FERRARI

TRENTO DOC EXTRA BRUT "GIULIO FERRARI ROSÉ - RISERVA DEL FONDATORE" 2015 - FERRARI

Regular price €245,00 Sale price€270,00you save €25,00

Abbinamenti, Perfetto da bere con antipasti di pesce affumicato, pasta al sugo di pesce, pesce in umido, pasta al sugo di verdure, zuppa di pesce, sushi e sashimi, pesce e crostacei al vapore, risotto ai frutti di mare, formaggi stagionati.
Alcol, 12,5%
Annata, 2012
Denominazione, Trento DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 80%, Chardonnay 20%

NOTE SENSORIALI:

Questo Trento Spumante Rosé “Giulio Ferrari” si sviluppa nel calice con un colore rosa brillante, caratterizzato da qualche ulteriore riflesso che tende più al ramato nell’unghia. Il perlage si contraddistingue per una grana di dimensioni finissima, dotata di una persistenza quasi infinita. Stratificato e appagante il naso, dove affiorano tocchi floreali arricchiti da sfumature di agrumi e frutti di bosco, intervallati da aromi di erbe aromatiche. In bocca è incredibile, di ottimo spessore, con un’eleganza innata che fa leva su un sorso d’impronta fresca e sapida, il cui gusto richiama la totalità dei profumi avvertiti in precedenza al naso, evidenziando un’ottima coerenza. L’eccellenza delle bollicine trentine è tutta qui, in una bottiglia con cui Ferrari si dimostra davvero all’altezza della sua storica fama.

CURIOSITÁ:

La Riserva del Fondatore “Giulio Ferrari” è un Trento Spumante Rosé Brut che nasce da un blend tra Pinot Nero, presente nel taglio finale all’80%, e Chardonnay. I grappoli vengono raccolti manualmente durante la vendemmia, per poi essere subito trasferiti nei locali in cui la cantina Ferrari svolge la vinificazione. Qui si procede alla prima fermentazione, in contenitori d’acciaio inox, mentre la rifermentazione avviene in bottiglia, seguendo i principi produttivi del Metodo Classico. Lo Spumante rimane poi per ben 132 mesi, cioè 11 anni sui lieviti, sino a quando non si procede con le operazioni di sboccatura, dosaggio e imbottigliamento.

