BERA VITTORIO E FIGLI

BARBERA "LE VERRANE" 2021 - BERA VITTORIO E FIGLI

Regular price €14,50 Sale price€16,00you save €1,50

Abbinamenti, Da abbinare a piatti della tradizione piemontese
Alcol, 14,5%
Annata, 2021
Denominazione, Barbera del Monferrato DOC
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTE SENSORIALI:

La Barbera Le Verrane 2021 di Bera Vittorio e Figli è un rosso vivace, succoso e profondamente legato alla tradizione contadina piemontese, interpretato dalla famiglia con quella filosofia artigianale e poco interventista che caratterizza tutta la produzione aziendale. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso e brillante, animato da una naturale vivacità che rende immediatamente il sorso dinamico. Il profilo aromatico è schietto e fragrante, dominato da ciliegia, amarena, lampone e piccoli frutti rossi, accompagnati da leggere sfumature speziate, floreali e balsamiche. In bocca emerge tutta l'energia della Barbera: la freschezza è netta e vibrante, il frutto rimane croccante e succoso e la struttura, pur presente, non appesantisce mai la bevuta. La delicata anidride carbonica sviluppata naturalmente in bottiglia aggiunge slancio e amplifica la sensazione di freschezza, mentre il tannino rimane discreto e ben inserito. Il finale è asciutto, saporito e leggermente speziato, con una grande facilità di beva. È una Barbera lontana da concentrazioni, legni e morbidezze costruite: Le Verrane punta piuttosto sull'energia del frutto, sulla spontaneità e su quella piacevole rusticità che appartiene ai vini piemontesi di una volta.

CURIOSITÁ:

Le Verrane 2021 è prodotta da 100% Barbera proveniente da circa un ettaro di vigneto coltivato secondo i principi dell'agricoltura biologica. Le viti, allevate a Guyot con una densità di circa 5.000 ceppi per ettaro, hanno un'età media intorno ai 20-25 anni e crescono su terreni calcarei e marnosi, formatisi dal disfacimento di profonde arenarie silicee mescolate a marne di antica sedimentazione marina. La resa media si mantiene intorno ai 50 ettolitri per ettaro. L'aspetto più interessante di Le Verrane è però la sua lavorazione, che recupera una maniera antica e tipicamente piemontese di produrre la Barbera vivace. Dopo la pigiatura, la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il vino rimane a contatto con le bucce per circa 20-22 giorni all'interno di grandi vasche di cemento da 50 ettolitri. Per la 2021 la lavorazione prevedeva una lunga permanenza negli stessi recipienti, sulle fecce fini, prima dell'imbottigliamento. La filosofia della cuvée è quella della rifermentazione naturale: il vino viene imbottigliato conservando una piccola quantità di zuccheri residui, così che possa terminare la fermentazione direttamente in bottiglia e sviluppare spontaneamente una delicata presenza di anidride carbonica. Non viene filtrato e gli interventi in cantina sono ridotti al minimo. La produzione è minuscola, nell'ordine di circa 6.000 bottiglie. Le Verrane rappresenta quindi una Barbera volutamente ancestrale, lontana dall'idea moderna di rosso fermo e levigato e molto più vicina ai vini vivaci che un tempo accompagnavano quotidianamente la tavola delle famiglie piemontesi.

