GUILLAUME SERGENT

CHAMPAGNE BLANC DE NOIRS PREMIER CRU EXTRA BRUT "BOSSA NOVA" - GUILLAUME SERGENT

Prezzo di listino €54,50 Prezzo di vendita€60,00risparmi €5,50

Abbinamenti, La struttura vinosa e il dosaggio contenuto rendono Bossa Nova uno Champagne estremamente gastronomico. È magnifico con ostriche, scampi, capesante, tartare e carpacci di pesce, ma possiede sufficiente profondità per accompagnare anche rombo, branzino, crostacei alla griglia e preparazioni leggermente affumicate. Molto interessante con pollame, carni bianche e piatti caratterizzati da una componente cremosa, dove freschezza e bollicina riescono a riequilibrare la ricchezza del boccone. Da provare con un risotto ai funghi o al tartufo, oppure con formaggi a pasta molle e media stagionatura. È naturalmente eccellente anche come aperitivo importante.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 50%, Meunier 50%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Premier Cru Extra Brut “Bossa Nova” di Guillaume Sergent si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da riflessi dorati e da un perlage fine e continuo. Il naso è profondo e invitante, con pera, pesca bianca e mela che si intrecciano a ciliegia gialla, piccoli frutti rossi e scorza di agrumi. Con l’ossigenazione emergono note più complesse di nocciola, spezie fini e leggere sfumature affumicate, accompagnate da una componente minerale netta che richiama il gesso e la pietra. Al palato è vinoso, ampio e setoso, con la struttura del Pinot Noir e la naturale rotondità del Meunier perfettamente sostenute da un’acidità tesa e precisa. Il dosaggio molto contenuto lascia emergere senza filtri la sapidità e il carattere del terroir. La chiusura è lunga, asciutta e gessosa, con ritorni di agrumi, frutta e frutta secca. Uno Champagne di grande energia, capace di unire generosità e tensione con una bevibilità sorprendente.

CURIOSITÀ:

Bossa Nova è un Blanc de Noirs, non un Blanc de Blancs: nasce in parti uguali da Pinot Noir e Meunier coltivati a Vrigny, villaggio Premier Cru della Petite Montagne de Reims. Le uve provengono da tre parcelle molto differenti: Le Grand Chemin, esposta a nord-est su sabbie; Les Chappes, rivolta a ovest su suoli calcarei poco profondi; e Les Prières, dove argilla, sabbia e calcare si mescolano. Le vigne derivano da selezioni massali piantate nel 1972 e nel 1982. Guillaume Sergent, vignaiolo ed enologo con una formazione anche geologica, lavora una minuscola superficie di circa due ettari e vinifica i vini base spontaneamente in vecchie barrique e demi-muid, senza cercare aromi di legno e lasciando svolgere naturalmente la malolattica. Bossa Nova nacque quasi per necessità nel difficile 2021, quando la scarsità di uva impedì di produrre la precedente cuvée Le Chemin des Chappes. Durante quelle vinificazioni Guillaume continuava ad avere in testa “The Girl from Ipanema”: da quel ritmo nacque il nome Bossa Nova. La cuvée è poi rimasta stabilmente in gamma.

