LANGHE NEBBIOLO DOC "BRICDELBAIO®" 2023 - CA' DEL BAIO
Abbinamenti, Perfetto con carne cruda battuta al coltello, tajarin al ragù, agnolotti piemontesi, roastbeef, grigliate di carne, arrosti e formaggi di media stagionatura. Ottimo anche con cucina autunnale e piatti tipici della tradizione piemontese.
Alcol, 14,5%
Annata, 2023
Denominazione, Langhe Nebbiolo DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un elegante colore rosso granato brillante. Il bouquet è fine e delicatamente fruttato, con richiami di piccoli frutti di bosco, lampone maturo, ciliegia e leggere sfumature floreali di rosa appassita. Emergono poi note speziate e lievemente balsamiche che ne aumentano la complessità. Al palato è secco, caldo e armonioso, sostenuto da tannini fini e piacevolmente presenti. Il sorso è dinamico ed equilibrato, con una freschezza viva che accompagna il finale lungo e delicatamente speziato. Elegante già in gioventù, possiede anche un’interessante capacità evolutiva negli anni.
CURIOSITÀ:
Il Langhe Nebbiolo “BricdelBaio®” di Ca’ del Baio rappresenta una delle espressioni più autentiche e territoriali del Nebbiolo di Langa. Un vino elegante, raffinato e profondamente piemontese, nato dai vigneti di proprietà della famiglia Grasso a Treiso, nel cuore dell’area storica del Barbaresco. Per Ca’ del Baio il Nebbiolo non è soltanto il vitigno simbolo delle Langhe, ma una vera filosofia produttiva. Con il “BricdelBaio®” la cantina sceglie di valorizzarne il lato più immediato e conviviale, senza rinunciare alla profondità, alla precisione aromatica e alla capacità evolutiva che rendono il Nebbiolo uno dei più grandi vitigni italiani. Le vigne sorgono su terreni composti da marne grigie e blu con presenza calcareo-sabbiosa, capaci di regalare ai vini eleganza tannica, freschezza e una raffinata impronta minerale. Le esposizioni prevalentemente occidentali permettono maturazioni lente e complete, favorendo lo sviluppo di aromi fini e complessi mantenendo equilibrio e tensione. L’annata 2023 ha dato origine a un Nebbiolo particolarmente armonioso e luminoso, caratterizzato da grande nitidezza aromatica e tannini raffinati. Dopo la vendemmia manuale tra fine settembre e inizio ottobre, le uve vengono diraspate e sottoposte a una breve macerazione. La fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata, così come la fermentazione malolattica. Il vino affronta poi un periodo di maturazione in cantina prima della commercializzazione, preservando purezza varietale ed equilibrio espressivo. Il risultato è un Nebbiolo capace di coniugare immediatezza e profondità, perfetto sia per chi desidera avvicinarsi al vitigno sia per gli appassionati che cercano una versione più agile ma autenticamente langarola.
Ca' Del Baio +

Ca’ del Baio è una storica azienda familiare di Treiso, nel cuore della denominazione Barbaresco, oggi arrivata alla quarta generazione della famiglia Grasso. Le sue radici affondano nella tradizione contadina delle Langhe e trovano una figura fondamentale in Ernesto Grasso, che nel 1965 compie una scelta particolarmente significativa per l’epoca: vinifica separatamente le uve della vigna Vallegrande, anticipando quella lettura dei singoli cru che sarebbe diventata centrale nel Barbaresco contemporaneo. La generazione successiva è quella di Giulio Grasso e della moglie Luciana, che dagli anni Ottanta sviluppano ulteriormente il patrimonio aziendale attraverso l’acquisizione di nuove parcelle e una crescente attenzione alla vinificazione separata delle diverse provenienze. Oggi accanto a loro lavorano le tre figlie Paola, Valentina e Federica, protagoniste del nuovo corso della cantina e impegnate direttamente nei diversi settori, dalla gestione agronomica alla vinificazione, dall’accoglienza alla commercializzazione. Ca’ del Baio dispone attualmente di 31 ettari vitati di proprietà distribuiti tra Barbaresco, Treiso e Trezzo Tinella e utilizza esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti. Il Nebbiolo rappresenta naturalmente il cuore della produzione e trova espressione attraverso alcune