BERA VITTORIO E FIGLI

MOSCATO D'ASTI DOCG "CANELLI" 2025 - BERA VITTORIO E FIGLI

Regular price €16,90 Sale price€19,00you save €2,10

Abbinamenti, La dolcezza accompagnata dalla vivace freschezza rende il Moscato d'Asti Canelli 2025 un compagno naturale della pasticceria, ma con possibilità gastronomiche più ampie di quanto si possa immaginare. È splendido con panettone e pandoro, torte alla frutta, crostate, pasticceria secca e dolci alla crema, mentre pesca e agrumi presenti nel vino creano un'affinità particolarmente piacevole con macedonie e dessert a base di frutta fresca. Interessante anche con torte al cioccolato e cacao, così come con formaggi erborinati, dove la dolcezza crea un efficace contrasto con sapidità e intensità del formaggio. Può essere servito anche da solo a fine pasto, quando la sua bassa gradazione alcolica e la delicata effervescenza risultano particolarmente piacevoli.
Alcol, 6%
Annata, 2025
Denominazione, Moscato d'Asti DOCG
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 12/14°
Vitigni, Moscato Bianco 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Moscato d'Asti Canelli 2025 di Bera Vittorio e Figli è una delle espressioni più autentiche e artigianali del Moscato Bianco coltivato sulle colline di Canelli. Un vino dolce e naturalmente vivace che riesce a mantenere un equilibrio sorprendente tra ricchezza aromatica, zucchero, freschezza e sapidità, evitando qualsiasi sensazione stucchevole. Nel calice si presenta con un giallo paglierino intenso e luminoso, accompagnato da una delicata effervescenza. Il bouquet è immediatamente seducente: pesca bianca, pera e agrumi si intrecciano a zagara, fiori bianchi e delicate sfumature di erbe aromatiche, mentre sullo sfondo emerge una sottile impronta minerale. In bocca è dolce e cremoso, ma la naturale acidità del Moscato imprime energia e rende il sorso sorprendentemente dinamico. La lieve presenza di anidride carbonica alleggerisce ulteriormente la struttura, mentre una bella vena sapida accompagna la dolcezza verso un finale lungo, fresco e aromatico. È proprio il contrasto tra l'importante residuo zuccherino e la tensione acido-sapida a rappresentare uno degli aspetti più affascinanti di questo Moscato, capace di essere intenso e goloso senza perdere eleganza e facilità di beva.

CURIOSITÁ:

Il Canelli 2025 è prodotto da 100% Moscato Bianco proveniente da un vigneto di circa 6 ettari situato sulle colline di Canelli, autentica culla storica di questa varietà. Le vigne sono allevate a Guyot con una densità di circa 5.000 ceppi per ettaro e un'età media indicata oggi intorno ai 40 anni. Particolarmente importante è la natura del terreno, formatosi dal disfacimento di profonde arenarie silicee mescolate a marne di sedimentazione marina: suoli che contribuiscono alla ricchezza aromatica e alla componente sapida del vino. Dopo la vendemmia manuale, i grappoli vengono sottoposti a pressatura delicata e il mosto viene lasciato fermentare spontaneamente in autoclave grazie ai lieviti indigeni. La fermentazione viene successivamente arrestata per conservare la naturale dolcezza dell'uva e il vino rimane nello stesso recipiente fino all'imbottigliamento. Il residuo zuccherino dichiarato è di circa 140 g/l, ma l'elevata freschezza naturale del Moscato permette di mantenere un equilibrio sorprendente. La produzione si aggira sulle 40.000 bottiglie. Bera lavora inoltre secondo una filosofia fortemente artigianale ed è uno dei produttori appartenenti al movimento Triple "A"; la famiglia è legata alla viticoltura di Canelli da secoli e il Moscato rappresenta ancora oggi il cuore della sua produzione. Un dettaglio interessante è proprio il nome "Canelli", che sottolinea con orgoglio il legame con il luogo storico d'origine del Moscato Bianco e con quelle colline che costituiscono da generazioni il patrimonio della famiglia Bera.

