GARGANEGA IGT VENETO BIO "BATTIBALENO" 2022 - VOLCANALIA
Abbinamenti, Si abbina magnificamente al baccalà alla vicentina, ma trova un equilibrio sorprendente anche con zuppe di legumi, carni bianche arrosto, funghi, verdure grigliate e piatti della cucina orientale leggermente speziata
Alcol, 11,5%
Annata, 2020
Denominazione, Garganega IGT Veneto
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Garganega 100%
NOTE SENSORIALI:
Alla vista si presenta con un intenso giallo dorato, mentre il naso si apre lentamente lasciando emergere scorza di cedro, albicocca, camomilla, fiori secchi e leggere note di erbe officinali, seguite da richiami di pietra focaia e spezie delicate. Il contatto con le bucce dona maggiore profondità al sorso e una lieve trama tannica che sostiene la struttura senza renderla pesante. La bocca è ampia, energica e perfettamente bilanciata da una vibrante freschezza che accompagna un finale sapido, lungo e quasi salmastro, nel quale riaffiora con decisione l'identità vulcanica del territorio.
CURIOSITÀ:
Per realizzare il Battibaleno, Volcanalia utilizza esclusivamente Garganega proveniente da vigneti storici di Agugliana, sulle colline di Gambellara, coltivati in regime biologico e biodinamico. Le vigne, allevate secondo il tradizionale sistema della Pergola Veronese, hanno un'età compresa tra i trenta e i cinquant'anni e crescono su rocce basaltiche originate dalle antiche colate laviche che hanno modellato queste colline milioni di anni fa. In cantina il lavoro è volutamente essenziale: la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti presenti naturalmente sulle uve e il vino trascorre alcuni giorni a contatto con le bucce, scelta che ne amplifica consistenza e complessità aromatica. Terminata questa fase, l'evoluzione prosegue senza fretta fino all'imbottigliamento, preservando l'autenticità del frutto e la forte impronta del terroir. La produzione è limitata a poche migliaia di bottiglie, espressione di una viticoltura artigianale che mette al centro il vigneto e il ritmo della natura.
Volcanalia +

Volcanalia è il progetto vitivinicolo di Rossella Mastrotto a Gambellara, nel Vicentino, nato dall’incontro tra un territorio vulcanico straordinariamente riconoscibile e una visione personale maturata dopo anni di viaggi e di confronto con culture enologiche molto differenti. Prima di dedicarsi completamente al vino, Rossella attraversa un lungo percorso di scoperta che la porta a visitare cantine in numerosi paesi, dall’Ungheria al Portogallo, dalla Francia al Sudafrica, fino ad Australia, Tasmania, Argentina e Cile; al ritorno sceglie di trasformare questa esperienza in un progetto proprio, concentrandosi sulle vecchie vigne di Garganega delle colline di Gambellara. Anche il nome racconta immediatamente l’identità della cantina: le Volcanalia erano le feste che nell’antica Roma si celebravano il 23 agosto in onore di Vulcano, divinità del fuoco, e diventano qui un richiamo diretto all’origine geologica del territorio. Circa 45 milioni di anni fa quest’area era interessata da un’intensa attività vulcanica, dalla quale derivano le rocce basaltiche scure che ancora oggi caratterizzano i vigneti. Il cuore della proprietà si trova in località Agugliana, all’estremità di una piccola valle sopra Gambellara, in un ambiente isolato e circondato dal bosco. Volcanalia dispone oggi di circa 5-6 ettari vitati, con il nucleo principale costituito da Garganega coltivata intorno ai 300 metri di altitudine, su terrazze esposte prevalentemente a sud e sud-est. Alcuni impianti risalgono al 1968 e molte vigne hanno tra trenta e cinquant’anni, allevate nella tradizionale pergola veronese. Il basalto rappresenta la vera firma del luogo: è una roccia vulcanica friabile, scura e capace di generare terreni profondamente differenti dai suoli calcarei o alluvionali che caratterizzano altre zone del Veneto. La Garganega diventa quindi l’interprete principale di Volcanalia, affiancata da una piccola produzione di Pinot Grigio proveniente dall’area di Roncà. La conduzione è biologica