OMINA ROMANA

LAZIO IGP MERLOT ROSATO 2022 - OMINA ROMANA

Regular price €15,00 Sale price€21,90you save €6,90

Abbinamenti, La combinazione tra freschezza, cremosità e sapidità rende il Merlot Rosato 2022 particolarmente versatile a tavola. È ottimo con tartare di tonno e salmone, crostacei, pesce alla griglia e primi piatti di mare, ma la maggiore consistenza rispetto a molti rosati permette di accompagnarlo anche a carni bianche, salumi delicati, verdure grigliate e formaggi freschi. Molto interessante con pizza e focacce, soprattutto quando condite con pomodoro, mozzarella e salumi non eccessivamente speziati. Un abbinamento decisamente più curioso è quello con gli spaghetti cacio e pepe: la freschezza del vino alleggerisce la ricchezza del pecorino, mentre la componente sapida crea continuità con il piatto.
Alcol, 13%
Annata, 2022
Denominazione, Lazio IGP
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Lazio (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Merlot 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Merlot Rosato 2022 di Ômina Romana è un rosato originale e di carattere, capace di mostrare un volto decisamente diverso del Merlot coltivato sui terreni vulcanici di Velletri. Nel calice si presenta con un rosa chiaro brillante, dalle delicate sfumature salmone. Il profilo aromatico è fresco e preciso: pompelmo rosa e agrumi incontrano amarena, fragolina e piccoli frutti di bosco, accompagnati da richiami di frutta esotica e da un elegante sottofondo floreale. Al palato acquista maggiore consistenza, mostrando una piacevole cremosità che bilancia la componente più fresca e verticale. L'acidità è viva ma ben integrata, mentre la sapidità legata ai terreni vulcanici imprime energia e allunga il sorso. Una delicata morbidezza del frutto avvolge il palato senza compromettere la freschezza complessiva. Il finale è pulito, fruttato e sapido, con una sottile presa gustativa che rende il vino più gastronomico di quanto il colore delicato possa suggerire.

CURIOSITÁ:

Il Merlot Rosato 2022 nasce da 100% Merlot coltivato appositamente nella zona franco-sabbiosa della tenuta di Ômina Romana, nei pressi di Velletri. Non si tratta quindi semplicemente di un rosato ottenuto come prodotto secondario della vinificazione in rosso: la cantina destina specificamente queste uve alla produzione del Merlot Rosato, cercando maturità aromatica, freschezza e delicatezza. I vigneti presentano una densità di circa 5.800 ceppi per ettaro e una resa indicativa di 80 quintali per ettaro; per la 2022 la raccolta è avvenuta nella seconda settimana di settembre. La lavorazione è volutamente essenziale e completamente priva di legno: la vinificazione avviene in acciaio inox e il vino prosegue il proprio affinamento per circa 6 mesi negli stessi recipienti, seguito da ulteriori 2 mesi di maturazione in bottiglia. È una scelta precisa, pensata per mantenere in primo piano il frutto, la componente floreale e soprattutto la freschezza del Merlot. Il territorio aggiunge poi un elemento fondamentale: la tenuta si trova nell'area dei Colli Albani, caratterizzata da suoli di origine vulcanica, ai quali Ômina Romana attribuisce quella particolare sapidità che accompagna il vino al palato. Un rosato quindi solo apparentemente semplice, costruito fin dal vigneto come un'etichetta autonoma e dotata di una propria identità.

