BERA VITTORIO E FIGLI

NEBBIOLO "NINÉT" 2025 - BERA VITTORIO E FIGLI

Regular price €18,50 Sale price€21,00you save €2,50

Abbinamenti, La freschezza e la struttura agile del Ninét 2025 permettono abbinamenti molto più ampi rispetto a quelli normalmente associati al Nebbiolo. È perfetto con salumi piemontesi, battuta di Fassona, vitello tonnato e antipasti di carne, ma accompagna magnificamente anche primi piatti semplici come tajarin, pasta al pomodoro e risotti. Il tannino delicato permette di abbinarlo con grande facilità a pollo arrosto, coniglio, faraona e altre carni bianche, mentre la componente floreale e la succosità del frutto funzionano molto bene con funghi e verdure arrostite. Ottimo anche con tome giovani, formaggi freschi o di media stagionatura.
Alcol, 14%
Annata, 2025
Denominazione, Vino Rosso
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Ninét 2025 di Bera Vittorio e Figli è un Nebbiolo giovane non soltanto nell’annata, ma anche nello spirito: nasce infatti da un vigneto di recente impianto sulle colline di Canelli e vuole mostrare il lato più fragrante, spontaneo e immediato di questo grande vitigno piemontese. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, tipico di un Nebbiolo lavorato senza cercare concentrazioni eccessive. Il profilo aromatico è fresco e delicato, dominato da ciliegia, fragolina di bosco, lampone e piccoli frutti rossi, ai quali si affiancano rosa, violetta, erbe aromatiche e leggere sfumature speziate. In bocca è succoso, dinamico e decisamente scorrevole: la freschezza è vivace, il tannino giovane ma sottile e il frutto rimane sempre nitido. L’affinamento in cemento preserva completamente la componente varietale, senza aggiungere aromi estranei, lasciando emergere la parte floreale e quella naturale energia che caratterizza il Nebbiolo. Il finale è asciutto, fresco e leggermente sapido, con ritorni di frutti rossi ed erbe aromatiche. Un Nebbiolo volutamente lontano dall’austerità e dalla struttura dei grandi rossi da lungo affinamento, pensato invece per essere bevuto giovane e per conquistare attraverso immediatezza, naturalezza e grande facilità di beva.

CURIOSITÁ:

Il Ninét è prodotto da 100% Nebbiolo e nasce da un progetto molto recente della famiglia Bera. Nel 2020 Alessandra e Gianluigi decisero infatti di piantare circa un ettaro di Nebbiolo sulle colline dell’Astesana, recuperando un vitigno che, pur essendo oggi associato soprattutto alle Langhe e all’Alto Piemonte, possiede in realtà antiche radici anche nell’Astigiano. La stessa famiglia ricorda come il Nebbiolo fosse già documentato in quest’area secoli fa e cita persino Stendhal, che nella Certosa di Parma elogiava il “nébieu d’Asti”. La scelta di reimpiantarlo è stata inoltre favorita dalla buona capacità del vitigno di affrontare malattie e condizioni climatiche sempre più complesse. Il vigneto è giovanissimo, con un’età media indicata intorno ai 3 anni, allevato a Guyot con circa 4.000 ceppi per ettaro e una produzione contenuta intorno ai 30 ettolitri per ettaro. I terreni sono marnoso-calcarei, derivati dal disfacimento di profonde arenarie silicee mescolate a marne di sedimentazione marina. La vinificazione segue perfettamente la filosofia artigianale dei Bera: dopo la pigiatura, la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il mosto rimane a contatto con le bucce per circa 15 giorni. Il vino prosegue quindi il proprio affinamento sui lieviti all’interno di vasche di cemento e viene imbottigliato dopo circa 6 mesi, senza filtrazione. La produzione è minuscola, appena 4.000 bottiglie. Anche il nome racconta perfettamente il progetto: “Ninét” nel dialetto locale significa “ragazzino”, un riferimento affettuoso sia alla giovane età delle viti sia al fatto che questo Nebbiolo sia l’ultimo arrivato nella famiglia dei vini Bera.