Guillaume Sergent

Guillaume Sergent è uno di quei produttori che raccontano perfettamente la Champagne che piace a noi: piccolissimo, indipendente, con pochissime bottiglie e un lavoro costruito prima di tutto sulle vigne. Siamo a Vrigny, Premier Cru della Petite Montagne de Reims, territorio particolarmente interessante perché qui, accanto alla craie, affiorano sabbie di origine marina che cambiano completamente il carattere dei vini. La famiglia Sergent coltiva la vite almeno dal 1842 e per lungo tempo ha conferito le uve alla cooperativa locale, commercializzando Champagne con il marchio Roger Sergent. Guillaume, enologo di formazione e con esperienze anche presso Louis Roederer e De Saint Gall, prende progressivamente in mano l’azienda familiare tra il 2006 e il 2008 e decide di fare qualcosa di completamente diverso: vinificare personalmente le proprie parcelle e mettere il proprio nome sulle bottiglie. Le prime produzioni sono quasi microscopiche – appena 600 bottiglie nel 2011 e 881 nel 2012 – e ancora oggi siamo di fronte a un vero micro-domaine: circa 1,5-1,7 ettari tra Vrigny e la vicina Coulommes-la-Montagne e una produzione che rimane nell’ordine di poche migliaia di bottiglie all’anno. Il Meunier ha un ruolo importante, come è naturale in questa parte della Montagne de Reims, ma Guillaume lavora anche Pinot Noir e Chardonnay e soprattutto cerca di leggere separatamente le piccole parcelle anziché costruire uno Champagne sempre uguale. In vigna il lavoro è orientato al biologico e alla biodinamica, con l’obiettivo di riportare vitalità nei terreni e ottenere uve sufficientemente mature da non dover poi correggere il vino in cantina. È qui che il suo stile diventa particolarmente riconoscibile: fermentazioni con lieviti indigeni, nessun enzima, chiarifiche e filtrazioni evitate, utilizzo molto misurato della solforosa e soprattutto vinificazioni in legno, prevalentemente barrique e demi-muids già utilizzati, che servono a dare respiro e profondità al vino senza lasciare una firma aromatica evidente. La fermentazione malolattica viene svolta e gli Champagne rimangono generalmente a lungo sui lieviti, con dosaggi bassissimi che possono arrivare intorno a 1 g/l. La gamma è minuscola ma permette di capire benissimo il progetto. Les Prés Dieu è il Blanc de Blancs Premier Cru e nasce da Chardonnay proveniente da due parcelle: una a Vrigny, esposta a nord-est e caratterizzata da sabbie del Cuisiano ricche di materiale organico e fossili, e una a Coulommes-la-Montagne, esposta a sud, dove alle sabbie del Cuisiano si aggiungono detriti calcarei del Bartoniano. Viene vinificato in demi-muids con lieviti indigeni ed è uno Champagne molto teso, salino e preciso. Le Chemin des Chappes cambia completamente registro ed è un Blanc de Noirs Premier Cru costruito in parti uguali da Pinot Noir e Meunier di Vrigny: il Pinot Noir proviene da Le Grand Chemin, il Meunier da Les Chappes, e la vinificazione avviene in legno con un dosage estremamente contenuto. Qui si vede probabilmente meglio la mano di Guillaume, perché il Meunier non viene utilizzato per rendere il vino semplicemente più morbido e fruttato, ma acquista profondità e carattere accanto alla struttura del Pinot Noir. A queste cuvée si aggiungono produzioni ancora più rare come Le Clos des Croix, Chardonnay proveniente da una selezione estremamente limitata, e piccoli Coteaux Champenois che permettono di osservare le stesse vigne senza la seconda fermentazione. Guillaume Sergent è quindi l’esatto contrario di una grande maison: pochissimi ettari, pochissime bottiglie, parcelle minuscole e vini che possono cambiare sensibilmente secondo il luogo e l’annata. È proprio questo che lo rende interessante. Non cerca uno stile costruito a tavolino e non utilizza il legno, il basso dosage o la viticoltura biologica come semplici elementi di immagine; sono strumenti per lasciare parlare Vrigny e le sue sabbie, Coulommes-la-Montagne e i suoi calcari, il Meunier, il Pinot Noir e lo Chardonnay. Partendo da una famiglia che per generazioni aveva lavorato principalmente attraverso la cooperativa, Guillaume ha trasformato meno di due ettari di vigneto in un progetto estremamente personale e oggi produce appena qualche migliaio di bottiglie. Una Champagne davvero artigianale, rara per definizione, nella quale dietro ogni cuvée c’è prima di tutto una parcella e dietro ogni bottiglia praticamente una sola persona.