PRUNOTTO

PRUNOTTO EXTREME TASTING BOX - DECANTER SWIESEL IN REGALO

Regular price €295,00 Sale price€480,00you save €185,00

Abbinamenti,
Alcol,
Annata,
Denominazione,
Filosofia,
Formato,
Giudizio 3k,
Regione,
Temperatura di servizio,
Vitigni,

Ci sono box degustazione che permettono di conoscere un produttore. Questa permette di entrare nella sua storia.

La Prunotto Extreme Tasting Box nasce dall'opportunità unica di accedere a una serie di bottiglie che hanno trascorso anni nelle cantine del produttore, evolvendo lentamente fino a raggiungere una maturità oggi sempre più rara da trovare sul mercato.

Un percorso che attraversa oltre venticinque anni di storia del vino piemontese, dalle espressioni più giovani e territoriali fino a grandi rossi custoditi e affinati direttamente in cantina per decenni.

Una selezione dedicata agli appassionati che desiderano comprendere come il tempo possa trasformare alcuni dei vini più iconici del Piemonte.

ALL'INTERNO DELLA BOX

1 BARBERA D'ASTI DOCG "FIULOT" 2024 - PRUNOTTO

1 LANGHE NEBBIOLO DOC "OCCHETTI" 2023 - PRUNOTTO

1 BARBERA D'ASTI DOCG SUPERIORE NIZZA "COSTAMIOLE" 2009 - PRUNOTTO

1 BARBARESCO DOCG "BRIC TUROT" 2009 - PRUNOTTO

1 BAROLO DOCG "BUSSIA" 2007 - PRUNOTTO

1 BARBERA D'ASTI DOCG "QUORUM" 1999 - HASTAE

1 BARBERA D'ALBA DOC "PIAN ROMUALDO" 2004 MAGNUM - PRUNOTTO

UNA SELEZIONE CHE ARRIVA DIRETTAMENTE DALLE CANTINE DEL PRODUTTORE

La particolarità di questa box non risiede solamente nelle etichette che contiene, ma soprattutto nella loro origine.

Tutte le referenze presenti nella selezione provengono direttamente dalle cantine del produttore e hanno trascorso anni, in alcuni casi oltre due decenni, ad affinare nelle condizioni ideali per cui erano state concepite.

Sono vini custoditi nel tempo direttamente dalle aziende produttrici, rimasti nelle loro cantine fino a oggi e resi disponibili soltanto in quantità estremamente limitate.

Il Barolo Bussia 2007, il Barbaresco Bric Turot 2009, il Nizza Costamiòle 2009, la Barbera d'Alba Pian Romualdo 2004 Magnum e la rarissima Barbera d'Asti Quorum 1999 rappresentano un patrimonio enologico che ha potuto evolvere lentamente sotto il controllo diretto di chi li ha prodotti.

Ogni bottiglia racconta un momento diverso della storia del vino piemontese, permettendo di degustare fianco a fianco annate che spaziano dal 1999 al 2024 e di comprendere come il tempo trasformi aromi, struttura ed equilibrio.

IN REGALO IN OGNI BOX

1 DECANTER "POLLUX PER PRUNOTTO" – ZWIESEL

Valore commerciale €110

Realizzato dalla storica cristalleria tedesca Zwiesel, il Decanter Pollux è stato progettato per esaltare al meglio i grandi vini da invecchiamento. Elegante, raffinato e funzionale, rappresenta il compagno ideale per Barolo, Barbaresco e vecchie annate piemontesi.

UN VIAGGIO NEL TEMPO

Dal frutto croccante della Barbera Fiulot 2024 alla profondità della Quorum 1999, passando per un Barolo Bussia 2007, un Barbaresco Bric Turot 2009 e una Magnum Pian Romualdo 2004, questa box permette di vivere un'esperienza che normalmente sarebbe riservata alle migliori cantine e alle grandi collezioni private.

Una selezione costruita per chi ama i vini maturi, per chi desidera comprendere il valore dell'affinamento e per chi vuole stappare bottiglie che hanno trascorso anni nelle cantine del produttore prima di arrivare nel calice.

Quantità estremamente limitate.

