GIULIO LARCHER - TENUTA MASO CORNO

TRENTINO DOC SAUVIGNON BLANC RISERVA "DECLIVI A MASO CORNO" 2020 - TENUTA MASO CORNO

Regular price €30,30 Sale price€37,00you save €6,70

Abbinamenti, La struttura e la sapidità del Declivi 2020 permettono abbinamenti decisamente gastronomici. È eccellente con crostacei, capesante, branzino, rombo e pesci al forno, ma accompagna molto bene anche primi piatti a base di verdure, risotti agli asparagi e preparazioni con erbe aromatiche. La sua componente più morbida e materica consente di spingersi verso carni bianche, pollo alle erbe, coniglio e vitello, mentre l’aromaticità del Sauvignon crea interessanti armonie con formaggi caprini e formaggi di media stagionatura. Particolarmente riuscito con un risotto agli asparagi e taleggio oppure con una trota alle erbe di montagna.
Alcol, 13%
Annata, 2020
Denominazione, Trentino DOC Riserva
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Sauvignon Blanc 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Trentino DOC Sauvignon Blanc Riserva “Declivi a Maso Corno” 2020 di Tenuta Maso Corno si presenta con un giallo paglierino luminoso, ancora attraversato da sfumature verdoline nonostante l’evoluzione. Il naso è intenso e raffinato, con fiore di sambuco, erbe aromatiche, salvia e scorza di agrumi che si intrecciano a mela, pesca bianca e leggere sensazioni vegetali tipiche del Sauvignon. Con l’ossigenazione emergono sfumature più mature di fieno, mandorla, spezie delicate e una componente minerale ben definita. Al palato è pieno e sorprendentemente materico, con una consistenza quasi cremosa sostenuta però da una freschezza viva e da una sapidità marcata. L’affinamento contribuisce ad ampliare il sorso senza appesantirlo, mentre la componente aromatica rimane elegante e ben integrata. Il finale è lungo, asciutto e persistente, con ritorni di sambuco, erbe alpine e agrumi. Un Sauvignon di montagna strutturato e gastronomico, lontano dalle interpretazioni semplicemente aromatiche del vitigno.

CURIOSITÀ:

Declivi nasce a Valbona di Ala, sulle pendici dei Monti Lessini, in un maso secolare che guarda dall’alto la Valle dell’Adige e le Piccole Dolomiti. Giulio Larcher ha costruito qui un progetto fortemente orientato alla qualità, lavorando con rese basse, selezione rigorosa dei grappoli e vendemmia manuale. Il Sauvignon Blanc proviene da vigne poste a circa 500 metri di altitudine, esposte a est e nord-est e radicate in terreni dolomitico-calcarei ricchi di scheletro. Le piante hanno circa 10-15 anni, sono allevate a Guyot con una densità di 7.500 ceppi per ettaro e producono appena 55-60 quintali di uva per ettaro. La vendemmia avviene manualmente nella seconda metà di settembre. La fermentazione si svolge in acciaio a bassa temperatura per circa 12-14 giorni, così da preservare la componente aromatica del Sauvignon; seguono 12 mesi in botte grande di rovere e almeno altri 12 mesi in bottiglia. Una scelta che trasforma Declivi in un Sauvignon Riserva di grande profondità, costruito più sulla complessità e sull’evoluzione che sull’immediatezza aromatica.

