MONTE DEI RAGNI

VERONA IGT ROSATO "ROPIÉ" 2021 - MONTE DEI RAGNI

Regular price €36,90 Sale price€44,50you save €7,60

Abbinamenti, È perfetto in abbinamento a preparazioni a base di pesce o crostacei.
Alcol, 13%
Annata, 2021
Denominazione, Verona IGT
Filosofia, Biodinamico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Molinara e Corvina

NOTE SENSORIALI:

Il Verona IGT Rosato “Ropié” 2021 di Monte dei Ragni si presenta con un rosa intenso e luminoso, attraversato da vivaci riflessi cerasuolo e lampone. Il naso è immediato ma tutt’altro che semplice: ribes rosso, ciliegia croccante, lampone e piccoli frutti di bosco si intrecciano a note di rosa, erbe aromatiche e sottili sfumature speziate. Con l’ossigenazione emerge una componente più mediterranea, quasi selvatica, accompagnata da sensazioni iodate e minerali che ne aumentano la profondità. Al palato è fresco, teso e decisamente sapido, con un sorso dinamico e scattante che mantiene sempre una bella energia. Il frutto resta croccante e ben definito, mentre una sottile trama salina accompagna tutta la progressione gustativa. Il finale è asciutto, persistente e leggermente speziato, con ritorni di ribes, ciliegia ed erbe aromatiche. Un rosato di carattere, lontano dalle interpretazioni più leggere e immediate della categoria, capace di unire freschezza, materia e una personalità profondamente territoriale.

CURIOSITÁ:

Ropié è il rosato di Monte dei Ragni, piccolissima realtà artigianale della Valpolicella Classica guidata da Zeno Zignoli e situata in località Marega, nel comune di Fumane. Nasce principalmente dalle varietà tradizionali della zona, con Molinara e Corvina protagoniste dell’assemblaggio, gli stessi vitigni che contribuiscono alla produzione dei grandi rossi della Valpolicella. La vinificazione segue un’impostazione estremamente essenziale: fermentazione spontanea con lieviti indigeni in acciaio e successivo affinamento sempre negli stessi contenitori, senza utilizzo del legno, così da preservare freschezza, frutto e componente minerale. Il lavoro di Monte dei Ragni parte però soprattutto dalla vigna, coltivata con un approccio agricolo rispettoso dell’ambiente e con un ricorso minimo alla meccanizzazione e ai prodotti di sintesi. Ropié rappresenta così il volto più immediato della cantina, ma conserva la stessa filosofia dei vini più importanti: pochissime manipolazioni, tempi naturali e la volontà di lasciare emergere con chiarezza il carattere delle uve e del territorio.

