MUSELLA

VALPOLICELLA RIPASSO SUPERIORE BIO DOC 2022 - MUSELLA

Regular price €23,50 Sale price€26,50you save €3,00

Abbinamenti, La maggiore struttura acquisita attraverso il Ripasso rende il 2022 perfetto con brasati, arrosti, carni rosse alla griglia, selvaggina, guanciale di manzo e stracotti, ma conserva sufficiente freschezza per accompagnare primi piatti importanti come risotto all’Amarone, pappardelle al ragù e paste con funghi porcini.
Alcol, 13,5%
Annata, 2022
Denominazione, Valpolicella Ripasso Superiore DOC
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera, Corvina, Rondinella, Corvinone85% Corvina e Corvinone, 10% Rondinella e 5% Barbera

NOTE SENSORIALI:

Nel calice mostra un rosso rubino intenso e luminoso. Il bouquet è elegante e progressivo, inizialmente dominato da ciliegia, amarena e piccoli frutti rossi maturi, ai quali si aggiungono prugna, violetta e una raffinata componente speziata. L’affinamento in rovere introduce sfumature di pepe, erbe aromatiche, liquirizia e delicate tostature, mantenendo però il legno in secondo piano rispetto al frutto. Al palato possiede la maggiore profondità tipica del Ripasso, ma senza diventare eccessivamente pesante: l'ingresso è morbido e avvolgente, il centro bocca succoso e strutturato, sostenuto da tannini presenti ma equilibrati e da una bella acidità. È proprio la freschezza a fare la differenza, perché accompagna la ricchezza ottenuta attraverso il ripasso sulle vinacce e restituisce dinamismo al sorso. La chiusura è persistente, speziata e leggermente balsamica, con ritorni di ciliegia e frutta rossa. Musella stessa descrive il 2022 come un vino di corpo nel quale tannino e acidità trovano un preciso equilibrio.

CURIOSITÁ:

Il Valpolicella Superiore Ripasso 2022 di Musella interpreta la tecnica del Ripasso in maniera particolarmente elegante e territoriale, evitando di trasformarla in una scorciatoia verso concentrazione e dolcezza. Prodotto dalla cantina fin dal 1995, nasce sulle colline a nord-est di Verona, tra Montorio e la Valle d’Illasi, da vigneti caratterizzati da terreni calcarei con argille rosse ferrose nelle parcelle Il Perlar e Palazzina e componenti argilloso-tufacee sul Monte del Drago. L’annata 2022 è stata segnata da una siccità molto importante, iniziata già durante l’inverno e proseguita per gran parte dell’estate: le rese sono state particolarmente contenute, ma la vendemmia asciutta ha permesso a Musella di raccogliere uve di grande qualità e perfettamente sane. Il passaggio fondamentale arriva in cantina: il Valpolicella viene ripassato sulle bucce dell’Amarone non completamente pressate, acquisendo maggiore profondità, struttura e complessità aromatica. Musella sottolinea però un dettaglio essenziale: le uve destinate al Ripasso non vengono appassite. È quindi il contatto successivo con le vinacce dell’Amarone ad arricchire il vino, senza snaturarne la freschezza originaria. Una visione del Ripasso che privilegia equilibrio e bevibilità rispetto alla semplice potenza.