Giulio Larcher Tenuta Maso Corno

Giulio Larcher è una figura che unisce due anime complementari del vino trentino: da una parte Tenuta Maso Corno, il progetto familiare costruito attorno a un luogo isolato e incontaminato sulle montagne di Ala, dall’altra una profonda esperienza nel mondo delle bollicine, maturata attraverso un percorso professionale che ha fatto della spumantizzazione e del Metodo Classico uno dei suoi principali campi di competenza. Maso Corno rappresenta la dimensione più intima e territoriale di questa storia. La tenuta appartiene da generazioni alla famiglia Larcher e si trova nel Trentino meridionale, a circa 500 metri di altitudine, in una posizione particolare, lontana dalle grandi superfici vitate del fondovalle e quasi completamente circondata dai boschi. È un ambiente nel quale la vite occupa soltanto una parte di un ecosistema più ampio fatto di prati, vegetazione spontanea e aree forestali, condizioni che Giulio considera fondamentali per preservare biodiversità ed equilibrio naturale. L’altitudine, la ventilazione e soprattutto le importanti escursioni termiche tra giorno e notte accompagnano maturazioni lente, permettendo alle uve di sviluppare complessità mantenendo acidità e precisione aromatica. È proprio questa naturale tensione a spiegare la particolare affinità di Maso Corno con Pinot Nero e Chardonnay, due varietà che occupano un ruolo centrale nella visione di Giulio e che costituiscono contemporaneamente un ponte naturale verso il suo lavoro sulle bollicine. Il Pinot Nero trova sulle montagne della tenuta un ambiente capace di limitarne la naturale esuberanza vegetativa e favorire un'espressione raffinata, costruita più sull’eleganza che sulla potenza. Lo Chardonnay beneficia invece delle temperature più fresche e delle escursioni termiche, sviluppando maturità senza perdere quella componente acida indispensabile tanto per i vini fermi quanto per le basi destinate alle lunghe rifermentazioni. La ricerca di Giulio non consiste nel replicare modelli provenienti da altri territori, ma nell’utilizzare queste varietà internazionali per leggere le caratteristiche specifiche della montagna trentina. Accanto a Maso Corno si sviluppa infatti il suo personale mondo delle bollicine, frutto di anni di esperienza e di una conoscenza approfondita delle dinamiche del Metodo Classico. Per Giulio una grande bollicina nasce innanzitutto dalla qualità della base: acidità, maturità fenolica, precisione aromatica e struttura devono essere presenti nell’uva prima ancora che inizi la lunga trasformazione in bottiglia. La seconda fermentazione e la permanenza sui lieviti non servono a correggere una materia prima debole, ma ad amplificarne progressivamente complessità e profondità. Il tempo diventa così uno degli ingredienti fondamentali del suo lavoro. Durante l’affinamento sui lieviti il vino cambia lentamente, acquisendo maggiore articolazione aromatica e una tessitura più complessa, mentre l’acidità originaria delle uve di montagna permette di sostenere anche maturazioni prolungate senza perdere energia. È una filosofia che trova una naturale continuità con Maso Corno: tanto nei vini fermi quanto nelle bollicine, Giulio ricerca soprattutto equilibrio, precisione e capacità evolutiva. Pinot Nero e Chardonnay diventano quindi il filo che collega questi due universi. Nel primo caso raccontano direttamente la montagna attraverso vini fermi eleganti e profondi; nel secondo diventano materia ideale per esplorare il Metodo Classico e la trasformazione determinata dalla rifermentazione e dal lungo contatto con i lieviti. L’esperienza accumulata da Giulio nel settore spumantistico influenza inevitabilmente anche il modo di osservare le vigne: comprendere acidità, pH, maturazione e comportamento delle singole parcelle significa poter decidere fin dalla vendemmia quale direzione potrà assumere un vino molti anni più tardi. Allo stesso tempo, la sensibilità sviluppata a Maso Corno porta nel mondo delle bollicine una visione fortemente agricola, nella quale la tecnica non deve diventare più importante dell’origine. È proprio nell’incontro tra questi due percorsi che emerge la personalità di Giulio Larcher. La montagna rappresenta il punto di partenza, mentre il tempo costituisce il vero elemento comune: quello necessario alle uve per maturare lentamente grazie alle escursioni termiche, quello richiesto ai vini fermi per trovare equilibrio e quello, ancora più lungo, attraverso il quale una bollicina sviluppa complessità durante la permanenza sui lieviti. Anche il legno, quando utilizzato, viene concepito come uno strumento di accompagnamento e non come una firma aromatica da imporre al vino. La produzione di Maso Corno rimane volutamente contenuta, coerentemente con una proprietà nella quale preservare il luogo conta più dell’espansione della superficie vitata. I boschi che circondano le parcelle non sono considerati terreni inutilizzati da trasformare in vigneto, ma una componente essenziale dell’identità della tenuta e del suo equilibrio climatico. È una concezione che sintetizza bene il pensiero di Giulio: il vino non nasce soltanto dalla vite, ma dall’interazione tra pianta, suolo, altitudine, clima e ambiente circostante. Tenuta Maso Corno e il mondo delle bollicine rappresentano quindi due capitoli dello stesso percorso. Da una parte c’è un maso di montagna, appartato e circondato dalla natura, dove Pinot Nero e Chardonnay vengono utilizzati per raccontare un Trentino verticale, fresco ed elegante; dall’altra c’è la lunga esperienza di Giulio nella spumantizzazione, nella quale quelle stesse caratteristiche di acidità, precisione e capacità evolutiva diventano fondamentali per creare Metodo Classico di grande profondità. A unirli è una filosofia che privilegia la pazienza rispetto alla velocità e l’eleganza rispetto alla concentrazione. Giulio Larcher costruisce così la propria identità tra vigna e bollicine, tra la dimensione silenziosa di Maso Corno e la complessità delle lunghe permanenze sui lieviti, dimostrando come la montagna trentina possa essere interpretata attraverso linguaggi differenti ma mantenendo sempre lo stesso principio: partire da una materia prima integra e lasciare al tempo il compito di trasformarla in vino.