BAROLO DOCG "ESTER CANALE ROSSO" VIGNARIONDA 2022 - GIOVANNI ROSSO
Abbinamenti, Ideale con brasati al Barolo, selvaggina, grandi arrosti, tartufo bianco d’Alba, funghi porcini e formaggi stagionati importanti.
Alcol, 14%
Annata, 2022
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un rosso granato intenso e luminoso. Il naso è ampio, stratificato e profondamente elegante, con note di rosa appassita, ciliegia matura, piccoli frutti rossi, scorza d’arancia, liquirizia, spezie fini, goudron e leggere sfumature ferrose e balsamiche. Il sorso è verticale, potente e aristocratico, sostenuto da tannini fitti ma raffinati e da una vibrante freschezza minerale che accompagna il vino verso un finale lunghissimo, sapido e profondamente territoriale.
CURIOSITÁ:
Il Barolo DOCG “Ester Canale Rosso” Vignarionda 2022 di Giovanni Rosso nasce nel cuore di Serralunga d’Alba, da una delle MGA più leggendarie e austere di tutta la denominazione Barolo. Vignarionda è un cru iconico, celebrato per la straordinaria qualità delle sue uve e per la capacità di generare vini profondi, longevi e di enorme precisione territoriale. Il vigneto si trova a circa 300 metri d’altitudine con esposizione sud-est, su suoli calcareo-argillosi ricchi di marne grigie compatte, comunemente chiamate “tufo di Langa”. Una composizione geologica che dona al Nebbiolo una struttura imponente, tannini scolpiti e una naturale predisposizione all’invecchiamento. La parcella 251P, da cui nasce questo vino, si estende per circa un ettaro e rappresenta una delle espressioni più pure e rigorose del territorio di Serralunga. La vinificazione avviene in acciaio inox con lunghe macerazioni pensate per preservare integrità aromatica e precisione espressiva, mentre l’affinamento prosegue in grandi botti di rovere di Slavonia, scelta che permette al vino di evolvere lentamente senza sovrastare il carattere del cru. La produzione è estremamente limitata: nel 2022 sono state realizzate solamente 5.731 bottiglie, 431 magnum, 45 jeroboam e 24 imperiali. “Ester Canale Rosso” nasce come omaggio alla storia della famiglia Canale, legata a Vignarionda fin dal 1934. Dopo Tommaso Canale e successivamente Aldo e Amelio, oggi è Ester Canale Rosso, insieme al figlio Davide Rosso, a portare avanti il lavoro e la valorizzazione di questo straordinario vigneto.
Giovanni Rosso +
Giovanni Rosso è una storica realtà familiare di Serralunga d’Alba, uno dei comuni simbolo del Barolo e uno dei territori nei quali il Nebbiolo raggiunge alcune delle sue espressioni più profonde e longeve. La famiglia coltiva la vite su queste colline dall’inizio del Novecento e ha costruito nel tempo un patrimonio di vigneti distribuito tra alcune delle MGA più prestigiose del paese, mantenendo come principio fondamentale il rispetto dell’identità di ogni singola vigna.
Le radici della famiglia a Serralunga risalgono al 1906. Nel corso delle generazioni vengono progressivamente acquisiti e consolidati appezzamenti in differenti zone del comune, creando un mosaico di vigne caratterizzate da esposizioni, altitudini e composizioni geologiche diverse. Cerretta, Serra, Broglio, Meriame, Sorano, Costabella e altre importanti menzioni diventano parte di un patrimonio costruito lentamente, attraverso oltre un secolo di lavoro.
Una fase decisiva arriva con Giovanni Rosso, che dagli anni Ottanta imprime una nuova direzione all'azienda. Il suo lavoro si concentra soprattutto sui vigneti, rinnovando diversi impianti e aumentando l'attenzione dedicata alla qualità delle uve. È in questo periodo che vengono poste le basi della filosofia che ancora oggi caratterizza la cantina.
Dal 2001 il progetto passa nelle mani del figlio Davide Rosso. Dopo gli studi enologici ad Alba e alcune esperienze fuori dall'Italia, Davide torna a Serralunga con una sensibilità particolarmente attenta al concetto di terroir. La sua idea è quella di ridurre al minimo qualsiasi elemento capace di uniformare i vini e lasciare invece emergere le differenze naturali tra le singole vigne.
