewürztraminer riesce a sviluppare l’intensità aromatica tipica della varietà senza perdere completamente tensione e acidità. Nussbaumer è diventato negli anni uno dei vini simbolo della cantina e una delle interpretazioni italiane più conosciute del Gewürztraminer secco; Terminum esplora invece il volto della vendemmia tardiva e della botrite, mentre Epokale rappresenta il progetto più radicale. Prodotto per la prima volta con l’annata 2009 da due vecchie parcelle nei pressi del maso Nussbaumer, Epokale nasce da una vendemmia tardiva e mantiene un importante residuo zuccherino, recuperando idealmente uno stile storico del Gewürztraminer altoatesino. Dopo circa otto mesi in acciaio, le bottiglie vengono trasferite nella miniera di Ridanna Monteneve, a oltre 2.000 metri di altitudine e circa quattro chilometri all’interno della montagna, dove maturano per quasi sei anni in condizioni naturali estremamente stabili di temperatura e umidità. Proprio l’annata 2009 ha ottenuto 100/100 da Wine Advocate, diventando il primo vino bianco italiano a raggiungere questo riconoscimento. La ricerca qualitativa non si limita però al Gewürztraminer. La linea delle Selezioni rappresenta la parte più ambiziosa del lavoro di Willi Stürz e comprende oggi, oltre a Epokale, Nussbaumer e Terminum, Troy Chardonnay, Stoan, Unterebner Pinot Grigio, Maglen Pinot Nero, Urban Lagrein e Loam. Troy costituisce la massima interpretazione aziendale dello Chardonnay di montagna; Unterebner mostra quanto il Pinot Grigio possa acquisire profondità e capacità evolutiva quando proviene da vigneti selezionati e viene trattato come un grande bianco; Maglen valorizza invece la tradizione del Pinot Nero altoatesino, mentre Urban porta al centro il Lagrein e Loam interpreta attraverso un taglio bordolese uno dei microclimi più caldi del territorio. Stoan rappresenta infine una delle cuvée bianche più caratteristiche della cantina, costruita attraverso quattro varietà e pensata per sintetizzare la complessità del paesaggio altoatesino. Dietro queste etichette rimane un modello cooperativo nel quale la selezione delle parcelle e la relazione con i singoli soci viticoltori diventano fondamentali: 270 ettari significano infatti poter disporre di un mosaico enorme di altitudini, esposizioni e composizioni geologiche e destinare le uve di ciascuna zona alla tipologia più adatta. La cantina produce mediamente circa 1,9 milioni di bottiglie all’anno, delle quali circa il 70% viene commercializzato in Italia e il restante 30% esportato, numeri importanti che convivono con un lavoro di selezione estremamente rigoroso sulle etichette di vertice. Anche la sede racconta la trasformazione contemporanea di Tramin: nel 2010 viene completato il progetto dell’architetto altoatesino Werner Tscholl, che avvolge la struttura preesistente con una spettacolare costruzione verde ispirata idealmente alla vite, diventata uno dei simboli architettonici della Strada del Vino dell’Alto Adige. Cantina Tramin rappresenta quindi un esempio particolarmente significativo di come il modello cooperativo possa raggiungere livelli qualitativi altissimi quando la dimensione viene trasformata in uno strumento di selezione anziché di standardizzazione. Dalle poche famiglie riunite da Christian Schrott nel 1898 alle 160 famiglie di oggi, la filosofia rimane fondata sulla condivisione del patrimonio viticolo, ma l’arrivo di Willi Stürz negli anni Novanta ha spostato definitivamente l’attenzione verso la valorizzazione dei singoli terroir e delle migliori parcelle. Gewürztraminer rimane il filo conduttore e il simbolo assoluto della cantina, attraverso interpretazioni profondamente differenti come Nussbaumer, Terminum ed Epokale, ma Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Nero e Lagrein dimostrano quanto sia ampio il potenziale dei vigneti compresi tra 250 e 850 metri di altitudine. È proprio l’incontro tra cultura cooperativa, viticoltura di montagna, escursioni termiche, complessità geologica e una delle figure enologiche più importanti dell’Alto Adige contemporaneo ad aver trasformato Tramin in una delle cantine di riferimento della regione e in una delle espressioni più autorevoli del Gewürztraminer italiano.