EMMANUEL BROCHET

CHAMPAGNE EXTRA BRUT PREMIER CRU BIOLOGICO "LES HAUTES VIGNES - LE MONT BENOIT" 2018 - EMMANUEL BROCHET

Regular price €209,00 Sale price€245,00you save €36,00

Abbinamenti, Ideale da solo o in abbinamento a crudi di mare, ostriche, piatti raffinati a base di pesce o formaggi stagionati a pasta molle.
Alcol, 12,5%
Annata, 2018
Denominazione, Champagne
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, 50% Pinot Meunier e 50% Chardonnay

NOTE SENSORIALI:

Nel calice emerge uno Champagne intenso, profondo e vibrante, con profumi di agrumi maturi, mela gialla, frutta secca, pane tostato, erbe officinali e leggere note speziate e gessose. Il sorso è ampio ma perfettamente equilibrato, attraversato da una bollicina finissima e da una tensione minerale che accompagna verso un finale lungo, salino e di grande eleganza.

CURIOSITÁ:

Lo Champagne Extra Brut Premier Cru Biologico “Les Hautes Vignes – Le Mont Benoit” di Emmanuel Brochet è una cuvée rara e profondamente artigianale, prodotta in quantità estremamente limitate nel Premier Cru di Villers-aux-Nœuds, uno dei villaggi più piccoli e riservati della Montagne de Reims. Emmanuel Brochet è considerato uno dei vigneron più ricercati della Champagne contemporanea grazie ad una filosofia produttiva radicale, fondata su agricoltura biologica, basse rese e vinificazioni rispettose dell’identità del vigneto. Questa cuvée nasce da vigne piantate nel 1962 e coltivate tramite sélection massale, pratica tradizionale che preserva il patrimonio genetico originario della vigna. L’assemblaggio unisce 50% Pinot Meunier e 50% Chardonnay provenienti dalla vendemmia 2018. La fermentazione e l’affinamento avvengono per 11 mesi in fûts sulle fecce fini, utilizzando esclusivamente lieviti indigeni. Successivamente il vino riposa per circa sei anni sui lieviti in bottiglia, sviluppando profondità e complessità straordinarie. Non filtrato e non chiarificato, viene dosato Extra Brut a soli 2 g/L per preservarne la massima purezza espressiva.

Emmanuel Brochet

Emmanuel Brochet è uno dei vigneron più rappresentativi della Champagne artigianale contemporanea e il suo domaine nasce da una storia estremamente essenziale: un uomo, una collina e appena 2,5 ettari di vigneto. Siamo a Villers-aux-Nœuds, piccolo comune Premier Cru immediatamente a sud-ovest di Reims, nella Petite Montagne de Reims, dove la famiglia Brochet possedeva da tempo una parcella nel lieu-dit Le Mont Benoît. Per molti anni le vigne erano state affittate e le uve destinate ad altri produttori, fino a quando Emmanuel decide nel 1997 di riprenderne direttamente la gestione e iniziare un percorso personale; la prima vinificazione arriva nei primi anni Duemila. Le Mont Benoît rappresenta praticamente l’intero universo di Brochet: un unico vigneto di circa 2,5 ettari disposto su un dolce pendio esposto prevalentemente a sud-est, tra circa 90 e 150 metri di altitudine. Sotto uno strato relativamente sottile di argilla e limo si trova la craie cretacea, elemento determinante per il drenaggio, la riserva idrica e soprattutto per quella tensione calcarea che caratterizza profondamente i vini. Nella stessa collina convivono Chardonnay, Pinot Noir e Meunier e alcune delle piante più vecchie risalgono al 1962. La dimensione minuscola permette a Emmanuel di seguire personalmente quasi ogni operazione e il vigneto è condotto in agricoltura biologica certificata Ecocert; negli anni Brochet ha inoltre approfondito pratiche vicine alla biodinamica, mantenendo come principio fondamentale la ricerca dell’equilibrio naturale della pianta e della vitalità del terreno. In cantina l’approccio rimane altrettanto artigianale. La pressatura viene effettuata con un tradizionale torchio verticale e viene privilegiata la cuvée, cioè la parte qualitativamente più pregiata della pressatura. Le fermentazioni partono spontaneamente e i vins clairs maturano prevalentemente in pièces borgognone usate per circa undici mesi; il legno non deve imprimere aromi, ma accompagnare lentamente il vino attraverso una moderata ossigenazione. La fermentazione malolattica viene generalmente completata, i vini non vengono chiarificati né filtrati e l’utilizzo della solforosa rimane misurato. Anche la seconda fermentazione è stata oggetto di una ricerca particolarmente interessante: Brochet ha lavorato sulla selezione dei propri lieviti ambientali per il tirage, cercando di mantenere continuità microbiologica tra vigneto, vino base e presa di spuma. Le Mont Benoît è la cuvée che sintetizza meglio la filosofia del domaine: Chardonnay, Pinot Noir e Meunier provenienti dalla stessa collina vengono assemblati insieme a una quota di vini di riserva, con proporzioni che possono cambiare secondo la base vendemmia, quindi affinano sui lieviti e vengono commercializzati come Extra Brut con dosaggi molto contenuti, spesso intorno ai 2 g/l. Accanto all’assemblaggio principale, Emmanuel ha progressivamente isolato alcune componenti del vigneto per comprenderne ancora meglio le differenze. Les Hauts Meuniers, per esempio, nasce dalle vecchie vigne di Meunier piantate nel 1962 e mostra quanto questa varietà possa assumere profondità e complessità quando viene interpretata come autentico vino di parcella; Haut Chardonnay porta invece al centro lo Chardonnay della parte più alta della collina, mentre Rosé de Saignée esplora il Pinot Meunier attraverso la macerazione. La produzione complessiva rimane estremamente limitata e può oscillare sensibilmente secondo vendemmia e selezioni, nell’ordine di poche migliaia di bottiglie ogni anno. È proprio questa dimensione a spiegare molto della filosofia di Emmanuel Brochet: invece di costruire una gamma attraverso vigneti sparsi in numerosi villaggi, ha scelto di dedicare quasi tutta la propria vita professionale alla comprensione di una sola collina. Chardonnay, Pinot Noir e Meunier diventano quindi tre differenti strumenti attraverso i quali leggere lo stesso luogo; l’età delle vigne, la posizione sul pendio e la profondità del terreno introducono ulteriori variazioni all’interno di appena 2,5 ettari. Le Mont Benoît non è semplicemente il nome della cuvée principale, ma il centro dell’intero progetto. Agricoltura biologica, lavoro manuale, fermentazioni spontanee, élevage in vecchie pièces, assenza di chiarifica e filtrazione e dosaggi minimi vengono utilizzati per ridurre progressivamente la distanza tra vigneto e bottiglia. In questo senso Emmanuel Brochet rappresenta perfettamente una delle trasformazioni più importanti avvenute in Champagne negli ultimi decenni: il passaggio dall’idea di uno Champagne costruito principalmente attraverso l’assemblaggio a quella di un vino capace di raccontare con precisione un singolo terroir. Nel suo caso questa ricerca è portata quasi all’estremo: un Premier Cru poco conosciuto, un solo coteau alle porte di Reims e una produzione minuscola sono diventati gli elementi di un progetto nel quale la vera firma non è la tecnica del vigneron, ma Le Mont Benoît stesso.