BENANTI

ETNA BIANCO SUPERIORE DOC "PIETRA MARINA" 2020 - BENANTI

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Abbinamenti, Bianco elegante e teso, perfetto con i fritti di mare e con il sashimi di salmone.
Alcol, 12,5%
Annata, 2020
Denominazione, Etna DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Carricante 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un giallo dorato luminoso. Il bouquet è ampio, raffinato e stratificato, con note di agrumi maturi, cedro candito, pesca bianca, erbe mediterranee, ginestra e idrocarburi eleganti, accompagnate da intense sensazioni iodate, saline e di pietra focaia. Al palato è profondo, vibrante e sapido, sostenuto da una freschezza incisiva e da una tessitura minerale straordinaria che accompagna un finale lunghissimo, complesso e persistente.

CURIOSITÁ:

L’Etna Bianco Superiore DOC “Pietra Marina” 2020 di Benanti rappresenta una delle più alte espressioni del Carricante e, più in generale, uno dei grandi bianchi vulcanici italiani. Nato nel comune di Milo, unico territorio autorizzato alla denominazione Etna Bianco Superiore, questo vino incarna in maniera esemplare la verticalità, la longevità e la straordinaria identità minerale del versante orientale dell’Etna. Le uve Carricante in purezza provengono da vigneti situati a circa 800 metri sul livello del mare, in un contesto climatico caratterizzato da forte luminosità, ventilazione costante ed importanti escursioni termiche che favoriscono maturazioni lente e grande complessità aromatica. La raccolta avviene rigorosamente a mano con accurata selezione dei grappoli. Dopo una pressatura soffice, la fermentazione si svolge in acciaio a temperatura controllata, seguita da un lungo affinamento sulle fecce nobili per almeno 24 mesi negli stessi serbatoi, accompagnato da frequenti bâtonnage che conferiscono profondità, ampiezza e capacità evolutiva senza compromettere freschezza e precisione. “Pietra Marina” è il vino simbolo di Benanti e una delle interpretazioni più iconiche del Carricante: un bianco capace di evolvere magnificamente negli anni mantenendo intatta la propria energia minerale e la tensione vulcanica che contraddistingue il terroir etneo.

Benanti
Alla fine dell'ottocento Giuseppe Benanti, bisnonno di Antonio e Salvino Benanti attuali proprietari dell’azienda, avviò la produzione di vini in un antico podere alle pendici dell'Etna, a Viagrande per la precisione, in provincia di Catania. Nel 1988, sarà l’omonimo nipote Giuseppe, padre di Antonio e Salvino, a riprende quella che può essere considerata come un'antica passione di famiglia, dando vita a quella che oggi è una delle cantine più famose e celebrate non solo della Sicilia, ma addirittura di tutta Italia. Una realtà vitivinicola che in questi trent'anni è stata un vero e proprio punto di riferimento e traino, non solo per quello che oggi viene definito come il "miracolo etneo", ma anche per tutta l’enologia regionale, grazie a una produzione che nel tempo si è sempre contraddistinta per la qualità più assoluta e per un'aderenza territoriale fino a prima del tutto sconosciuta. I vini di Benanti sono caratterizzati infatti da una spiccata personalità, così capaci di trasmettere tutta la cultura e la passione per il vino della famiglia Benanti. Bottiglie uniche, riferimento assoluto per la Denominazione Etna e per i suoi vitigni più rappresentativi: il carricante ed il nerello mascalese. I vigneti di proprietà, dislocati su tutti i versanti della DOC Etna, da nord a sud, arrivano a coprire al momento circa 18 ettari, ai quali vanno aggiunti altri dieci ettari di vigneto in affitto. Tra i filari, oltre ai già citati carricante e nerello mascalese, incontriamo anche altre varietà, come il nerello cappuccio. Piante che arrivano a toccare i 110 anni d’età, con apparati radicali prefillossera, arrivano a produrre uve semplicemente straordinarie, ricche, concentrate ed eleganti in ogni loro sfumatura organolettica. Grappoli che in cantina si trasformano in vini eccezionali, che dai Rossi ai Bianchi, passando per i Rosati e gli Spumanti, sono in grado come pochi altri di raccontare la migliore essenza di quello che è il territorio del grande vulcano siciliano.