Bera Vittorio E Figli

Bera Vittorio e Figli è una storica realtà familiare di Canelli, nel cuore delle colline astigiane, dove la famiglia Bera coltiva la vite da generazioni e ha costruito la propria identità soprattutto attorno al Moscato Bianco. Le radici dell’azienda affondano nella tradizione agricola piemontese e in un territorio nel quale la viticoltura rappresenta da secoli parte integrante del paesaggio e della vita quotidiana. La proprietà si trova nella frazione Serra Masio, sulle colline che circondano Canelli, area storicamente considerata tra le più vocate per il Moscato. È qui che Vittorio Bera ha progressivamente trasformato l’attività familiare, scegliendo di vinificare direttamente le proprie uve e di imbottigliare con il nome della famiglia anziché limitarsi alla vendita del raccolto, dando forma a una cantina nella quale il controllo dell’intero processo, dalla vigna alla bottiglia, diventa fondamentale. Oggi il progetto continua con i figli Gianluigi e Alessandra, che hanno raccolto l’esperienza dei genitori mantenendo una dimensione volutamente artigianale e un approccio agricolo profondamente rispettoso dell’ambiente. Uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano Bera è infatti la scelta dell’agricoltura biologica, intrapresa quando questo tipo di conduzione era ancora poco diffuso nel panorama vitivinicolo piemontese. Nei vigneti si cerca di preservare la vitalità naturale del terreno evitando diserbanti e prodotti chimici di sintesi e favorendo un equilibrio nel quale la vite possa svilupparsi senza essere spinta verso produzioni eccessive. Le lavorazioni sono accompagnate da una presenza manuale costante e la vendemmia rappresenta il momento conclusivo di un percorso nel quale la qualità dell’uva viene considerata molto più importante della quantità prodotta. Il territorio di Canelli svolge naturalmente un ruolo decisivo. Le vigne si sviluppano su colline ripide e ben esposte, caratterizzate da terreni sedimentari nei quali marne, calcare, argille e componenti sabbiose si alternano creando condizioni particolarmente favorevoli alla vite. Il Moscato Bianco trova qui uno dei suoi habitat storici e riesce a conservare una straordinaria ricchezza aromatica accompagnata da acidità e freschezza. È un vitigno estremamente riconoscibile, capace di trasferire nel vino profumi che ricordano direttamente l’uva fresca, i fiori bianchi, gli agrumi e le erbe aromatiche. Bera lo interpreta cercando di preservare questa immediatezza senza trasformarla in semplicità, lasciando che il carattere della varietà e delle singole vendemmie rimanga chiaramente leggibile. Il Moscato d’Asti rappresenta inevitabilmente una delle espressioni simbolo della cantina e nasce attraverso fermentazioni gestite con l’obiettivo di conservare fragranza, naturale dolcezza e una delicata effervescenza. Dietro l’apparente facilità di beva si trova però un equilibrio estremamente delicato tra residuo zuccherino, acidità, aromaticità e pressione, elementi che devono convivere senza che nessuno prevalga sugli altri. Il Moscato è anche il vino che più direttamente collega la famiglia alla storia di Canelli, città che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della spumantistica italiana e della lavorazione delle uve aromatiche piemontesi. Ma Bera Vittorio e Figli non ha mai costruito la propria identità esclusivamente attorno a un’unica tipologia. Nel corso degli anni la famiglia ha sviluppato una gamma capace di raccontare in maniera più ampia il patrimonio viticolo delle colline astigiane, lavorando varietà bianche e rosse secondo una filosofia poco interventista. Barbera, Dolcetto e altre uve tradizionali piemontesi affiancano così il Moscato, mentre alcune vinificazioni esplorano rifermentazioni e interpretazioni più libere, mostrando il lato maggiormente sperimentale della cantina. In cantina l’approccio rimane coerente con il lavoro svolto tra i filari. Le fermentazioni vengono seguite cercando di limitare manipolazioni e correzioni, privilegiando processi capaci di conservare l’identità dell’uva. L’esperienza accumulata dalla famiglia permette di intervenire in maniera misurata, accettando che le differenze tra le annate facciano parte naturalmente del vino. Questa impostazione ha avvicinato Bera al mondo dei vini artigianali e delle fermentazioni meno standardizzate, ma la filosofia della famiglia nasce soprattutto da una cultura contadina precedente alle definizioni contemporanee di vino naturale. Fare meno in cantina significa poter contare su uve sane e mature, ottenute attraverso un lavoro attento durante tutto l’anno. Il valore di Bera Vittorio e Figli risiede proprio in questa continuità tra passato e presente. La famiglia non ha abbandonato il Moscato quando il mercato lo ha spesso relegato al ruolo di vino semplice e immediato, ma ha continuato a considerarlo una delle grandi varietà aromatiche piemontesi, capace di raccontare con precisione le colline di Canelli. Allo stesso tempo ha mantenuto viva la curiosità verso altre uve e differenti tecniche di vinificazione, senza trasformare la sperimentazione in una rottura con la propria storia. Bera Vittorio e Figli rappresenta così una delle espressioni più autenticamente familiari dell’Astigiano: vigne sulle colline di Serra Masio, agricoltura biologica, produzioni contenute e una conoscenza del Moscato costruita attraverso generazioni. Vittorio ha posto le fondamenta della cantina contemporanea e Gianluigi e Alessandra ne continuano oggi il percorso, mantenendo al centro la stessa convinzione: un vino deve conservare il carattere dell’uva da cui nasce e del luogo nel quale quella vite ha affondato le proprie radici.