Bera Vittorio E Figli

Bera Vittorio e Figli è una storica realtà familiare di Canelli, nel cuore delle colline astigiane, dove la famiglia Bera coltiva la vite da generazioni e ha costruito la propria identità soprattutto attorno al Moscato Bianco. Le radici dell’azienda affondano nella tradizione agricola piemontese e in un territorio nel quale la viticoltura rappresenta da secoli parte integrante del paesaggio e della vita quotidiana. La proprietà si trova nella frazione Serra Masio, sulle colline che circondano Canelli, area storicamente considerata tra le più vocate per il Moscato. È qui che Vittorio Bera ha progressivamente trasformato l’attività familiare, scegliendo di vinificare direttamente le proprie uve e di imbottigliare con il nome della famiglia anziché limitarsi alla vendita del raccolto, dando forma a una cantina nella quale il controllo dell’intero processo, dalla vigna alla bottiglia, diventa fondamentale. Oggi il progetto continua con i figli Gianluigi e Alessandra, che hanno raccolto l’esperienza dei genitori mantenendo una dimensione volutamente artigianale e un approccio agricolo profondamente rispettoso dell’ambiente. Uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano Bera è infatti la scelta dell’agricoltura biologica, intrapresa quando questo tipo di conduzione era ancora poco diffuso nel panorama vitivinicolo piemontese. Nei vigneti si cerca di preservare la vitalità naturale del terreno evitando diserbanti e prodotti chimici di sintesi e favorendo un equilibrio nel quale la vite possa svilupparsi senza essere spinta verso produzioni eccessive. Le lavorazioni sono accompagnate da una presenza manuale costante e la vendemmia rappresenta il momento conclusivo di un percorso nel quale la qualità dell’uva viene considerata molto più importante della quantità prodotta. Il territorio di Canelli svolge naturalmente un ruolo decisivo. Le vigne si sviluppano su colline ripide e ben esposte, caratterizzate da terreni sedimentari nei quali marne, calcare, argille e componenti sabbiose si alternano creando condizioni particolarmente favorevoli alla vite. Il Moscato Bianco trova qui uno dei suoi habitat storici e riesce a conservare una straordinaria ricchezza aromatica accompagnata da acidità e freschezza. È un vitigno estremamente riconoscibile, capace di trasferire nel vino profumi che ricordano direttamente l’uva fresca, i fiori bianchi, gli agrumi e le erbe aromatiche. Bera lo interpreta cercando di preservare questa immediatezza senza trasformarla in semplicità, lasciando che il carattere della varietà e delle singole vendemmie rimanga chiaramente leggibile. Il Moscato d’Asti rappresenta inevitabilmente una delle espressioni simbolo della cantina e nasce attraverso fermentazioni gestite con l’obiettivo di conservare fragranza, naturale dolcezza e una delicata effervescenza. Dietro l’apparente facilità di beva si trova però un equilibrio estremamente delicato tra residuo zuccherino, acidità, aromaticità e pressione, elementi che devono convivere senza che nessuno prevalga sugli altri. Il Moscato è anche il vino che più direttamente collega la famiglia alla storia di Canelli, città che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della spumantistica italiana e della lavorazione delle uve aromatiche piemontesi. Ma Bera Vittorio e Figli non ha mai costruito la propria identità esclusivamente attorno a un’unica tipologia. Nel corso degli anni la famiglia ha sviluppato una gamma capace di raccontare in maniera più ampia il patrimonio viticolo delle colline astigiane, lavorando varietà bianche e rosse secondo una filosofia poco interventista. Barbera, Dolcetto e altre uve tradizionali piemontesi affiancano così il Moscato, mentre alcune vinificazioni esplorano rifermentazioni e interpretazioni più libere, mostrando il lato maggiormente sperimentale della cantina. In cantina l’approccio rimane coerente con il lavoro svolto tra i filari. Le fermentazioni vengono seguite cercando di limitare manipolazioni e correzioni, privilegiando processi capaci di conservare l’identità dell’uva. L’esperienza accumulata dalla famiglia permette di intervenire in maniera misurata, accettando che le differenze tra le annate facciano parte naturalmente del vino. Questa impostazione ha avvicinato Bera al mondo dei vini artigianali e delle fermentazioni meno standardizzate, ma la filosofia della famiglia nasce soprattutto da una cultura contadina precedente alle definizioni contemporanee di vino naturale. Fare meno in cantina significa poter contare su uve sane e mature, ottenute attraverso un lavoro attento durante tutto l’anno. Il valore di Bera Vittorio e Figli risiede proprio in questa continuità tra passato e presente. La famiglia non ha abbandonato il Moscato quando il mercato lo ha spesso relegato al ruolo di vino semplice e immediato, ma ha continuato a considerarlo una delle grandi varietà aromatiche piemontesi, capace di raccontare con precisione le colline di Canelli. Allo stesso tempo ha mantenuto viva la curiosità verso altre uve e differenti tecniche di vinificazione, senza trasformare la sperimentazione in una rottura con la propria storia. Bera Vittorio e Figli rappresenta così una delle espressioni più autenticamente familiari dell’Astigiano: vigne sulle colline di Serra Masio, agricoltura biologica, produzioni contenute e una conoscenza del Moscato costruita attraverso generazioni. Vittorio ha posto le fondamenta della cantina contemporanea e Gianluigi e Alessandra ne continuano oggi il percorso, mantenendo al centro la stessa convinzione: un vino deve conservare il carattere dell’uva da cui nasce e del luogo nel quale quella vite ha affondato le proprie radici.