Omina Romana

Omina Romana è una realtà vitivinicola dei Colli Albani nata nel 2007 a Velletri, a sud di Roma, dal progetto della famiglia Börner, che ha scelto questo territorio per costruire una tenuta fondata sull’incontro tra ricerca agronomica, precisione enologica e valorizzazione delle caratteristiche vulcaniche dell’Agro Pontino e dei Castelli Romani. Il nome racchiude già una parte importante della filosofia aziendale: “Omina” richiama il latino omen, presagio o segno, mentre “Romana” sottolinea il legame con una terra la cui storia agricola e viticola attraversa millenni. La scelta di Velletri non è casuale. La tenuta si trova in un ambiente profondamente modellato dall’attività dell’antico Vulcano Laziale, responsabile della formazione di terreni ricchi di materiali vulcanici, tufi, ceneri e componenti minerali che costituiscono uno degli elementi più importanti dell’identità dei vigneti. A questa particolare geologia si aggiungono la vicinanza del Mar Tirreno, le brezze che attraversano la campagna e le escursioni termiche capaci di accompagnare una maturazione progressiva delle uve. Fin dalla nascita Omina Romana ha scelto di affrontare il vigneto con un approccio estremamente analitico. Prima degli impianti sono stati condotti studi approfonditi dei suoli, delle esposizioni e dei microclimi, suddividendo la proprietà in parcelle e individuando per ciascuna le varietà considerate maggiormente adatte. È una filosofia che la famiglia riassume nel concetto di Mens et Manus, mente e mano: conoscenza scientifica e lavoro concreto devono procedere insieme, perché comprendere un terreno non avrebbe significato senza la capacità di interpretarlo quotidianamente in vigna. Il patrimonio varietale è volutamente ampio e affianca uve storicamente legate al Lazio a vitigni internazionali. Cesanese, Bellone e Malvasia Puntinata permettono di mantenere un rapporto diretto con la tradizione regionale, mentre Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Chardonnay e Viognier vengono utilizzati per esplorare le differenti caratteristiche delle parcelle e del clima. Questa scelta non nasce dalla volontà di riprodurre modelli provenienti da altri territori, ma dall’idea di osservare come varietà differenti possano esprimersi sui suoli vulcanici di Velletri. Il Cesanese assume naturalmente un significato particolare perché rappresenta una delle grandi uve rosse autoctone del Lazio. Omina Romana ne ricerca una lettura capace di coniugare il carattere speziato e mediterraneo della varietà con precisione, maturità e freschezza. Anche Bellone e Malvasia Puntinata permettono di recuperare un patrimonio ampelografico profondamente radicato nella viticoltura laziale, mostrando un volto del territorio che va oltre l’immagine più semplice e immediata tradizionalmente associata ai vini dei Castelli Romani. Parallelamente, le varietà internazionali vengono interpretate attraverso vinificazioni parcellari e assemblaggi nei quali la scelta delle proporzioni deriva dalle caratteristiche della singola vendemmia. Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot trovano spazio in rossi strutturati e longevi, mentre Syrah permette di esplorare un registro più speziato e mediterraneo. Sul fronte dei bianchi, Chardonnay e Viognier vengono lavorati cercando equilibrio tra maturità del frutto, freschezza e complessità. Uno degli aspetti distintivi di Omina Romana è proprio l’organizzazione del vigneto secondo piccole unità produttive. Ogni parcella viene osservata individualmente e vendemmiata secondo il proprio andamento, evitando di considerare l’intera proprietà come una superficie uniforme. La raccolta viene stabilita attraverso il controllo della maturazione tecnologica, fenolica e aromatica, mentre in cantina le diverse masse vengono inizialmente mantenute separate per conservarne le caratteristiche. Soltanto successivamente l’assaggio permette di decidere se una determinata parcella debba rimanere autonoma oppure entrare nella composizione di un assemblaggio. La cantina diventa così il luogo nel quale viene completato un lavoro iniziato molto prima, attraverso lo studio del terreno e la gestione della pianta. Fermentazioni, estrazioni e affinamenti vengono modulati in funzione della varietà e dell’annata, mentre acciaio e legno vengono utilizzati secondo le necessità specifiche dei diversi vini. L’obiettivo non è applicare un unico stile enologico a tutta la produzione, ma costruire interpretazioni precise nelle quali struttura, maturità e componente aromatica rimangano sostenute dalla freschezza. Anche la sostenibilità viene affrontata come parte della gestione complessiva dell’azienda, attraverso l’attenzione alla fertilità dei terreni, alla biodiversità e alla riduzione degli interventi non necessari. In questo senso Omina Romana interpreta la viticoltura come un equilibrio tra conoscenza scientifica e osservazione quotidiana: analizzare il vigneto permette di prendere decisioni più precise, ma è il lavoro costante tra i filari a trasformare quei dati in uva. La famiglia Börner ha costruito così un progetto particolare nel panorama laziale, scegliendo di investire in un territorio dalla storia viticola antichissima ma affrontandolo con strumenti contemporanei. Omina Romana rappresenta oggi una lettura moderna dei Colli Albani e della campagna di Velletri, dove il patrimonio vulcanico del Vulcano Laziale diventa il filo conduttore tra varietà autoctone e internazionali. Cesanese, Bellone e Malvasia Puntinata dialogano con Cabernet, Merlot, Syrah, Chardonnay e Viognier all’interno di una stessa ricerca, fondata sulla convinzione che ogni vino debba partire dalla conoscenza precisa della parcella da cui proviene. È questa unione tra Mens et Manus, tra studio e lavoro manuale, a definire l’identità della tenuta: comprendere la terra prima di interpretarla, lasciando che siano i differenti suoli di Velletri a determinare il carattere di ogni bottiglia.