Serralunga d'Alba possiede caratteristiche particolarmente riconoscibili all'interno della denominazione Barolo. Le sue formazioni geologiche, ricche di calcare e argilla, sono tradizionalmente associate a Nebbiolo di grande struttura, profondità tannica e straordinaria capacità di evoluzione. Sono vini che spesso richiedono tempo, ma che proprio attraverso l'affinamento riescono a mostrare tutta la complessità del territorio.
Tra i luoghi fondamentali della famiglia troviamo Cerretta, uno dei grandi cru di Serralunga. Il legame dei Rosso con questa collina risale agli inizi del Novecento e nel tempo la vigna è diventata una delle espressioni più rappresentative della cantina. Il Nebbiolo assume qui profondità e struttura, mantenendo allo stesso tempo una componente floreale e una finezza che emergono progressivamente con l'evoluzione.
Serra rappresenta un'altra importante interpretazione di Serralunga. Le vigne raggiungono quote relativamente elevate e crescono su terreni fortemente caratterizzati dalla componente calcarea. Il risultato è un'altra lettura del Nebbiolo, capace di mostrare quanto possano cambiare equilibrio, profumi e trama tannica anche all'interno dello stesso comune.
Il luogo più prezioso della storia familiare è però Vigna Rionda, una delle vigne più celebrate dell'intera denominazione Barolo. Il legame con questa terra arriva attraverso la famiglia Canale e assume per Davide Rosso anche un profondo valore affettivo. Da qui nasce il Barolo Vignarionda Ester Canale, dedicato alla madre e diventato il vertice della produzione aziendale.
Vigna Rionda rappresenta perfettamente la filosofia della cantina: non semplicemente produrre un grande Nebbiolo, ma conservare nel vino le caratteristiche irripetibili di una specifica collina. Esposizione, altitudine, composizione del terreno e storia della vigna diventano elementi inseparabili dall'identità della bottiglia.
Accanto alle selezioni parcellari, Giovanni Rosso produce interpretazioni capaci di raccontare Serralunga in maniera più ampia. Il Barolo del Comune di Serralunga d'Alba nasce proprio con questa idea: riunire differenti vigne per restituire non il carattere di una singola MGA, ma quello complessivo del paese.
Nebbiolo rimane il centro assoluto del progetto, affiancato dalle altre varietà tradizionalmente coltivate nelle Langhe. In cantina l'approccio cerca di accompagnare il carattere naturale delle uve attraverso vinificazioni attente e affinamenti pensati per non coprire le differenze tra le diverse provenienze.
La storia di Giovanni Rosso non rimane però confinata al Piemonte. Nel 2016 Davide decide di confrontarsi con un territorio apparentemente lontanissimo dalle Langhe ma accomunato da una fortissima identità: l'Etna. La famiglia acquisisce vigneti sul versante settentrionale del vulcano, nei dintorni di Solicchiata, nel comune di Castiglione di Sicilia.
Qui marne e calcare lasciano spazio alla lava, mentre Nebbiolo viene sostituito soprattutto da Nerello Mascalese e Carricante. Altitudine, forti escursioni termiche e differenti stratificazioni vulcaniche creano un nuovo mosaico di terroir che Davide interpreta seguendo lo stesso principio applicato da anni a Serralunga.
L'Etna non rappresenta quindi una semplice espansione aziendale, ma la continuazione di una ricerca. Come nelle Langhe, anche sul vulcano sono le singole provenienze a guidare il lavoro, con l'obiettivo di comprendere le differenze tra vigne e contrade e trasferirle nel vino senza costruire uno stile artificiosamente uniforme.
Oggi Giovanni Rosso unisce così due territori straordinariamente differenti. Da una parte Serralunga d'Alba, con il Nebbiolo, le marne e cru storici come Cerretta, Serra e Vigna Rionda; dall'altra l'Etna, con Nerello Mascalese, Carricante e suoli generati dalle antiche colate laviche. A collegarli è la stessa visione: considerare il vino come espressione di un luogo preciso e lasciare che sia la vigna, prima ancora della cantina, a determinarne il carattere.
Giovanni Rosso racconta quindi una storia iniziata oltre un secolo fa e costruita attorno alla terra. Da Serralunga all'Etna, la famiglia continua a lavorare cercando non semplicemente concentrazione o potenza, ma riconoscibilità della provenienza. È questa fedeltà al terroir a definire il progetto: interpretare grandi vigne senza uniformarle, permettendo a ogni bottiglia di conservare la propria origine.