delle MGA più importanti della denominazione: Asili e Pora nel comune di Barbaresco, Vallegrande e Marcarini a Treiso, alle quali si aggiungono parcelle a Ferrere, Trestelle e Montersino. I terreni dell’area sono prevalentemente riconducibili alle Marne di Sant’Agata Fossili, caratterizzate da marne calcaree formatesi nel Tortoniano, ma ogni collina possiede caratteristiche capaci di modificare profondamente il carattere del Nebbiolo. Asili è uno dei grandi cru storici di Barbaresco e Ca’ del Baio vi possiede 2,3 ettari esposti a sud-ovest: da marne bluastre calcareo-argillose e vigne piantate a partire dal 1957 nascono il Barbaresco Asili e l’Asili Riserva, interpretazioni nelle quali eleganza, complessità aromatica e longevità rappresentano gli elementi centrali. Vallegrande costituisce invece la vera vigna di casa e possiede un significato storico particolare per la famiglia: fu proprio Ernesto a vinificarla separatamente già nel 1965 e oggi Ca’ del Baio la considera di fatto un proprio monopole condiviso soltanto con i cugini Grasso Fratelli. I terreni più chiari, con un’elevata componente sabbiosa e calcarea, danno origine a Barbaresco generalmente più austeri e profondi, caratterizzati da una trama tannica importante e da una marcata freschezza; dalla vendemmia 2018 la famiglia produce anche Vallegrande Riserva, selezionando le vigne più longeve della menzione. Marcarini, esposta prevalentemente a est, rappresenta invece quella che la famiglia definisce la “collina del sole del mattino” e le sue uve confluiscono nel Barbaresco Autinbej, assemblaggio territoriale al quale partecipano oggi anche altre parcelle di Treiso come Ferrere e, dalla vendemmia 2023, Trestelle. La filosofia di Ca’ del Baio rimane profondamente legata alla tradizione langarola ma non è immobile: la famiglia utilizza vinificazioni e affinamenti differenti secondo il carattere del cru, evitando di imporre un’unica ricetta a tutti i Nebbiolo. Vallegrande segue una strada particolarmente classica, con fermentazione in acciaio, macerazione sulle bucce e circa 24 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia; Asili Riserva viene invece lavorato attraverso una vinificazione più complessa, con una piccola percentuale di grappolo intero, lunga macerazione a cappello sommerso e circa 30 mesi in tonneaux già utilizzati, seguiti da un ulteriore affinamento in bottiglia. Accanto al Nebbiolo, il patrimonio aziendale comprende Barbera e Dolcetto tra le varietà rosse e Moscato, Chardonnay e Riesling Renano tra quelle bianche; tutti i vini sono prodotti in purezza e provengono da uve aziendali. Questa diversità permette alla famiglia di raccontare non soltanto il Barbaresco, ma anche il volto più ampio delle Langhe, arrivando fino alle zone più fresche di Trezzo Tinella e alle parcelle maggiormente adatte ai vitigni bianchi. Il passaggio generazionale verso Paola, Valentina e Federica non ha quindi cancellato il lavoro costruito da Ernesto e successivamente da Giulio e Luciana, ma lo ha ampliato attraverso una lettura sempre più precisa delle singole vigne. La nascita del Vallegrande Riserva Viti Vecchie con la vendemmia 2018 rappresenta bene questa evoluzione: una nuova interpretazione affidata alla quarta generazione che parte proprio dalla vigna vinificata separatamente dal nonno più di mezzo secolo prima. Ca’ del Baio rappresenta così una delle espressioni più autenticamente familiari del Barbaresco: 31 ettari di proprietà, quattro generazioni, un patrimonio costruito tra Treiso e Barbaresco e alcuni dei cru più importanti della denominazione. Asili racconta il volto più raffinato e profondo del Nebbiolo, Vallegrande conserva la memoria storica della famiglia, mentre Pora, Marcarini e le altre parcelle completano una vera cartografia del territorio. È proprio questa continuità tra generazioni e vigneti a definire Ca’ del Baio: una cantina cresciuta senza perdere la propria identità agricola, nella quale ogni Barbaresco nasce prima di tutto dalla volontà di conservare e rendere riconoscibile il carattere della collina da cui proviene.