BOURGOGNE ALIGOTÉ "LA CHARME AUX PRÊTRES" 2023 - SYLVAIN PATAILLE
Abbinamenti, Ottimo in abbinamento a piatti leggeri, formaggi freschi o semplicemente per un aperitivo elegante.
Alcol, 13%
Annata, 2022
Denominazione, Bourgogne Aligoté AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Aligoté 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel bicchiere offre una complessità sorprendente: aromi ampi e profondi, che spaziano dai fiori bianchi agli agrumi, fino a sfumature più mature e speziate, sostenute da una mineralità incisiva, quasi provocatoria. La bocca è tesa, vibrante, ma al tempo stesso avvolgente, con un equilibrio che lascia presagire un lungo potenziale evolutivo.
CURIOSITÁ:
L’Aligoté “La Charme Aux Prêtres” proviene da una storica parcella piantata nel 1947, su terreni di argille rosse e calcare. Un vigneto che un tempo apparteneva alla Chiesa e che oggi, sotto il nome di Roseys, rivive grazie al lavoro appassionato di Sylvain Pataille, tra i protagonisti della rinascita di questo vitigno in Borgogna. La sua struttura e la vinificazione attenta – con lunghi affinamenti e minimo impiego di solfiti – lo rendono ideale per un lungo riposo in cantina, dove può affinarsi per almeno cinque anni, guadagnando ulteriori sfumature di eleganza.
Sylvain Pataille +
Sylvian Pataille conduce con grande passione un domaine che si trova a Marsannay, nella zona più settentrionale delle Côte de Nuits, pochi chilometri a sud di Digione. Si tratta di un vigneron profondamente innamorato del suo lavoro e della sua terra. Dopo aver accumulato un vasto patrimonio di conoscenze, grazie a numerose collaborazioni con cantine della Borgogna, sul finire degli anni ’90 ha deciso di mettersi in proprio con un’idea ben precisa: produrre grandi vini nel modo più naturale possibile. Fin dall’inizio aveva ben chiaro, che per far esprimere i vitigni e il terroir in modo autentico e diretto, era necessario eliminare tutto ciò che si frapponeva tra la pianta e la bottiglia di vino. È nata così l’idea di un ritorno alle origini dell’agricoltura, eliminando tutti i prodotti chimici utilizzati in vigna e gli additivi in cantina.
La ricerca di purezza assoluta, si è tradotta in un approccio al territorio rispettoso dell’ambiente. La sua tenuta si estende su una superficie complessiva di una dozzina di ettari, gestiti applicando i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, con utilizzo solo di zolfo, rame in bassissime quantità e altri preparati naturali. Le viti hanno così trovato un loro equilibrio all’interno di un ecosistema incontaminato e producono uve di eccellente qualità, oltre che sane e genuine. Per evitare di compattare i suoli, Sylvian ha reintrodotto l’utilizzo del cavallo tra i filari, in modo da mantenere il terreno sempre soffice, vitale e ricco di biodiversità naturale. La vigna è il vero centro di tutto il suo lavoro e i suoi vini rispecchiano perfettamente questo sentimento.
Una volta terminate le vendemmie, le vinificazioni si svolgono in modo semplice, con un minimo intervento enologico e con la massima salvaguardia dell’espressione varietale delle uve e del carattere autentico del terroir di Marsannay. Come da consuetudine della zona, Sylvian coltiva Chardonnay Pinot Noir e Aligoté. La profonda conoscenza dei luoghi e delle differenze pedoclimatiche tra le singole vigne, lo hanno condotto a prediligere vinificazioni parcellari, che si traducono in interessanti etichette, capaci di far apprezzare le peculiarità e le sfumature espressive dei diversi lieu-dit del domaine.