Ferrari

Ferrari Trento è una delle cantine che hanno segnato più profondamente la storia del Metodo Classico italiano, contribuendo in maniera decisiva a trasformare il Trentino in una terra di riferimento per le grandi bollicine di montagna. Tutto nasce nel 1902 dalla visione di Giulio Ferrari, pioniere capace di intuire con grande anticipo le potenzialità dello Chardonnay coltivato in quota. Dopo aver approfondito la propria formazione enologica anche all’estero, Giulio torna in Trentino con un’idea ambiziosa: produrre spumanti secondo il Metodo Classico sfruttando le particolari condizioni delle montagne trentine. Altitudine, ventilazione e forti escursioni termiche tra giorno e notte offrivano infatti un ambiente ideale per ottenere uve capaci di conservare freschezza, acidità e finezza aromatica. Giulio introduce e valorizza lo Chardonnay in un territorio nel quale questa varietà era ancora poco diffusa, diventando uno dei protagonisti della sua affermazione in Italia. Fin dall'inizio sceglie una produzione limitata e rigorosa, convinto che la qualità dovesse avere sempre la precedenza sulla quantità. I primi riconoscimenti arrivano rapidamente e contribuiscono a costruire la reputazione della giovane cantina. Ma l'eredità più importante lasciata da Giulio Ferrari non riguarda soltanto la tecnica: è soprattutto la convinzione che il Trentino possa produrre Metodo Classico di grande eleganza e straordinaria capacità di evoluzione. Il tempo diventa infatti uno degli elementi centrali della filosofia Ferrari. Un episodio particolarmente significativo risale alla Seconda guerra mondiale, quando Giulio, prima di lasciare Trento a causa dei bombardamenti, decide di murare parte della cantina per proteggere le proprie bottiglie. Al ritorno le ritrova intatte e scopre come quel lungo riposo ne abbia trasformato positivamente il carattere, rafforzando ulteriormente la sua fiducia negli affinamenti prolungati. Non avendo figli, Giulio cerca qualcuno capace di raccogliere e continuare il progetto. Dopo una lunga selezione individua in Bruno Lunelli la persona giusta. Nel 1952 la famiglia Lunelli acquisisce Ferrari, iniziando un nuovo capitolo della sua storia. Bruno comprende immediatamente il valore di ciò che ha ricevuto. La produzione cresce progressivamente, ma senza abbandonare i principi fissati dal fondatore: Metodo Classico, uve trentine e ricerca costante della qualità. È questa continuità a permettere a Ferrari di passare da piccola realtà artigianale a uno dei nomi più importanti della spumantistica italiana. Il cuore della produzione rimane la viticoltura di montagna. I vigneti si trovano in differenti zone del Trentino e beneficiano di condizioni climatiche particolari, determinate dall'altitudine e dall'incontro tra influenze alpine e correnti più miti. Le maturazioni lente permettono alle uve di sviluppare complessità mantenendo quella naturale tensione che costituisce uno dei tratti distintivi dei Trentodoc Ferrari. Lo Chardonnay rimane il grande protagonista, affiancato dal Pinot Nero. La raccolta viene effettuata manualmente e le differenti provenienze vengono seguite con attenzione per costruire cuvée capaci di mantenere un'identità profondamente legata alla montagna trentina. Un capitolo fondamentale si apre negli anni Settanta, quando la famiglia decide di osservare fino a dove possa arrivare la capacità evolutiva dello Chardonnay proveniente da una vigna particolarmente vocata, Maso Pianizza. Alcune migliaia di bottiglie vengono lasciate riposare sui lieviti molto più a lungo rispetto alle consuetudini dell'epoca. Da quell'esperimento nasce il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, dedicato all'uomo dal quale tutto ebbe origine. Diventerà l'etichetta simbolo della Casa e una delle interpretazioni più prestigiose del Metodo Classico italiano, dimostrando quanto lo Chardonnay di montagna possa acquistare profondità e complessità attraverso lunghissimi affinamenti. Questa cultura dell'attesa continua ancora oggi. Per Ferrari il tempo non è semplicemente una fase tecnica della produzione, ma un vero ingrediente del vino. Le cuvée più importanti trascorrono molti anni sui lieviti prima della sboccatura, permettendo alle componenti aromatiche di evolvere lentamente senza perdere freschezza e precisione. Parallelamente è cresciuta l'attenzione verso la sostenibilità e la tutela del territorio. I vigneti di proprietà sono condotti secondo agricoltura biologica e il lavoro agronomico è orientato alla conservazione della fertilità dei terreni, della biodiversità e dell'equilibrio naturale delle vigne. La famiglia Lunelli ha così continuato a sviluppare l'intuizione di Giulio Ferrari attraverso generazioni successive, mantenendo il Trentino al centro del progetto. Innovazione e crescita internazionale non hanno modificato l'idea fondamentale: ogni bottiglia deve conservare un legame riconoscibile con la propria origine montana. Oggi Ferrari Trento rappresenta oltre un secolo di evoluzione del Metodo Classico italiano. La sua storia unisce la visione pionieristica di Giulio Ferrari al coraggio imprenditoriale di Bruno Lunelli e alla continuità delle generazioni che hanno seguito il loro percorso. Dal 1902 Ferrari racconta il Trentino attraverso Chardonnay, montagna e tempo. L'intuizione di Giulio Ferrari ha trovato nella famiglia Lunelli una continuità capace di attraversare generazioni, trasformando un piccolo progetto pionieristico in uno dei grandi simboli delle bollicine italiane. Una storia nella quale altitudine, lunghi affinamenti e ricerca della qualità continuano a essere gli elementi fondamentali di ogni bottiglia.