ALGHERO CAGNULARI DOC RISERVA "MAGIA DI ESSERE ROSSO" 2021 - MAGIA DI ESSERE
Abbinamenti, Ideale con piatti a base di carne rossa.
Alcol, 15%
Annata, 2021
Denominazione, Alghero Cagnulari DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sardegna (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Cagnulari 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Cagnulari colpisce per il suo rosso intenso e profondo, risultato di una lavorazione attenta che valorizza appieno la tipicità delle uve. Al naso si svela con profumi complessi di frutti rossi maturi, accenni di spezie delicate e sottili note minerali, mentre al palato mostra struttura, armonia ed eleganza, accompagnate da una persistenza lunga e avvolgente.
CURIOSITÁ:
Si tratta di un Cagnulari 100%, proveniente da un vigneto di 25 anni allevato a Guyot, che conferisce concentrazione, complessità e carattere alle uve. La vendemmia viene effettuata nella prima decade di ottobre, scegliendo il momento ottimale per preservare freschezza e aromaticità. La vinificazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata, con una macerazione post-fermentativa di 26 giorni che estrae colore, tannini e profumi senza compromettere l’equilibrio del vino. Segue un lungo affinamento di 24 mesi in botti di rovere di Slavonia, che arricchisce il vino di complessità aromatica e morbidezza, completato da ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia per armonizzare il profilo gustativo. Il vino non viene filtrato, preservando così tutta la sua naturale ricchezza, la profondità dei sapori e l’autenticità del terroir. Ogni sorso racconta la storia di un vigneto storico e della dedizione artigianale che accompagna ogni fase della produzione.
Magia Di Essere +
MAGIA DI ESSERE non è semplicemente un nome. È un’intenzione, un codice, una dichiarazione silenziosa. Una parola piena, essenziale, capace di tenere insieme identità e
visione, firma discreta, mai ostentata. Accanto, un ideogramma sumero: il primo simbolo della storia a rappresentare il vino. Un ritorno all’origine del gesto, alla sacralità antica della trasformazione. Non chiamatelo vigneron, né produttore. Sarebbe riduttivo. Roberto arriva al vino da un’altra strada. Non quella accademica, ma quella dell’esperienza diretta, maturata in trent’anni di lavoro nel mondo enologico ,in dialogo costante con cantine di ogni parte del mondo. Nessun titolo da esibire, ma una competenza profonda, acquisita sul campo. Con pazienza, osservazione, rigore. Un sapere che non ha bisogno di essere rivendicato,
perché si riconosce nel gesto, nel vino che nasce, nella coerenza di uno stile. Nel 2017 sceglie di rientrare in Sardegna, la sua terra, e iniziare a vinificare. Con un’idea chiara: fare vini che non rincorrano il consenso, ma che rispettino il tempo, la materia e il luogo da cui provengono. Senza scorciatoie, senza compiacenze. Lavora esclusivamente vitigni autoctoni – Vermentino e Cagnulari – provenienti da terroir che ha selezionato personalmente, tra la Gallura granitica e la Nurra di Alghero. Macerazioni prolungate, solforosa ridotta al minimo, legni usati con misura, tra Slavonia e Francia. Nessuna forzatura, solo rispetto per il tempo e per la materia. I suoi vini non cercano l’effetto. Non alzano la voce. Hanno profondità, equilibrio, una spiccata salinità che racconta il vento di mare. Tannini integrati, struttura elegante, precisione aromatica. Sono vini che non si impongono: si fanno ricordare. ESSERE VINO – così come, per chi lo fa, dev’essere.
Perché il vino non è solo il riflesso di un’intuizione, ma il luogo in cui si incontrano chi lo ha immaginato e chi lo assaggia. Due verità che raramente coincidono, ma che possono
dialogare. Come scrive Aristotele: “In realtà, non si proverà certo l’essenza con la sensazione.” L’essenza – ciò che muove chi crea – difficilmente combacia con la sensazione di chi degusta. Ma è proprio in quello scarto che si apre uno spazio fertile: quello dell’ascolto, del confronto, della condivisione. Magia di Essere nasce qui.
Nel desiderio di restituire al vino la sua dimensione più piena: trasformazione,
artigianato, cultura. Un atto consapevole, fatto di silenzi, tempo e misura. Pensato per chi avrà voglia non solo di bere, ma di ascoltare.