Prunotto

Prunotto è una delle realtà storiche più importanti delle Langhe, una cantina che ha attraversato oltre un secolo di evoluzione della viticoltura piemontese mantenendo Alba come proprio punto di riferimento. La sua posizione, tra i territori di Barolo e Barbaresco e lungo il corso del Tanaro, riflette bene un’identità costruita nel tempo attraverso alcune delle zone più prestigiose del Piemonte vitivinicolo. La storia prende forma nei primi anni del Novecento, quando ad Alba nasce la cooperativa “Ai Vini delle Langhe”. Tra le persone coinvolte nell’attività c’è Alfredo Prunotto, che insieme alla moglie Luigina decide successivamente di rilevare l’azienda e trasformarla in un progetto familiare. È da questo momento che il nome Prunotto comincia a legarsi in maniera sempre più profonda alle grandi denominazioni piemontesi. Alfredo possiede una visione moderna per la sua epoca. Comprende che il futuro non passa soltanto dalla produzione, ma anche dalla capacità di dare un’identità precisa ai vini delle Langhe e di portarli oltre i tradizionali mercati locali. Prunotto inizia così a farsi conoscere fuori dal Piemonte, contribuendo alla progressiva diffusione della reputazione di un territorio che sarebbe diventato uno dei grandi riferimenti dell’enologia italiana. Con il passare delle generazioni cresce soprattutto l'attenzione verso le singole vigne. La cantina comprende quanto il carattere del Nebbiolo possa cambiare in funzione della collina, dell'esposizione e della composizione dei terreni, sviluppando progressivamente un lavoro sempre più legato alla valorizzazione delle diverse provenienze. Uno dei luoghi fondamentali di questa storia è Bussia, a Monforte d'Alba, uno dei grandi terroir della denominazione Barolo. Il rapporto di Prunotto con questa collina diventa particolarmente significativo a partire dagli anni Sessanta e rappresenta ancora oggi uno dei punti centrali del patrimonio aziendale. All'interno di Bussia si trova anche Vigna Colonnello, una delle parcelle più preziose della proprietà. Qui il rapporto tra Prunotto e il territorio assume una dimensione particolarmente profonda: non semplicemente produrre Barolo, ma comprendere e interpretare le caratteristiche di una singola vigna attraverso il comportamento del Nebbiolo nelle differenti annate.La filosofia della cantina si fonda proprio su questa idea di territorialità. Le Langhe non vengono considerate come un ambiente uniforme, ma come un mosaico estremamente complesso nel quale pochi chilometri possono determinare differenze importanti. Geologia, altitudine, esposizione e microclima diventano quindi elementi fondamentali per leggere ogni vigneto. Nel corso della propria storia Prunotto ha progressivamente ampliato questo sguardo oltre il Barolo, costruendo un patrimonio capace di raccontare differenti aree del Piemonte, dalle Langhe al Roero fino al Monferrato. Territori diversi, uniti dalla volontà di valorizzare le varietà che ne hanno costruito l'identità agricola. Un passaggio fondamentale nella storia contemporanea avviene con l'ingresso della famiglia Antinori. L'incontro porta nuove risorse e una visione internazionale all'interno della proprietà, ma il progetto viene sviluppato mantenendo il legame con le origini piemontesi di Prunotto e approfondendo ulteriormente il lavoro sulle singole vigne. Particolare attenzione viene riservata proprio al patrimonio di Bussia, dove è stata sviluppata una struttura dedicata alla lavorazione delle uve provenienti dai vigneti della zona. È una scelta che permette di seguire con maggiore precisione ogni fase e rafforza ulteriormente il rapporto tra cantina e luogo d'origine. Nonostante l'appartenenza a una realtà importante come Antinori, Prunotto conserva quindi una personalità fortemente piemontese. Il centro del progetto rimane la conoscenza delle colline e la capacità di interpretarne le differenze, privilegiando eleganza, equilibrio e riconoscibilità territoriale. La storia di Prunotto coincide in parte con quella della trasformazione delle Langhe moderne. La cantina ha attraversato il periodo nel quale il vino piemontese era prevalentemente una produzione locale, assistendo poi alla progressiva affermazione internazionale di Barolo e Barbaresco e diventando essa stessa protagonista di questo cambiamento. Oggi Prunotto rappresenta l'incontro tra memoria e contemporaneità: le radici ad Alba, la storia iniziata con Alfredo e Luigina, i grandi vigneti delle Langhe e la presenza della famiglia Antinori convivono all'interno di un progetto che continua a mettere il territorio al centro. Prunotto racconta oltre un secolo di Piemonte attraverso le sue colline. Da Alba a Bussia, dalle Langhe al Roero e al Monferrato, la cantina ha costruito la propria identità sulla conoscenza delle singole vigne, diventando una delle realtà che hanno accompagnato la crescita e il riconoscimento internazionale della grande viticoltura piemontese.