Monte Dei Ragni

Monte dei Ragni è la piccola azienda agricola di Zeno Zignoli a Fumane, nel cuore della Valpolicella Classica, una realtà profondamente legata alla terra e a una concezione della viticoltura nella quale il vino rappresenta soltanto una parte di un organismo agricolo più complesso. La proprietà appartiene alla famiglia Ragno da cinque generazioni e si sviluppa sul crinale che sale da Bure, a circa 220 metri di altitudine, verso Mazzurega, raggiungendo circa 430 metri. Il nome Monte dei Ragni non nasce da una costruzione commerciale, ma deriva direttamente dall'antica denominazione della collina riportata nel catasto storico redatto durante la dominazione austriaca. Già all'inizio del Novecento Santo Ragno aveva intuito la particolare vocazione viticola di questi terreni, orientando progressivamente l'attività familiare verso la vite; nella prima metà del secolo la proprietà venne ampliata con nuovi terreni nella zona di Mazzurega, immediatamente destinati a vigneti, ciliegi e olivi. Nei primi decenni del Novecento il vino prodotto dalla famiglia raggiungeva direttamente anche alcune osterie di Verona, testimonianza di una tradizione enologica precedente di diverse generazioni all'attuale progetto. Oggi il volto di Monte dei Ragni è Zeno Zignoli, vignaiolo dalla visione profondamente agricola che, dopo essersi trasferito in Valpolicella, ha raccolto l'eredità dei terreni della famiglia della moglie sviluppando un modello fondato sulla biodiversità e su pratiche biologiche e biodinamiche. La sede si trova in località Marega, antica contrada le cui origini vengono fatte risalire al XV secolo, raggiungibile attraverso una piccola strada racchiusa tra muri di pietra. La proprietà conserva volutamente il carattere di una vera azienda agricola: accanto alla vite crescono olivi e ciliegi e vengono mantenute altre coltivazioni, evitando che il vigneto trasformi il paesaggio in una monocoltura. Anche gli olivi costituiscono un patrimonio importante, con centinaia di piante e alcuni esemplari che raggiungono circa un secolo di età, dai quali viene ricavato l'olio aziendale. I vigneti sono inseriti in un ambiente segnato dalle tradizionali “marogne”, i muretti a secco della Valpolicella che sostengono e modellano i versanti, mentre la pergola rimane uno dei sistemi di allevamento caratteristici della proprietà. Zeno lavora cercando di preservare la vitalità del suolo e l'equilibrio naturale della vegetazione, considerando la biodiversità non un elemento decorativo ma una componente essenziale della salute del vigneto. Anche le rese vengono mantenute contenute attraverso potature attente, gestione della carica produttiva, diradamenti e un lavoro manuale estremamente preciso sui grappoli. Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Oseleta costituiscono il patrimonio varietale alla base dei principali rossi della casa e vengono interpretate secondo una filosofia che rifiuta velocità e standardizzazione. Il vino simbolo è inevitabilmente l'Amarone della Valpolicella Classico, prodotto attraverso una selezione rigorosa delle uve destinate all'appassimento. In questa fase il tempo diventa uno degli ingredienti fondamentali: la perdita progressiva di acqua concentra naturalmente il grappolo e modifica profondamente il rapporto tra zuccheri, acidità, tannini e sostanze aromatiche. La successiva vinificazione viene condotta senza forzare le estrazioni, affidando fermentazione e maturazione a tempi particolarmente lunghi. Anche l'affinamento procede senza fretta e può occupare diversi anni, seguito da un ulteriore riposo in bottiglia prima della commercializzazione. Il risultato è un'interpretazione dell'Amarone lontana dalla ricerca della semplice opulenza, nella quale concentrazione e maturità devono essere sostenute da energia, equilibrio e capacità di evoluzione. Il Valpolicella Ripasso Classico Superiore rappresenta un'altra espressione fondamentale della cantina e utilizza la tradizionale rifermentazione sulle vinacce dell'Amarone, seguita anche in questo caso da maturazioni prolungate. In cantina Zeno cerca di movimentare il vino il meno possibile: pigiature e pressature vengono effettuate delicatamente e l'impiego di sistemi di pompaggio meccanico viene fortemente limitato, utilizzando quando possibile la gravità. Il legno accompagna l'evoluzione senza essere ricercato come firma aromatica e ogni passaggio viene affrontato con l'obiettivo di preservare ciò che è stato ottenuto in vigneto. È proprio il rapporto con il tempo a distinguere Monte dei Ragni. In un territorio nel quale Amarone e Ripasso possono essere facilmente interpretati attraverso concentrazione e potenza, Zeno segue una strada più lenta, lasciando che fermentazioni e lunghi affinamenti costruiscano progressivamente l'equilibrio del vino. La produzione rimane inevitabilmente molto limitata e le bottiglie vengono immesse sul mercato soltanto quando considerate pronte, senza adattare i tempi agricoli alle esigenze commerciali. Monte dei Ragni rappresenta così una delle interpretazioni più personali della Valpolicella Classica: una proprietà familiare coltivata da cinque generazioni, un paesaggio nel quale vigne, olivi, ciliegi e marogne continuano a convivere e un vignaiolo che considera la qualità del vino inseparabile dall'equilibrio dell'intera azienda agricola. Dietro Amarone e Ripasso rimane soprattutto la visione di Zeno Zignoli, costruita sulla convinzione che il vigneto non sia una macchina destinata a produrre uva, ma una parte di un ecosistema da osservare, comprendere e preservare. È da questa idea, prima ancora che dalle tecniche di cantina, che nasce il carattere di Monte dei Ragni: vini rari, lenti e profondamente legati alle colline di Fumane, nei quali la Valpolicella viene raccontata attraverso il tempo, il lavoro manuale e una fedeltà quasi radicale alla terra.