BONNAIRE

CHAMPAGNE GRAND CRU BLANC DE BLANCS BRUT NATURE - BONNAIRE

Regular price €48,90 Sale price€54,00you save €5,10

Abbinamenti, È perfetto in abbinamento a preparazioni a base di pesce o crostacei.
Alcol, 12,5%
Annata,
Denominazione, Champagne
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Questo Champagne Nature si presenta con una splendida tonalità giallo dorato, impreziosita da riflessi ramati e bollicine fini che danzano vivacemente nel bicchiere. Al naso, si percepisce nitidamente un bouquet elegante e complesso, con sentori di mela, lievito e accenni di caramello salato, accompagnate da delicate note affumicate. In bocca, la tannicità morbida, il corpo snello e la straordinaria complessità regalano un'esperienza gustativa sensazionale.

CURIOSITÁ:

Lo Champagne Gran Cru Brut Nature Blanc de Blancs Pas Dosè AOC Bonnaire è un vino spumante prodotto nella regione di Champagne, Francia, noto per la sua qualità e finezza. Questo champagne è realizzato esclusivamente con uve Chardonnay, coltivate nel villaggio di Cramant, che fa parte della rinomata zona Côte des Blancs, classificata come Grand Cru. Il Brut Nature Blanc de Blancs di Bonnaire si distingue per un affinamento sui lieviti di 48 mesi con l’aggiunta del 15% di vin de reserve, risultando in uno champagne maturo con un’elevata finezza e un basso dosaggio finale di 0 g/l. Questo vino è una rappresentazione dell’esperienza e della competenza della famiglia Bonnaire, riflettendo il carattere particolare del terroir ben noto della Côte des Blancs. La lavorazione accurata e la conoscenza approfondita dei loro vigneti permettono ai produttori di Bonnaire di creare champagne di alta qualità, che sono riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Bonnaire