e segue anche principi dell’agricoltura biodinamica; Rossella considera il terreno un ecosistema vivo e cerca di intervenire soltanto quando necessario, utilizzando trattamenti di origine naturale, mantenendo la vegetazione spontanea tra i filari e favorendo la presenza di insetti e biodiversità. Anche preparati biodinamici come il cornoletame fanno parte del lavoro agricolo, mentre la particolare posizione dei vigneti, protetti dal bosco e lontani da coltivazioni intensive, permette di conservare un ambiente particolarmente integro. Gran parte delle operazioni viene effettuata manualmente, scelta quasi inevitabile nei vigneti più vecchi e terrazzati ma diventata anche parte integrante della filosofia aziendale. In cantina l’approccio rimane coerente: fermentazioni spontanee, interventi ridotti, acciaio, cemento e grandi botti vengono utilizzati in funzione del vino, senza cercare di uniformare le differenti interpretazioni della Garganega. La gamma è volutamente anticonvenzionale e comprende Ambarabà, Garganaut, Marameo, Pinkopalla, Patapum, Battibaleno, Mai Ferma, Stra Vagante e Quatto Quatto, etichette dai nomi giocosi dietro le quali si nasconde un lavoro estremamente serio sulla varietà e sulle possibilità offerte dal territorio. Battibaleno, ad esempio, è una Garganega macerata proveniente dalle vecchie vigne di Agugliana: fermenta spontaneamente in un tino di legno da 30 ettolitri con circa otto giorni di contatto con le bucce e prosegue successivamente l’affinamento in acciaio. Mai Ferma esplora invece il mondo delle bollicine attraverso una Garganega rifermentata e Pas Dosé: la base fermenta spontaneamente, passa brevemente in cemento e affronta poi la rifermentazione in bottiglia e un lungo affinamento sui lieviti, mostrando quanto la varietà possa mantenere personalità anche attraverso la presa di spuma. Un capitolo particolarmente affascinante è quello dedicato all’appassimento. Volcanalia conserva infatti l’antico sistema dei “Picai”, nel quale i grappoli vengono appesi individualmente per favorire una lenta disidratazione naturale grazie alla gravità e alla circolazione dell’aria. Una volta raggiunta la concentrazione desiderata, le uve vengono pressate utilizzando anche un antico torchio manuale: una parte del mosto concentrato può essere destinata al dosaggio dei vini rifermentati, mentre un’altra viene affinata in vecchie barrique per dare origine al Passito. È un procedimento che collega direttamente la produzione contemporanea alle pratiche tradizionali di Gambellara e mostra bene la filosofia di Rossella: recuperare tecniche antiche senza trasformarle in esercizi nostalgici, utilizzandole invece per creare vini personali. Anche l’architettura del progetto riflette questo rapporto con il fuoco e la terra. Lo spazio dedicato all’accoglienza è stato rivestito utilizzando la tecnica giapponese dello Yakisugi, che carbonizza superficialmente il legno attraverso il fuoco e crea una superficie scura che richiama visivamente il basalto vulcanico dei vigneti. Volcanalia rappresenta così molto più di una semplice cantina di Garganega: è un progetto costruito intorno alla personalità di Rossella Mastrotto e alla volontà di interpretare Gambellara attraverso agricoltura biologica, principi biodinamici, vecchie vigne, fermentazioni spontanee e tecniche tradizionali recuperate con uno sguardo contemporaneo. Le circa 20.000 bottiglie prodotte annualmente mantengono inevitabilmente una dimensione artigianale e permettono di seguire direttamente ogni fase del lavoro. Vecchie pergole, terrazze a 300 metri, boschi, basalto nero e Garganega costituiscono il filo conduttore di vini volutamente lontani dalla standardizzazione, capaci di passare dal rifermentato al macerato fino al passito senza perdere la propria origine. È proprio questo rapporto tra il fuoco che milioni di anni fa ha formato il territorio e la vitalità che Rossella ricerca oggi nei suoi vigneti a definire Volcanalia: una delle interpretazioni più personali e contemporanee del paesaggio vulcanico di Gambellara.