Musella

Musella è una realtà vitivinicola della Valpolicella orientale, situata a San Martino Buon Albergo, alle porte di Verona, in un territorio dove le colline di Montorio incontrano la Valle d’Illasi. La tenuta ha costruito la propria identità attorno a una visione precisa: interpretare le varietà tradizionali veronesi attraverso una viticoltura rispettosa degli equilibri naturali, lasciando che siano vigneto, suolo e annata a determinare il carattere dei vini.
La proprietà si inserisce all’interno di un ambiente molto più ampio rispetto alla sola superficie vitata. Vigneti, prati, boschi e corsi d’acqua convivono all’interno della tenuta, creando quella biodiversità che negli anni è diventata uno degli elementi fondamentali della filosofia aziendale.
Il cuore storico di Musella è un’antica corte rurale le cui origini risalgono al Cinquecento. Gli edifici, un tempo legati alle attività agricole e alle scuderie della proprietà, sono stati progressivamente recuperati e trasformati negli spazi della cantina, conservando il rapporto con l’architettura originaria.
La storia contemporanea della tenuta è legata alla famiglia Pasqua Di Bisceglie. Il progetto si sviluppa con l’obiettivo di recuperare e valorizzare il patrimonio agricolo della proprietà, concentrando progressivamente l’attenzione sulla qualità delle vigne e sulla possibilità di produrre una Valpolicella diversa dalle interpretazioni maggiormente concentrate che hanno caratterizzato parte della denominazione.
La posizione dei vigneti è particolarmente interessante. Le parcelle occupano differenti settori collinari e presentano caratteristiche geologiche diverse, permettendo alle varietà tradizionali di assumere sfumature differenti anche all’interno della stessa proprietà.
In alcune zone prevalgono terreni calcarei accompagnati da argille rosse ricche di ferro, mentre in altre emergono componenti argillose e tufacee. Questa diversità viene considerata una risorsa fondamentale e le differenti vigne vengono gestite cercando di conservarne la personalità.
Corvina e Corvinone costituiscono il centro della produzione rossa, affiancate dalla Rondinella e da altre varietà presenti tradizionalmente nel territorio. Musella cerca soprattutto di mettere in evidenza la componente più fresca ed elegante di queste uve, evitando che maturità e concentrazione diventino gli unici parametri attraverso cui interpretare la Valpolicella.
La trasformazione più importante nella filosofia aziendale arriva con la scelta della biodinamica. A partire dalla fine degli anni Duemila la gestione dei vigneti viene progressivamente ripensata, con l’obiettivo di recuperare fertilità naturale, attività microbiologica e capacità del terreno di mantenere autonomamente il proprio equilibrio.
Musella considera infatti la tenuta come un unico organismo agricolo. La vite rappresenta soltanto una parte di un sistema nel quale vegetazione spontanea, animali, microrganismi e caratteristiche del suolo contribuiscono insieme alla salute dell’ambiente.
Compost e preparati biodinamici vengono utilizzati per sostenere la fertilità dei terreni, mentre vengono esclusi gli interventi chimici di sintesi incompatibili con questa filosofia. Il percorso ha portato Musella alla certificazione Demeter, consolidando definitivamente l’impostazione biodinamica della proprietà. La stessa ricerca continua in cantina. Le fermentazioni spontanee permettono ai lieviti naturalmente presenti sulle uve di partecipare alla trasformazione del mosto, mentre gli interventi vengono mantenuti quanto più possibile misurati. L’obiettivo non è ottenere vini perfettamente uniformi da un’annata all’altra, ma conservare le differenze naturali generate dalla vendemmia. Il Valpolicella rappresenta l’espressione più immediata di questa filosofia. Corvina e Corvinone rimangono protagoniste e vengono lavorate cercando succosità, freschezza e agilità, mostrando il volto più dinamico delle varietà veronesi.
Con il Valpolicella Superiore e il Ripasso aumenta progressivamente la struttura, ma l’obiettivo rimane quello di conservare equilibrio e bevibilità. Nel Ripasso il tradizionale contatto con le vinacce dell’Amarone aggiunge profondità e complessità senza trasformare il vino in una semplice versione più concentrata.
L’Amarone della Valpolicella rappresenta naturalmente uno dei vertici della produzione. Le migliori uve vengono selezionate e sottoposte al tradizionale appassimento, durante il quale perdono progressivamente acqua e concentrano zuccheri, aromi e struttura.
Musella interpreta però l’Amarone cercando di preservarne anche la freschezza. La concentrazione derivante dall’appassimento deve essere accompagnata da energia e tensione, così che il vino possa mantenere equilibrio nonostante la propria ricchezza naturale. Gli affinamenti vengono condotti privilegiando contenitori capaci di accompagnare lentamente l’evoluzione senza sovrapporre aromi eccessivamente marcati. Grandi botti e cemento permettono al vino di maturare mantenendo riconoscibile il carattere delle uve e del territorio. Accanto ai grandi rossi della Valpolicella, Musella porta avanti anche una ricerca particolarmente interessante sui vini bianchi. La Garganega diventa uno degli strumenti attraverso cui esplorare un’altra anima della proprietà, mostrando quanto questa varietà possa sviluppare profondità e complessità quando viene coltivata e vinificata con attenzione. Una delle sperimentazioni più originali riguarda l’utilizzo del marmo rosso di Verona come recipiente di affinamento. La scelta recupera un materiale profondamente legato al territorio e lo trasforma in uno strumento enologico, permettendo al vino di evolvere senza ricevere l’impronta aromatica tipica del legno.
È un esempio significativo della filosofia di Musella: tradizione e sperimentazione non vengono considerate elementi opposti. Antiche varietà, appassimento, biodinamica e contenitori alternativi possono convivere quando vengono utilizzati per raggiungere lo stesso obiettivo, cioè conservare nel vino la riconoscibilità della sua origine.
Musella rappresenta così una lettura personale della Valpolicella orientale. Corvina, Corvinone, Rondinella e Garganega raccontano terreni calcarei, argille rosse e suoli differenti attraverso una viticoltura biodinamica che mette al centro la vitalità della terra. Dall’antica corte cinquecentesca ai vigneti della tenuta, il progetto cerca soprattutto equilibrio, freschezza e identità, dimostrando che anche Amarone e Ripasso possono esprimere profondità senza rinunciare all’eleganza e che la tradizione della Valpolicella può continuare a evolversi senza perdere il proprio legame con il territorio.