Champagne Bonnaire è una storica realtà familiare di Cramant, Grand Cru della Côte des Blancs, fondata nel 1932 da Fernand Bouquemont, bisnonno degli attuali proprietari, che durante la difficile congiuntura economica degli anni Trenta decide di smettere di vendere esclusivamente le proprie uve e iniziare a produrre Champagne direttamente. Dopo la Seconda guerra mondiale viene affiancato dal genero André Bonnaire, proveniente a sua volta da una famiglia di viticoltori, che insieme al figlio Jean-Louis contribuisce in maniera decisiva alla crescita della proprietà e alla definizione di uno stile profondamente legato allo Chardonnay di Cramant. Dal 2012 il domaine è guidato dalla quarta generazione, rappresentata dai fratelli Jean-Étienne e Jean-Emmanuel Bonnaire, che hanno progressivamente trasformato l’azienda mantenendone intatta l’identità territoriale ma introducendo una lettura sempre più precisa delle singole parcelle. Il patrimonio storico di Champagne Bonnaire comprende circa 22 ettari e ha il proprio centro assoluto a Cramant, dove la famiglia possiede oltre 6 ettari di Chardonnay, ai quali si aggiungono parcelle nei Grand Cru di Chouilly e Oiry, nel Premier Cru di Cuis e a Bergères-lès-Vertus, oltre a vigneti nella Vallée de la Marne destinati principalmente a Pinot Noir e Meunier. Oggi il progetto familiare si è ulteriormente ampliato attraverso l’integrazione con Champagne Paul Clouet di Bouzy, legato alla famiglia per via materna, formando un patrimonio complessivo di circa 28 ettari suddivisi in 75 parcelle tra Côte des Blancs, Montagne de Reims, Vallée de la Marne e Côte des Bar. Questa unione permette ai fratelli Bonnaire di lavorare contemporaneamente due dei grandi volti della Champagne: da una parte lo Chardonnay della Côte des Blancs, con Cramant come riferimento principale, dall’altra il Pinot Noir di Bouzy e degli altri terroir a uve nere. Lo Chardonnay rimane però il cuore storico di Bonnaire e trova nei profondi sottosuoli di craie di Cramant condizioni straordinarie: il gesso garantisce drenaggio, riserva idrica e un ambiente capace di preservare freschezza anche nelle annate più calde, dando origine a vini generalmente caratterizzati da tensione, cremosità, componente floreale e una riconoscibile impronta minerale. In vigneto Jean-Étienne e Jean-Emmanuel hanno progressivamente orientato il lavoro verso una viticoltura sempre più sostenibile e precisa: la proprietà è certificata Viticulture Durable en Champagne e HVE, mentre 13,5 ettari di Chardonnay hanno ottenuto la certificazione biologica a partire dalla vendemmia 2023. È un passaggio importante perché segna l’evoluzione di Bonnaire da maison storicamente conosciuta soprattutto per la regolarità dei propri Blanc de Blancs a domaine sempre più concentrato sulla vitalità dei suoli e sulla differenziazione dei terroir. Anche in cantina il linguaggio sta evolvendo. Tradizionalmente Bonnaire ha costruito il proprio stile attraverso fermentazioni a temperatura controllata in acciaio e svolgimento della fermentazione malolattica, ottenendo Chardonnay generosi e cremosi ma sostenuti dalla naturale acidità di Cramant; oggi il legno trova maggiore spazio, pur senza diventare dominante, attraverso vecchi fûts utilizzati per accompagnare alcune cuvée e selezioni parcellari. Parallelamente i dosaggi sono stati progressivamente ridotti, così da rendere più leggibili materia, origine e struttura dei vini. La gamma racconta chiaramente questa trasformazione: accanto ai Blanc de Blancs d’assemblaggio, che rimangono la firma classica della maison, sono comparsi millesimati, lieux-dits e Coteaux Champenois capaci di approfondire il carattere delle singole vigne. Il Cramant Grand Cru Blanc de Blancs rappresenta l’espressione più immediata dell’identità Bonnaire, mentre i millesimati selezionano le annate nelle quali lo Chardonnay raggiunge maggiore profondità e capacità evolutiva. Cuvée come Variance e Ver Sacrum introducono un rapporto più importante con il legno e lunghi affinamenti, mentre selezioni parcellari come Les Terres des Buissons e Le Bateau portano il progetto verso una lettura ancora più dettagliata del Grand Cru di Cramant. Particolarmente interessante è anche il Cramant Nature, un Coteaux Champenois bianco prodotto da una piccola parcella di vecchio Chardonnay e affinato a lungo in fût, attraverso il quale la famiglia può osservare il terroir senza l’intermediazione della seconda fermentazione e della presa di spuma. La produzione contemporanea di Bonnaire non si limita quindi più alla costruzione di un Blanc de Blancs riconoscibile, ma utilizza assemblaggi, millesimi e singoli lieux-dits come strumenti differenti per raccontare lo stesso patrimonio. L’unione con Paul Clouet amplia ulteriormente questa prospettiva: Cramant e Bouzy, Chardonnay e Pinot Noir, Côte des Blancs e Montagne de Reims diventano due anime complementari di una stessa famiglia, simbolicamente rappresentate anche dal nuovo emblema del domaine. Dopo quasi un secolo dalla scelta di Fernand Bouquemont di imbottigliare direttamente il proprio Champagne, Bonnaire rimane quindi profondamente legato a Cramant ma attraversa oggi una delle fasi più interessanti della propria storia. Jean-Étienne e Jean-Emmanuel hanno ereditato una maison conosciuta per Chardonnay generosi, cremosi e immediatamente riconoscibili e la stanno progressivamente trasformando attraverso agricoltura biologica, riduzione dei dosaggi, utilizzo misurato del legno e crescente attenzione alle singole parcelle. È proprio questa combinazione tra tradizione e nuova precisione territoriale a definire Champagne Bonnaire: una maison familiare nella quale la craie di Cramant e lo Chardonnay rimangono il centro assoluto, ma vengono oggi interpretati con strumenti sempre più capaci di mostrare le differenze tra vigneti, annate e lieux-dits della Côte des Blancs.