Bera Vittorio E Figli

Bera Vittorio e Figli è una storica realtà familiare di Canelli, nel cuore delle colline astigiane, dove la famiglia Bera coltiva la vite da generazioni e ha costruito la propria identità soprattutto attorno al Moscato Bianco. Le radici dell’azienda affondano nella tradizione agricola piemontese e in un territorio nel quale la viticoltura rappresenta da secoli parte integrante del paesaggio e della vita quotidiana. La proprietà si trova nella frazione Serra Masio, sulle colline che circondano Canelli, area storicamente considerata tra le più vocate per il Moscato. È qui che Vittorio Bera ha progressivamente trasformato l’attività familiare, scegliendo di vinificare direttamente le proprie uve e di imbottigliare con il nome della famiglia anziché limitarsi alla vendita del raccolto, dando forma a una cantina nella quale il controllo dell’intero processo, dalla vigna alla bottiglia, diventa fondamentale. Oggi il progetto continua con i figli Gianluigi e Alessandra, che hanno raccolto l’esperienza dei genitori mantenendo una dimensione volutamente artigianale e un approccio agricolo profondamente rispettoso dell’ambiente. Uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano Bera è infatti la scelta dell’agricoltura biologica, intrapresa quando questo tipo di conduzione era ancora poco diffuso nel panorama vitivinicolo piemontese. Nei vigneti si cerca di preservare la vitalità naturale del terreno evitando diserbanti e prodotti chimici di sintesi e favorendo un equilibrio nel quale la vite possa svilupparsi senza essere spinta verso produzioni eccessive. Le lavorazioni sono accompagnate da una presenza manuale costante e la vendemmia rappresenta il momento conclusivo di un percorso nel quale la qualità dell’uva viene considerata molto più importante della quantità prodotta. Il territorio di Canelli svolge naturalmente un ruolo decisivo. Le vigne si sviluppano su colline ripide e ben esposte, caratterizzate da terreni sedimentari nei quali marne, calcare, argille e componenti sabbiose si alternano creando condizioni particolarmente favorevoli alla vite. Il Moscato Bianco trova qui uno dei suoi habitat storici e riesce a conservare una straordinaria ricchezza aromatica accompagnata da acidità e freschezza. È un vitigno estremamente riconoscibile, capace di trasferire nel vino profumi che ricordano direttamente l’uva fresca, i fiori bianchi, gli agrumi e le erbe aromatiche. Bera lo interpreta cercando di preservare questa immediatezza senza trasformarla in semplicità, lasciando che il carattere della varietà e delle singole vendemmie rimanga chiaramente leggibile. Il Moscato d’Asti rappresenta inevitabilmente una delle espressioni simbolo della cantina e nasce attraverso fermentazioni gestite con l’obiettivo di conservare fragranza, naturale dolcezza e una delicata effervescenza. Dietro l’apparente facilità di beva si trova però un equilibrio estremamente delicato tra residuo zuccherino, acidità, aromaticità e pressione, elementi che devono convivere senza che nessuno prevalga sugli altri. Il Moscato è anche il vino che più direttamente collega la famiglia alla storia di Canelli, città che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della spumantistica italiana e della lavorazione delle uve aromatiche piemontesi. Ma Bera Vittorio e Figli non ha mai costruito la propria identità esclusivamente attorno a un’unica tipologia. Nel corso degli anni la famiglia ha sviluppato una gamma capace di raccontare in maniera più ampia il patrimonio viticolo delle colline astigiane, lavorando varietà bianche e rosse secondo una filosofia poco interventista. Barbera, Dolcetto e altre uve tradizionali piemontesi affiancano così il Moscato, mentre alcune vinificazioni esplorano rifermentazioni e interpretazioni più libere, mostrando il lato maggiormente sperimentale della cantina. In cantina l’approccio rimane coerente con il lavoro svolto tra i filari. Le fermentazioni vengono seguite cercando di limitare manipolazioni e correzioni, privilegiando processi capaci di conservare l’identità dell’uva. L’esperienza accumulata dalla famiglia permette di intervenire in maniera misurata, accettando che le differenze tra le annate facciano parte naturalmente del vino. Questa impostazione ha avvicinato Bera al mondo dei vini artigianali e delle fermentazioni meno standardizzate, ma la filosofia della famiglia nasce soprattutto da una cultura contadina precedente alle definizioni contemporanee di vino naturale. Fare meno in cantina significa poter contare su uve sane e mature, ottenute attraverso un lavoro attento durante tutto l’anno. Il valore di Bera Vittorio e Figli risiede proprio in questa continuità tra passato e presente. La famiglia non ha abbandonato il Moscato quando il mercato lo ha spesso relegato al ruolo di vino semplice e immediato, ma ha continuato a considerarlo una delle grandi varietà aromatiche piemontesi, capace di raccontare con precisione le colline di Canelli. Allo stesso tempo ha mantenuto viva la curiosità verso altre uve e differenti tecniche di vinificazione, senza trasformare la sperimentazione in una rottura con la propria storia. Bera Vittorio e Figli rappresenta così una delle espressioni più autenticamente familiari dell’Astigiano: vigne sulle colline di Serra Masio, agricoltura biologica, produzioni contenute e una conoscenza del Moscato costruita attraverso generazioni. Vittorio ha posto le fondamenta della cantina contemporanea e Gianluigi e Alessandra ne continuano oggi il percorso, mantenendo al centro la stessa convinzione: un vino deve conservare il carattere dell’uva da cui nasce e del luogo nel quale quella vite ha affondato le proprie radici.