TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA

GATTINARA DOCG 2020 - TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA

Prezzo di listino €30,90 Prezzo di vendita€35,00risparmi €4,10

Abbinamenti, E’ un grande vino che accompagna arrosti, bolliti e selvaggina, formaggi stagionati.
Alcol, 14%
Annata, 2020
Denominazione, Gattinara DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Un rosso di grande personalità, che si presenta con un colore rubino scarico, tendente all’aranciato con l’evoluzione. Al naso si apre con profumi floreali delicati, note di piccoli frutti rossi, sentori minerali e terrosi, e una elegante sfumatura di grafite e liquirizia. In bocca è strutturato e vibrante, con tannini vivaci, una freschezza incisiva e una chiusura sapida e persistente. Verticale e teso, ha una trama nobile che promette una grande evoluzione nel tempo, rivelando aromi sempre più complessi e raffinati. Un vino che ogni amante del Nebbiolo dovrebbe conoscere: espressione autentica di un terroir unico, capace di affascinare sin dal primo sorso e di conquistare nel tempo.

CURIOSITÀ:

Nel cuore delle colline novaresi, dove la vite affonda le radici in suoli vulcanici ricchi di minerali ferrosi, nasce il Gattinara di Torraccia del Piantavigna: un vino austero, elegante e profondo, che riflette con fierezza il carattere del suo territorio. Questo Nebbiolo in purezza incarna la finezza e la longevità che hanno reso celebre la denominazione Gattinara, grazie a un microclima fresco e una viticoltura rispettosa, attenta alla qualità e alla tradizione. Dopo una vinificazione attenta, con fermentazione in acciaio e lunga macerazione, il vino matura per 36 mesi in botti di rovere francese di Allier, seguiti da 9 mesi di affinamento in bottiglia.

Torraccia Del Piantavigna

Torraccia del Piantavigna è una delle realtà più rappresentative dell’Alto Piemonte e possiede una caratteristica particolarmente rara: è una delle pochissime aziende storicamente autorizzate a produrre sia Ghemme DOCG sia Gattinara DOCG, due denominazioni separate soltanto dal fiume Sesia ma profondamente differenti per origine geologica e carattere dei vini. La storia aziendale nasce sulle colline di Ghemme, nei pressi del seicentesco Castello di Cavenago, dove Pierino Piantavigna mise a dimora il primo nucleo di vigneti della famiglia. Il nome richiama proprio una collina particolarmente cara a Pierino, chiamata “Torraccia” per la presenza dell’antica torre del castello ormai in rovina. La struttura moderna viene fondata nel 1997 da Alessandro Francoli, nipote di Pierino e appartenente alla famiglia delle Distillerie Francoli, con l’obiettivo di trasformare quel patrimonio viticolo in un progetto interamente dedicato ai grandi vini dell’Alto Piemonte. La famiglia Francoli conserva ancora oggi la partecipazione maggioritaria, mentre dal 2015 è entrata nella proprietà anche la famiglia Ponti, anch’essa storicamente legata a Ghemme. Il patrimonio aziendale raggiunge circa 40 ettari, di cui circa 35 in produzione, suddivisi in otto differenti zone viticole e coltivati principalmente a Nebbiolo, localmente chiamato Spanna, Vespolina e varietà bianche tradizionali del territorio.  È proprio il confronto tra Ghemme e Gattinara a rappresentare uno degli aspetti più affascinanti della cantina. A Ghemme le vigne si sviluppano su antichi terrazzi fluvio-alluvionali, con terreni relativamente acidi, ricchi di argilla e caratterizzati da un buon drenaggio; l’influenza delle correnti fresche provenienti dal Monte Rosa determina inoltre importanti escursioni termiche, particolarmente preziose durante la maturazione del Nebbiolo. A Gattinara il paesaggio cambia radicalmente: qui affiorano terreni rocciosi di antichissima origine vulcanica, ricchi di porfidi, sienite, quarzo e ferro e collegati geologicamente al grande supervulcano fossile della Valsesia. Nei vigneti Gerbidoni e Lurghe il Nebbiolo cresce su pendii che raggiungono circa 260-280 metri di altitudine, con reazioni del terreno decisamente acide e una forte componente minerale. Torraccia del Piantavigna può quindi interpretare lo stesso vitigno sulle due sponde della Sesia: a Ghemme attraverso terreni fluvio-alluvionali più argillosi, a Gattinara attraverso rocce vulcaniche estremamente antiche. Il lavoro in vigneto è orientato verso pratiche agronomiche a ridotto impatto ambientale e la raccolta viene effettuata manualmente con selezione delle uve in piccole cassette. Nelle parcelle destinate alle selezioni più importanti il controllo delle rese può diventare particolarmente rigoroso, arrivando a lasciare un solo grappolo per tralcio. Tra i vigneti simbolo spicca Ronco dell’Ulivo, a Ghemme, collocato tra circa 260 e 300 metri e coltivato a Nebbiolo e Vespolina su un terrazzo fluvio-alluvionale; Maretta raggiunge invece circa 300 metri con esposizione sud-occidentale. Sul versante di Gattinara, Gerbidoni presenta vigne di età differenti su terreni vulcanici ricchi di scheletro, mentre Lurghe si trova sulla sommità della collina e poggia su una matrice granitico-porfidica caratterizzata anche da importanti concentrazioni di ferro. In cantina il Nebbiolo rimane inevitabilmente il grande protagonista e viene interpretato attraverso vinificazioni e affinamenti pensati soprattutto per esaltarne eleganza e longevità. Il Ghemme DOCG nasce tradizionalmente dall’incontro di Nebbiolo e Vespolina – nella versione aziendale l’assemblaggio è 90% Nebbiolo e 10% Vespolina – recuperando uno degli uvaggi storici delle Colline Novaresi. Il Gattinara DOCG mette invece al centro il Nebbiolo cresciuto sui terreni vulcanici dell’altra sponda della Sesia, mostrando generalmente una struttura più austera, una trama tannica importante e una marcata capacità evolutiva. Accanto alle due DOCG, la gamma comprende vini capaci di raccontare in maniera più immediata le varietà e il territorio dell’Alto Piemonte, oltre a bianchi, rosati e Metodo Classico. La cantina segue direttamente vinificazione, affinamento e imbottigliamento, mantenendo così il controllo dell’intero percorso produttivo. Torraccia del Piantavigna rappresenta quindi un osservatorio privilegiato sul Nebbiolo dell’Alto Piemonte: pochi chilometri separano Ghemme da Gattinara, ma attraversare il Sesia significa passare da antichi depositi fluvio-alluvionali a terreni vulcanici radicalmente differenti. È proprio questa possibilità di confrontare due delle più importanti denominazioni settentrionali del Nebbiolo all’interno della stessa azienda a rendere il progetto particolarmente interessante. Dal piccolo vigneto di Pierino Piantavigna alla realtà costruita da Alessandro Francoli nel 1997, la cantina è cresciuta fino a riunire circa 40 ettari, mantenendo Nebbiolo e Vespolina al centro della propria identità e lavorando per valorizzare un territorio nel quale la viticoltura possiede radici millenarie.