FORADORI

VIGNETI DELLE DOLOMITI IGT TEROLDEGO "GRANATO" 2022 - FORADORI

Regular price €51,00 Sale price€59,00you save €8,00

Abbinamenti, La profondità di Granato 2022 richiede piatti importanti, ma la sua notevole freschezza permette abbinamenti più raffinati di quanto la concentrazione cromatica possa suggerire. È magnifico con cervo, capriolo, cinghiale, brasati, guanciale di manzo e grandi arrosti, ma trova una splendida sintonia anche con anatra, piccione e agnello. Funghi porcini, tartufo e preparazioni a base di polenta ne valorizzano la componente terrosa e minerale, mentre formaggi alpini stagionati, Trentingrana e Parmigiano Reggiano accompagnano perfettamente la struttura tannica.
Alcol, 13%
Annata, 2022
Denominazione, Vigneti delle Dolomiti IGT
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Teroldego 100%

NOTE SENSORIALI:

Il 2022 si presenta con un rosso rubino profondo, fitto e luminoso, attraversato da riflessi violacei ancora giovanili. Il naso ha intensità ma soprattutto stratificazione: mora selvatica, mirtillo, ribes nero, amarena e melograno lasciano progressivamente spazio a violetta, erbe alpine, pepe, grafite, terra umida e sfumature balsamiche. Con l'ossigenazione il vino diventa ancora più complesso, mostrando note di radice, liquirizia, spezie scure e una componente minerale quasi ferrosa. In bocca Granato rivela immediatamente perché sia riduttivo considerarlo semplicemente un rosso potente: la materia è importante, ma viene attraversata da una freschezza vibrante che rende il sorso energico e verticale. I tannini sono fitti, profondi e finemente cesellati, il frutto scuro rimane succoso e la componente minerale accompagna tutta la progressione. Il finale è lunghissimo, asciutto e sapido, con ritorni di frutti di bosco, melograno, erbe, grafite e spezie. È un Teroldego che possiede contemporaneamente qualcosa di alpino e mediterraneo: scuro nel frutto, ma luminoso nella freschezza; concentrato nella materia, ma mai pesante. Un vino ancora giovane, destinato a guadagnare ulteriore complessità con molti anni di bottiglia.

CURIOSITÁ:

Il Granato 2022 di Foradori è uno dei vini simbolo del Trentino e una delle massime espressioni contemporanee del Teroldego, varietà che grazie al lavoro della famiglia Foradori è tornata a occupare un posto di primo piano tra i grandi vitigni italiani. Il nome “Granato” richiama il melograno, frutto mediterraneo che possiede origine e struttura genetica sorprendentemente affini a quelle della vite e che diventa metafora perfetta di un vino fatto di energia, profondità e molteplicità. Tutto nasce nel Campo Rotaliano, la grande pianura alluvionale racchiusa tra le pareti delle Dolomiti, dove i depositi del torrente Noce hanno formato nei secoli terreni di ciottoli, ghiaia, sabbia e limo. È qui che Elisabetta Foradori ha condotto dagli anni Ottanta un lavoro fondamentale di selezione massale del Teroldego, recuperandone la biodiversità e opponendosi alla progressiva standardizzazione clonale del vitigno. Granato rappresenta il vertice di questa ricerca: nasce da circa 4 ettari di vecchie vigne delle parcelle Fontanasanta e Morei, con piante che raggiungono anche gli 80 anni di età. La conduzione è biodinamica e certificata Demeter, mentre in cantina il vino viene accompagnato attraverso fermentazioni spontanee e un lungo affinamento, senza cercare scorciatoie tecnologiche. Granato non è semplicemente il Teroldego più importante di Foradori: è il vino attraverso il quale la famiglia ha dimostrato che questa varietà alpina, se coltivata rispettandone la diversità genetica e il luogo d'origine, può raggiungere profondità, eleganza e capacità di evoluzione da grandissimo rosso italiano.

Foradori
La cantina Foradori è stata fondata nel 1939 a Mezzolombardo, in provincia di Trento. Elisabetta Foradori ha preso le redini dell’azienda nel 1984, dopo aver terminato gli studi alla scuola enologica di S. Michele all’Adige. Spinta da una forte passione e da un incondizionato amore per la propria terra, Elisabetta si è imposta sin dagli esordi di recuperare quella che è una delle varietà vitate autoctone più antiche della zona, il teroldego, cercando di mettere a punto dei modi per valorizzare quest'uva, e quindi renderla in grado di esprimere il territorio e il suo carattere più sincero e genuino. Questa missione è andata di pari passo con la ricerca di una viticoltura naturale e ha portato, attraverso la selezione massale, al riconoscimento di quindici diversi biotipi di teroldego, uva regina incontrastata del Campo Rotaliano.
Il risultato di Elisabetta è stato quello di ottenere un'uva dalle caratteristiche minerali, floreali e speziate tutt’insieme. Dal 2002 l'agricoltura è stata convertita totalmente alla biodinamica. Gli ettari vitati sono circa 28, si sviluppano tra il Campo Rotaliano e le colline di Cognola e sono impiantati, oltre che con teroldego, anche con incrocio manzoni e nosiola, anch'essi vitigni autoctoni del Trentino.
L'azienda Foradori fa parte de "I Dolomitici", un gruppo di viticoltori della zona uniti dallo spirito pionieristico della biodinamica, e dal 2007 è socia anche di VinNatur, che riunisce oltre 170 viticoltori naturali provenienti da nove nazioni diverse. Al netto di tutto, ritroviamo etichette che rispondono ai nomi di “Morei”, “Sgarzon”, “Granato”, “Fontanasanta” e “Fuoripista”.
Bottiglie in cui è racchiusa tutta la migliore essenza del territorio trentino, figlie di quella che è la più profonda conoscenza grazie alla quale si è arrivati a cogliere tutte le sottili differenze presenti in natura, arrivando allo stesso tempo anche a preservare al massimo il carattere del frutto e l’identità del luogo d’origine.